Tranne il Pdl il mondo politico chiede un passo indietro a Roberto Formigoni dopo l’invito a comparire con contestuale avviso di garanzia della Procura di Milano per corruzione aggravata dalla transnazionalità.”L’avviso di garanzia ricevuto da Roberto Formigoni mostra con l’evidenza dei fatti che, in questi mesi, non era lui a essere diffamato, ma, semmai, che lui è un corrotto” dice il capogruppo di Sinistra ecologia e libertà in Consiglio regionale Chiara Cremonesi, che torna a chiedere le dimissioni del presidente della Regione. Richiesta avanzata anche dal segretario nazionale di Rifondazione comunista – Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero. “L’avviso di garanzia a Formigoni è solo l’ultimo episodio di una situazione insostenibile in Regione Lombardia – scrive Ferrero, in una nota -: si vada subito a elezioni, i cittadini lombardi hanno diritto ad avere rappresentanti degni, basta con quest’assemblea piena di indagati e condannati. Formigoni si dimetta e la Lombardia torni alle urne”. 

Sulla stessa linea d’onda il Pd. “Serve un’assunzione di responsabilità che fino a qui non c’è stata: il voto anticipato continua ad essere l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile” in Lombardia – dicono il segretario regionale lombardo del Pd, Maurizio Martina, e il capogruppo in Consiglio regionale, Luca Gaffuri -. La notizia di oggi conferma e aggrava la preoccupante situazione che coinvolge direttamente il vertice della Regione Lombardia. Tale situazione, per i pesanti fatti che vengono contestati, non è in alcun modo paragonabile a vicende di altre Regioni”, proseguono gli esponenti del Pd. “Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto: non spetta a noi dare giudizi sul merito delle contestazioni penali. Siamo certi che gli organi giudiziari continueranno a compiere il loro lavoro con assoluta professionalità e serietà. Il nostro compito è sempre stato, ed è tanto più oggi, quello di difendere l’istituzione regionale, la sua credibilità, autorevolezza e operatività, insistendo perché si scindano immediatamente le vicende delle persone coinvolte dalle responsabilita’ istituzionali di massimo livello che oggi ricoprono. Il punto è la responsabilità politica. Per la gravità delle accuse e per la delicatezza del momento, continuare a tenere ostinatamente sovrapposte le questioni danneggia in modo irreparabile proprio l’ente regionale”.

Anche l‘Udc chiede le dimissioni. “Ora che Godot è arrivato, manifestandosi nell’avviso di garanzia da mesi negato e scongiurato, la commedia è  finita: il presidente Formigoni deve severamente valutare di dimettersi per anteporre l’interesse dell’istituzione e dei cittadini all’egoistica evocazione di complotti giornalistici e giudiziari –  fanno sapere i consiglieri regionali dell’Udc in Lombardia, Gianmarco Quadrini, Enrico Marcora e Valerio Bettoni – Siamo sempre stati garantisti e non a corrente alternata a seconda delle latitudini e delle convenienze politiche. Tuttavia il lungo protrarsi di questa situazione di reticenza nel fare chiarezza rischia di minare ulteriormente l’affidabilità della politica, la credibilità di Regione Lombardia e la sua governabilità”. “Siamo arrivati ai titoli di coda. L’accusa di corruzione, con l’aggravante della transnazionalità, certifica una volta di più l’inadeguatezza di Formigoni a governare ancora la Lombardia e guidarla verso l’Esposizione internazionale del 2015 – dichiarano i consiglieri regionali lombardi dell’Italia dei Valori Stefano Zamponi, Gabriele Sola e Francesco Patitucci – . Invece di restare aggrappato alla sedia con le unghie, Formigoni liberi la regione che tiene in ostaggio dimettendosi subito. Bisogna restituire la parola ai cittadini per tornare al voto il prima possibile, già nel novembre prossimo. A questo punto il ritorno immediato alle urne è fondamentale per evitare che l’ingombrante presenza del Governatore getti altro discredito sulla nostra regione. La Lombardia non merita di essere guidata da una persona su cui pesano accuse tanto gravi”.

Il Pdl scende in campo per rispondere a Sel: ”E’ vero che sugli organi distampa, come c’era da aspettarsi, ha avuto poca eco la notizia del rinvio a giudizio del presidente Vendola (incidentalmente anche capo di Sel), ma ci chiediamo se la collega Cremonesi legga i giornali la mattina prima di chiedere la dimissioni del presidente Formigoni” replica in una nota del capogruppo del Pdl al Consiglio regionale della Lombardia, Paolo Valentini. Nessun commento per ora dalla Lega.