”La fuga di notizie l’hanno voluta gli stragisti che hanno paura di una incriminazione per concorrenza nella strage, nei mesi a venire”. Lo scrive in una nota la presidente dell’associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.“Le indagini sulle eventuali fughe di notizie sulle intercettazioni Napolitano/Mancino dovranno velocemente stabilire chi in questo Paese ha tutto l’interesse, in queste ore di grande caos politico e istituzionale, a sbattere sui giornali notizie che vanno, secondo la legge, custodite fino a tempo debito. Noi, lo ripetiamo, temiamo siano gli autori della strage di via dei Georgofili”.

La ”ricostruzione esclusiva” fatta dal settimanale Panorama delle telefonate tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino avrà come conseguenza politica quella di favorire chi vuole abrogare lo strumento delle intercettazioni, anche nel caso di reati gravi come la corruzione politica. E’ l’analisi fatta da Famiglia Cristiana in un commento pubblicato online. “L’effetto tellurico dello scoop sarà probabilmente enorme sul piano politico”, scrive il settimanale cattolico nell’articolo intitolato “Quelle manovre contro il Colle”. “Indipendentemente da quel che è avvenuto – prosegue -, dall’inchiesta giornalistica e dagli eventuali illeciti commessi (se ce ne sono), noi preferiamo occuparci del ‘cui prodest’”.

“La domanda è banale: a chi giova lo scoop? Quali saranno le sue conseguenze? – si chiede Famiglia Cristiana – . E anche la risposta è abbastanza semplice: il ‘caso’, che evidentemente riguarda la violazione del diritto di privacy e di riservatezza del cittadino Giorgio Napolitano, potrebbe favorire l’abrogazione ‘sic et simpliciter’ di qualunque tipo di intercettazioni disposte dagli inquirenti, anche quelle avviate nell’ambito di inchieste riguardanti reati gravi, come la corruzione politica. Reati da cui il nostro Parlamento non è immune”. Secondo il settimanale dei Paolini, “uno splendido caso di arma a doppio taglio, o di eterogenesi dei fini (per utilizzare un termine in voga sulla questione). Una spada brandita, non sappiamo quanto consapevolmente, dai manettari della cosiddetta area dell’antipolitica, che però finisce per fare il gioco dei garantisti pelosi del Centrodestra. E a farne le spese una delle massime garanzie della stabilità democratica del nostro Paese: il Quirinale”.