La vittoria del movimento 5 stelle è innegabile. Nonostante fossero senza soldi, senza esperienza, senza ceto politico, i “cittadini” delle liste autorizzate da Grillo si sono affermati in comuni e regioni e hanno conquistato il governo di città importanti.

Li vedremo all’opera, capiremo se riusciranno a trasformare le promesse in realtà (a Parma, per esempio, verrà chiuso l’inceneritore quasi pronto e costato 200 milioni di euro? Non sarebbe un enorme spreco?).
Comunque, buona fortuna!

Ma il prossimo orizzonte, senza dubbio, è quello delle elezioni politiche. Il Cinque Stelle viene valutato intorno al 14-15 per cento dei voti, praticamente una carovana grillina guidata da 70-80 parlamentari è pronta al sacco di Roma.

Come verranno eletti questi deputati? È molto probabile che nel 2013 andremo a votare ancora con l’orrido Porcellum. Tutti i candidati, quindi, sia delle nuove liste che di ogni altro partito “morto”, verranno designati dal leader del singolo partito o del movimento, da chi ne è detentore del simbolo.

Il Cinque Stelle, movimento ormai grande e maturo, come sceglierà la sua classe dirigente, i suoi deputati? Con quali regole?

È risaputo che Grillo ha il copyright del simbolo del movimento. È agli atti inoltre che abbia proceduto ad espulsioni unilaterali per chi voleva affrontare il tema delle elezioni politiche, e di reprimende per gli esponenti delle liste colpevoli di andare in tv.

I Pirati tedeschi, in un intervista al Fatto, invitavano Grillo a “mollare l’osso” e a passare la gestione del movimento ad una piattaforma “certificata” di iscritti come il loro “liquid feedback”. Possibile che un “guru di Internet” come Gianroberto Casaleggio, sicuro che nel futuro sarà “la Rete” a farsi carico delle decisioni collettive, non sia grado di realizzare uno strumento del genere?

La democrazia è la base del vivere civile. Può una forza politica nuova, innovativa, ora anche credibile e di governo, essere l’unica che ne fa a meno e delega tutto al suo padre-padrone? Se così fosse, risulterebbe un partito nato, cresciuto, e subito “morto”.

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