Chi sperava che Angela Merkel potesse cambiare idea sugli eurobond, tema caro al nostro presidente del Consiglio Mario Monti e su cui è sembrato d’accordo anche il presidente francese François Hollande, si sbgaliava. La cancelliera tedesca, in una giornata profondo rosso per le borse europee, continua sulla sua linea. ”Il discorso su eurobond, eurobill, garanzie di condivisione del debito e molto altro, oltre che non compatibile con la nostra costituzione, è sbagliato e controproducente dal punto di vista economico. Responsabilità e controllo – dice alla conferenza annuale sullo sviluppo sostenibile –  non devono trovarsi in un rapporto sbagliato. Ma devono avere lo stesso peso. L’obiettivo è una unione politica – argomenta la Merkel – .Più Europa dunque in cui criterio non è la mediocrità ma il meglio, e in questo la sostenibilità gioca un ruolo centrale”.

Intanto i mercati mostrano nervosismo e pessimismo. Le borse europee, con Milano maglia nera a – 4%, hanno chiuso in forte calo per via delle poche speranze riposte dagli investitori nel vertice europeo del 28 e del 29 giugno. La Germania ha gia’ chiarito che non intende concedere alla Grecia una rinegoziazione delle condizioni del piano di aiuti e, nonostante le crescenti pressioni dei partner comunitari. Nel frattempo fonti comunitarie vogliono Cipro pronta a chiedere un piano di salvataggio. I mercati temono inoltre che la richiesta di fondi comunitari avanzata dalla Spagna per ricapitalizzare le banche possa essere solo il preludio a un vero e proprio ‘bailout’.  Le vendite sono concentrate soprattutto sui bancari e la peggiore è Piazza Affari, dove il comparto del credito ha un peso maggiore. L’Fste Mib di Piazza Affari archivia la seduta con una flessione del 4,02% a 13.113,78 punti. Lo spread tra Btp e Bund è salito a quota 455. Pesante anche Madrid, dove l’Ibex scivola del 3,67% a 6.624,0 punti. Il Dax di Francoforte perde il 2,09% a 6.132,39 punti, il Cac 40 di Parigi cede il 2,24% a 3.021,64 punti, l’Ftse 100 di Londra arretra dell’1,14% a 5.450,55 punti. Crolla Atene, giù del 3,67%. 

Sembrano giorni di notevole tensione ai vertici delle istituzioni. Lo si capisce anche dalla girandola di incontri preliminari in attesa del vertice di giovedì. Il presidente della Bce Mario Draghi incontra oggi il presidente francese François Hollande. La cancelliera tedesca Angela Merkel mercoledì prima riferirà in Parlamento (su fiscal compact e meccanismi di stabilità) poi volerà a Parigi da Hollande. Nel frattempo in Italia il presidente del Consiglio Mario Monti è salito al Quirinale per confrontarsi – sempre in vista dell’incontro di Bruxelles – con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Professore superstar. Monti è al centro di mille sguardi di tutta Europa. Per qualcuno, come il Financial Times, può diventare il vero salvatore dell’euro; per qualcun altro, come la Sueddeutsche Zeitung, resta comunque netta la divisione tra la Merkel e “Supermario”. Anche se in pubblico il governo federale tedesco trova solo parole di elogio per il Professore: “Con il governo di Mario Monti l’Italia può risolvere bene i problemi” ha detto per esempio questa mattina Martin Kotthaus, portavoce del ministro dell’Economia Wolfgang Schaeuble. C’è solo un tema sul quale apertamente la Germania diverge dalle posizioni del presidente italiano: eventuali misure “anti-spread”: nei giorni scorsi, Monti ha proposto di usare il fondo salva-stati Ue per abbassare, quando serve, la febbre dello spread, ma senza finire sotto il “tallone” della troika Ue, Bce, Fmi.

