Questo terzo articolo, è l’ultimo della serie che fa riferimento al Sondaggio di opinione realizzato su un campione per quote incrociate di 300 Studenti della Sapienza, tra il 20 aprile e il 5 maggio 2012, prima delle ultime Elezioni amministrative e del “fenomeno Grillo”, da alcuni studenti (Francesco Catalini, Valentina Ciuccio e Chiara Davoli) diretti dalla Docente di Laboratorio di Ricerche di mercato della Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica dell’Università Sapienza. In esso si tratta delle opinioni degli Studenti della Sapienza sull’attuale Crisi economica e sulla Fiducia che essi ripongono nelle Istituzioni.

Cominciamo proprio da quest’ultimo aspetto, la Fiducia nelle Istituzioni, Parlamento, Presidente della Repubblica, Unione Europea, Magistratura e Forze dell’ordine, misurato attraverso l’assegnazione di un punteggio, utilizzando una scala di valori da 1 a 6.

Solo due di queste Istituzioni raggiungono (Unione Europea, 3,5) o si avvicinano (Presidente della Repubblica, 3,4) a uno standard appena sufficiente, tenendo presente che tutti i valori sopra la media (3,5) possono ritenersi positivi e quelli sotto negativi. Queste due Istituzioni, rappresentative dello Stato nazionale e di quello sovranazionale, sono riconosciute come due fondamenti della Società, cui si è ancora disposti a dare un certo credito e che non hanno tradito del tutto la fiducia in essi riposta, quasi ultimi baluardi prima della totale disistima. Immediatamente al di sotto si attesta la Magistratura (3,1), che ancora riesce a strappare un giudizio non del tutto negativo da parte degli intervistati, attestandosi a un livello appena sotto la sufficienza.

Ancora più giù nella graduatoria si collocano le Forze dell’ordine (2,9), il cui voto, se stessimo a scuola, corrisponderebbe a un  5 con due meno.

Infine, dulcis in fundo, si attesta il Parlamento (2,0), ovvero i politici, gli uomini di partito, coloro che sono stati eletti, che riscuote una disistima altissima, paragonabile a un 3+ scolastico, determinata da punteggi concentrati per poco meno del 70% tra quelli più bassi.

Insomma, una débâcle totale a livello istituzionale, soprattutto per coloro che rappresentano i cittadini nel Parlamento.  

Una sfiducia che non nasce da un momento contingente, ma che è alquanto radicata nei sentimenti e nelle convinzioni degli Studenti della Sapienza, poiché la maggior parte di essi è di tale opinione almeno da un anno, non mostrando alcuna variazione di parere in tale arco temporale, in particolare riguardo all’Unione europea (55%) e al Presidente della Repubblica (52%).  E’ il Parlamento che vede le sue azioni al ribasso: 2/3 degli universitari dichiarano di aver perso ancora fiducia in esso nell’ultimo anno.

Magistratura e Forze dell’ordine si muovono all’unisono e mostrano percentuali quasi identiche: entrambe subiscono una diminuzione di fiducia dichiarata dal 40% degli Studenti, mentre per un altro 48% circa non si è verificata alcuna variazione di opinione.

A tutto ciò va aggiunto il più severo giudizio delle Studentesse che si mostrano più deluse rispetto agli uomini, con pareri tra i 7 e i 13 punti percentuali più negativi di quelli dei colleghi.

Ma vediamo, ora, come gli Studenti percepiscono la Crisi economica che si sta attraversando. Gli intervistati si distinguono in 2 grandi categorie di opinioni, quella di chi ritiene che sia “uno dei momenti che si presentano ciclicamente” (39%) e quella di chi avverte un cambiamento in atto (44%). A prescindere dall’ 8% di chi non sa fornire una risposta, un altro 9% si distribuisce su interpretazioni diverse, quali il risultato di molti anni di mal governo, un momento di crisi profonda da cui sarà difficile uscire, la fine del capitalismo, il  risultato di scelte sbagliate.

Ma è possibile superare questa crisi economica?

Circa il 90% degli intervistati ritiene che l’Italia ci riuscirà, ma è sui tempi necessari al suo superamento che si esprime tutto il pessimismo degli Studenti: pochissimi (2%) prevedono che essa si esaurisca entro l’anno; generalmente si pronostica un allungamento del periodo di difficoltà economiche che dovrebbe terminare per circa il 23% degli studenti fra i 3 e i 5 anni e per un altro 22% (soprattutto studenti) tra oltre 5 anni. Infine, oltre ¼ degli intervistati, rappresentato in misura maggiore da donne, non riesce a quantificare i tempi della crisi.

Su chi, poi, ha determinato questa Crisi, chi dovrebbe essere chiamato sul banco degli  imputati, quale maggior responsabile, gli intervistati hanno dimostrato di avere le idee piuttosto chiare.

E’ la corruzione il grande male della Crisi e, in ultima analisi, dell’Italia. Una corruzione molto vasta, che pervade la società italiana, il 45% degli Studenti la attribuisce alla “classe politica” – di cui si denuncia anche il “basso livello culturale” 25%, quasi a voler sottolineare che dall’ignoranza nascono tanti mali, compresa la corruzione – il 24% agli  “imprenditori”.

Gli Studenti sembrano avere un quadro chiaro e lucido della situazione sociale e economica del Paese, di chi l’ha determinata, ma forse sentono anche una certa impotenza e delusione nel poter poco contribuire a un riscatto del Paese e a fornire un contributo, esclusi come sono, di fatto, da ogni centro decisionale e persino il loro apporto produttivo è ai margini  della società.