In Regione Piemonte è scambio di veleni fra il gruppo del Pdl e quello del Movimento 5 stelle. Il consigliere Massimiliano Motta, del partito del Cavaliere, ha presentato una interrogazione che titola: “Un Caf a 5 stelle in via Alfieri 19 (la sede del consiglio regionale, ndr)?” Nel testo si legge che, come ha appreso da una mail inviatagli, una collaboratrice del gruppo consiliare del Movimento “utilizza i locali, le dotazioni tecnologiche ed i servizi del consiglio Regionale” per “consulenze finanziarie private” indicando come numero di telefono al quale essere contattata quello “della segreteria del gruppo”. Su diversi siti internet, tra cui quello del Comune di Torino, il numero telefonico del gruppo consiliare compare “associato all’indirizzo di uno studio professionale di consulenza finanziaria (Caf, ndr)”. Quindi Motta vuole sapere se ciò sia lecito o meno. 

Quanto riportato dall’esponente del Pdl, in effetti, trova conferma nella mail da lui citata dove sono riportati diversi screen shot di siti internet (esistenti, ndr), nei quali per pubblicizzare l’attività di un Centro di assistenza fiscale (Caf) viene affiancato il contatto telefonico del gruppo consigliare del Movimento, o la mail della collaboratrice che termina proprio per “@piemonte5stelle.it”.

Il capogruppo del Movimento, Davide Bono, ha preso carta e penna per denunciare il “vile attacco ad un nostro indefesso collaboratore”, annunciando che vi saranno ripercussioni sul piano giudiziario. Nel comunicato si legge che nessuna  attività propria di un Caf è stata svolta negli uffici del nostro gruppo consiliare e sin d’ora ci dichiariamo disponibili a sottoporre all’attenzione dell’ufficio di presidenza i tabulati telefonici del numero incriminato”. Tutto è partito, continua la smentita, da una mail “firmata da un certo Stefano Miceli“, con il “chiaro fine di danneggiare l’immagine del movimento, facendoci passare per truffaldini come i partiti”. In conclusione Bono annuncia di denunciare Miceli e “il pregiudicato Motta del Pdl, su cui già pesa una nostra denuncia per percosse“. 

La diretta interessata, Laura Castelli, ha spiegato al fattoquotidiano.it, che tutto è nato per errore. Lei in precedenza ha effettivamente svolto l’attività di consulenza, ma ora “per il troppo lavoro legato al consiglio” lo ha interrotto, facendo consulenze “solo per amici, nel tempo libero”. Nel pubblicizzarsi, ha precisato Castelli, ha inviato a diversi siti i suoi contatti, dove in calce alla mail “è riportato il numero di telefono della Regione, come in tutte le mie mail” e quindi questi siti lo hanno riportato “in maniera autonoma”, quindi “li ho informati dell’errore e spero provvederanno al più presto”. Contro il Movimento, ha continuato la ragazza, è in atto una campagna di demonizzazione dove “io, essendo giovane e donna, sono stata il bersaglio più facile. Sono accuse al limite della pazzia di cui non mi capacito”.