Il Times: “Meglio le elezioni che l’impotenza”. Invece alla fine l’attacco inaspettato a Monti arriva dal Times: “Meglio le elezioni anticipate che l’impotenza” scrive il giornale inglese in un’analisi. Monti è troppo cauto e cresce il rischio che i populisti euroscettici possano approfittarne per scalzarlo. Il quotidiano invita il premier ad “abbandonare la cautela”, perché “restare in carica impotente non aiuterà né l’euro né l’Italia”. Monti deve “sfidare i partiti che vogliono farlo cadere”. L’alternativa è quella di “restare aggrappato”, di “barcollare ai tempi supplementari” e poi di “perdere ai rigori”, tanto per usare una metafora calcistica di assoluta attualità.

Il governo Merkel: “Monti può salvare l’Italia”. “L’Europa è in una fase difficile e gli alti spread sono un parte del problema. Il governo tedesco ne è ben consapevole e fa di tutto per contribuire a trovare una strada ragionevole e di successo per uscire dalla crisi” spiega il portavoce dell’esecutivo della Merkel, Steffen Seibert. La Merkel l’aveva detto già la scorsa settimana al vertice quadrilaterale di Roma: la solidarietà esiste se tutti rispettano i patti e i patti si rispettano facendo più controlli. “Il governo tedesco – ha ribadito oggi Seibert – è spinto dalla profonda convinzione politica ed economica che responsabilità e controlli debbano andare sempre mano nella mano, ed essere sempre bilanciati”.

Schaeuble: “Referendum per più poteri a Ue”. Quindi l’obiettivo resta un rafforzamento dell’Unione politica dell’Europa (che invece come si sa fa storcere il naso alla Francia), tanto che in un’intervista a Der Spiegel lo stesso Schaeuble ha annunciato che “entro pochi anni, in Germania, i cittadini potrebbero essere chiamati a votare per un referendum federale su una nuova costituzione tedesca, necessaria per trasferire ulteriori competenze all’Ue”. Secondo Schaeuble i limiti dell’attuale costituzione rispetto al processo d’integrazione potrebbero essere raggiunti “prima di quanto non pensassi solo qualche mese fa”. Anche se “nessuno sa quando”.

Per il politico cristianodemocratico finora in Europa “l’ultima parole ce l’hanno avuta quasi sempre gli Stati membri. Questa condizione non può perdurare: dobbiamo concedere più competenze a Bruxelles sugli ambiti politici importanti, senza che ogni Stato nazionale possa bloccare le decisioni”. Schaeuble punta a trasformare la commissione Ue in un vero governo europeo, a far eleggere direttamente il presidente del consiglio Ue dai cittadini dei 27 Paesi membri e a rafforzare il ruolo del parlamento Ue. In merito, oggi la stampa tedesca ricorda come l’attuale costituzione non preveda la possibilità di un referendum a livello federale, per esempio su questioni europee. Modifiche alla Legge fondamentale – come si chiama la costituzione tedesca – possono essere apportate solo dal parlamento a maggioranza di due terzi. “Dopo la seconda guerra mondiale e le esperienze fallimentari della Repubblica di Weimar – scrive l’agenzia Dpa – i padri e le madri della costituzione hanno costruito consapevolmente il nuovo sistema politico come una democrazia rappresentativa”.

La stampa tedesca: “Merkel contro SuperMario”. Resta, poi, come detto, il retroscena illustrato oggi dalla Sueddeutsche Zeitung con tanto di titolo in italiano: “La Merkel contro Super Mario”. L’articolo spiega che “la cancelliera e il premier Mario Monti sempre più spesso parlano due lingue diverse” e che “il vertice di Bruxelles di questa settimana decide del successo o del fallimento di Monti, secondo la gente del suo Paese”. Per l’Italia, continua, si apre la seconda estate sul “precipizio della crisi del debito”. Da sei mesi Monti e Merkel “si intendono sempre di meno, lui fa appello alla unità, lei lo bolla come un postulante”. L’articolo, scritto da Roma, riferisce di un’industria sempre più frustrata e un’opinione pubblica italiana sempre più irritata dalle politiche di Berlino: da mesi ritengono la Merkel “colpevole” per l’emergenza italiana e considerano la “sua crisi di management” un “disastro”. Ancora una volta si ribadisce che il sostegno dei partiti al premier italiano vacilla, e che in questo scenario Silvio Berlusconi solleva il malumore contro gli “euro-killer” invocando una nuova “lira”.

