Se gli investitori sono ancora fiduciosi nelle sorti di Madrid e, quindi,  disponibili a finanziare la Spagna comprandone i titoli di debito, come dimostra l’andamento delle aste di questa mattina, altrettanto non si può dire dei cittadini iberici. I dati appena diffusi dalla Banca Centrale europea sul mese di luglio, infatti, registrano una fuga dei risparmi dal Paese, con una conseguente caduta record dei depositi bancari.

Nel dettaglio, secondo dati la Bce, i risparmi di famiglie e imprese depositati nelle banche del Paese il mese scorso sono scesi del 4,6 per cento, che equivale a un ritiro di 74,228 miliardi di euro, la maggiore uscita di depositi privati dal settembre 1997. Fenomeno inverso in Grecia, dove i depositi nello steso mese sono cresciuti del 2% dopo i forti cali precedenti.

Eppure il segretario di stato spagnolo all’Economia e sostegno all’impresa Fernando Jimenez Latorre in una conferenza stampa ha assicurato che il Governo non ha registrato un “ritiro significativo” dei depositi bancari.

Commentando i dati dell’Eurotower Latorre ha sostenuto che “ci possono essere stati cambiamenti degli strumenti finanziari, distrazioni da alcuni strumenti ad altri. Però non mi risulta che su base aggregata si sia prodotto un ritiro significativo”. 

Quella di luglio, secondo i dati della Bce, rappresenta la quarta diminuzione mensile consecutiva dei depositi del settore privato in banche commerciali spagnole. I depositi, quantificati in 1.510 miliardi di euro, si attestano al livello più basso dal maggio 2008, quando ammontavano a 1.507 miliardi.

Non solo. Nel primo pomeriggio la Catalogna ha chiesto formalizzato la richiesta di 5 miliardi di aiuti al governo centrale di Madrid per evitare la bancarotta, divenendo così la terza regione, dopo la Comunidad Valenciana e la Comunità autonoma di Murcia, a chiedere accesso allo speciale fondo di 18 miliardi di euro costituito questa estate.

”Si tratta di dare una soluzione ai problemi, non di fare polemica. Lo stato spagnolo aiuterà la Catalogna come in molte altre occasioni”, ha commentato il premier spagnolo Mariano Rajoy secondo il quale “ora ci dobbiamo concentrare sulla cosa principale”, cioè il compimento degli impegni sul deficit delle autonomie.

Per quanto riguarda invece le attese sulla richiesta di aiuti comunitari da parte del Paese, se per Rajoy la Spagna “non sta negoziando con la Bce” in attesa che l’Eurotower dettagli le misure che intende prendere per dimunire la pressione sui costi di finanziamento, per il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Herman Van Rompuy, l’Ue è “pronta a intervenire con breve preavviso per salvaguardare la stabilità finanziaria” iberica.