Visito da più di un anno gli indigenti dai Fratelli di San Francesco Onlus a Milano che hanno organizzato un ambulatorio dove prestano la loro opera, in modo volontario, numerosi medici.

Domenica 13 maggio nell’inchiesta di Alberto Nerazzini “I professionisti a Report, l’autore intervista il priore della comunità padre Clemente Moriggi chiedendo se fosse a conoscenza della schiera di società domiciliate presso lo studio del professionista Zaccuti (uomo di fiducia di investitori del credito sanmarinese accusato di aver ospitato il denaro della ndrangheta) tutte intitolate a Francesco e Chiara d’Assisi, i santi della rinuncia e della povertà. 

Sono praticamente tutte immobiliari, e in tutte è socio Renato Moriggi, presidente della cooperativa dei francescani e fratello di padre Clemente. “È bello attivo suo fratello, caro padre”.  

Sia il padre che il fratello sono molto evasivi. 

Nerazzini afferma: “Gli imprenditori, di solito, vanno orgogliosi delle loro società. Non è il caso del volontario francescano Moriggi. Per sapere di cosa si occupano tutte quelle srl ispirate a San Francesco dovremmo sentire gli altri soci. Che però è sempre uno e, per definizione, non parla: è una fiduciaria”.

Vedendo la trasmissione resto allibito ed enormemente deluso.

Ma che rapporto ci potrà mai essere fra una onlus, che dovrebbe vivere con il 5 per mille (anche il mio nell’ultimo anno), di donazioni e di volontariato, con società immobiliari in cui ci sono soci il fratello del priore, una non meglio precisata fiduciaria e che ha come domicilio lo studio di un commercialista non iscritto all’ordine dei commercialisti, quindi non controllabile, ex consigliere di una banca in odore di malavitosi?

Ho informato la suora responsabile dell’ambulatorio della mia decisione di abbandonare l’incarico mettendo comunque a disposizione il mio studio privato. Non entrerei più in quello stabile con la stessa voglia che mi ha spinto ad iniziare. 

Credo che per avere una risposta, che Report non ha avuto, occorrerebbe che tutti i volontari seguissero il mio esempio mettendo a disposizione gli studi privati per quelli che assolutamente non hanno colpe, che soffrono e che nessuno vuole visitare, lasciando sole le persone che si coprono con vesti che non onorano.

Sig. Moriggi, frate e fratello, si faccia il segno della croce, magari l’ultimo per non offendere San Francesco, e chieda perdono, prima che la Procura della Repubblica faccia chiarezza.