FT: “Monti può salvare l’euro”. Giudizio diverso invece del Financial Times. In un commento che parte dalla prima l’importante giornale economico scrive: “In Europa è il momento di Mario Monti. Il premier italiano infatti può salvare l’euro: deve solo parlare chiaro ai poteri forti”. L’unica speranza di salvare l’euro, secondo il quotidiano londinese, è che uno dall’interno sfidi la Merkel e “nessuno è posizionato meglio del premier italiano per confrontarsi con la Merkel. Lui è l’ultimo insider europeo. E’ intelligente ed eloquente. Il suo Paese è il prossimo in attesa di essere attaccato dai mercati. L’Unione Europea non ha un piano B”. “La minaccia di dimissioni sarebbe credibile e farebbe paura a molti. Ma lui cosa ha da perdere? – si chiede il Ft – I sondaggi sono in calo e sta anche perdendo sostegno all’interno della coalizione. Solo dicendo la verità ai poteri forti Monti può salvare il suo Paese e l’euro”.

La Grecia. Al vertice europeo di giovedì non ci sarà nessun membro del nuovo governo Samaras: sia il primo ministro che il suo ministro all’Economia Rapanos sono ko per motivi di salute e quindi a Bruxelles si ripresenterà il ministro uscente George Zanias. Gli stessi problemi di salute di Samaras e Rapanos farà saltare un primo contatto ad Atene tra la troika Ue-Bce-Fmi e il nuovo esecutivo. Il portavoce del vicepresidente della commissione europea Olli Rehn, Amadeu Altafaj, ha però sottolineato che è “interesse di tutti” che parta “il più presto possibile”. “Ci sono stati ritardi” negli obblighi greci, ha aggiunto il portavoce, e “bisogna fare una valutazione ed una roadmap per il futuro” il “più rapidamente possibile”.

La Spagna chiede gli aiuti. Proprio oggi peraltro il ministro dell’Economia spagnolo, Luis De Guindos, ha formalizzato all’Eurogruppo la richiesta di salvataggio delle banche iberiche. Non sarà incluso, tuttavia, l’ammontare degli aiuti per un settore per cui le audit incaricate di verificare le necessità di capitale hanno calcolato un massimo di 62 miliardi di euro. I dettagli degli aiuti – e della loro contropartita – si conosceranno solo durante la prossima riunione dell’Eurogruppo, il 9 luglio. Nel frattempo, gli ispettori della Commissione Europea, della Bce e del Fmi realizzeranno la propria verifica sulle condizioni delle banche spagnole. Nonostante le pressioni di Madrid, la concessione del credito peserà sul debito pubblico statale, non essendo il Fondo Europeo di Stabilità autorizzato a immettere liquidità direttamente negli enti bancari. Rehn ha affermato di accogliere “con favore la richiesta formale di assistenza finanziaria” presentata dalla Spagna. La ristrutturazione del sistema finanziario spagnolo sarà “fondamentale per ripristinare la fiducia” dei mercati e le condizioni di accesso al credito.

Rehn: “Per la Spagna ci saranno condizioni”. Rehn ha anche detto che il memorandum sulle condizioni per il prestito per la ricapitalizzazione delle banche e del settore finanziario spagnoli sarà fatto “in termini di settimane” e i suoi termini “dovranno essere discussi tra le autorità spagnole e gli Stati membri dell’eurozona”. Il prestito verrà dal fondo salva-Stati Efsf o dallo Esm “se questo sarà in vigore” quando saranno definite le condizioni.