Spending review, atto I. Il commissario, che sarà Enrico Bondi, svolgerà funzioni di “supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni”. Nella bozza del decreto legge, che prevede decisioni sulla spesa, ci sono tra le amministrazioni pubbliche “tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonchè le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria”. Escluse la presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento che avranno autonomia. Le amministrazioni pubbliche ”entro 24 mesi” adotteranno le misure “finalizzate al contenimento dei consumi di energia”.  

Il commissario, che durerà, avrà il potere di chiedere informazioni e documenti alle singole amministrazioni, nonchè di disporre che vengano svolte ispezioni a cura del l’Ispettorato per la funzione pubblica e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato”. I ministeri dovranno presentare la loro relazione sui tagli di spesa entro il 31 maggio di quest’anno: “Ciascun ministero, con la collaborazione della struttura di missione istituita con decreto del presidente del Consiglio dei ministri -si legge nella bozza – propone un progetto contenente sia gli interventi di revisione e riduzione della spesa atti a generare i risparmi di spesa previsti, sia misure di razionalizzazione organizzativa e di risparmi per gli esercizi futuri”. Sarà il premier Mario Monti anche in assenza delle proposte, a prendere “le conseguenti determinazioni”. 

Comunque entro quindici giorni Bondi presenterà un piano per i tagli alla Pubblica amministrazione, di cui avrà la responsabilità, per circa 2 miliardi di euro come spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà che ha già incontrato il neo commissario per l’acquisto dei beni e servizi della Pa. “Abbiamo già avuto un incontro con Bondi. Questa mattina – dice Catricalà- abbiamo parlato solo di logistica e abbiamo trovato la sua collocazione al ministero dell’Economia e abbiamo individuato gli uffici della presidenza del Consiglio di cui si avvarrà e anche quelli del Tesoro. Per quanto riguarda la presidenza del Consiglio gli abbiamo assegnato l’Ispettorato alla Funzione pubblica e l’ufficio della Ragioneria dello Stato per il Tesoro”. Quindi due miliardi di tagli alla Pa: “Un pò di più, un pò di meno della metà dei 4,2 miliardi” previsti. 

Sulla spending review arrivano i primi commenti. Per il Viminale “ci siamo dati un mese, un mese e mezzo per definire tutti gli aspetti, che sono molto complessi, il progetto definitivo sarà una riforma molto interessante che riguarderà la pubblica amministrazione in Italia, ma una cosa è certa: qualunque operazione non verrà mai ad intaccare la sicurezza dei cittadini spiega il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. La responsabile del Viminale non ha parlato di tagli, ma di “razionalizzare” e ha assicurato che “tutti i presidi sulla sicurezza non saranno toccati, ma anzi si potenzieranno e si renderanno più efficaci in certi casi. Su questo non arretreremo di un passo”. Quanto alle proteste dei sindacati di polizia e dei prefetti, Cancellieri ha detto: “siamo pronti a parlare con loro ed a confrontarci”.  Sull’Imu la Cancellieri fa un richiamo forte: “Ritengo che la problematica sia delicata, perchè tocca la gente e quindi ci vuole molta attenzione e delicatezza quando si trattano queste cose. E l’avremo. Ma anche i sindaci, ufficiali di governo, hanno funzioni istituzionali, ed è bene che non dimentichino mai che portano la fascia tricolore e lavorano per gli interessi del Paese”. Sulla rivolta fiscale proposta dalla Lega il ministro dice “tutto quello che è attenzione al sociale e ai bisogni della gente va benissimo e siamo pronti con loro, ma non dimentichiamo che i sindaci sono un’istituzione, e la fascia tricolore ha un significato: i sindaci siano responsabili ho massima fiducia in loro e un eccellente rapporto. Comprendo le difficoltà, ma il senso dello Stato e della responsabilità non deve venire meno”. 

Al ministero della Salute “siamo in piena attività di revisione, perché abbiamo una parte dei dipendenti che, per una legge dello scorso anno, dovrebbe transitare alle Regioni. Una volta fatto questo passaggio e capito esattamente quanti sono questi dipendenti del ministero, faremo una revisione anche relativamente all’organico. Per ora abbiamo fatto altri tipi di analisi, che riguardano i capitoli di spesa, ma le faremo anche relativamente all’organico” fa sapere il responsabile del dicastero Renato Balduzzi a chi gli chiede un commento. “Il segnale che abbiamo dato – prosegue – mira ad arrivare a fare una valutazione più attenta dell’attività ordinaria del ministero, come l’acquisto di beni e servizi per esempio, che riguarda tutte le amministrazioni, il Servizio sanitario nazionale e riguarda anche la macchina ministeriale, che è piccola, ma c’è comunque un’attenzione nell’uso delle risorse. Il segnale che il Governo ha dato è in questa direzione, noi come comparto sanitario già avevamo cominciato, perché la manovra del 2011 sui beni e servizi, di cui stiamo attuando”  i dettami, “è una manovra che va proprio a trovare prezzi di riferimento affinché in tutto il Ssn ci siano costi comparabili”. 

Anche il ministro dell’Istruzione frena su possibili tagli al suo dicastero: “Io credo che la scuola abbia già pagato tanto in questi anni in termini di tagli e infatti in questo momento di revisione della spesa la scuola non è nell’occhio dei ciclone – dice Francesco Profumo a Campobasso a margine di un incontro con il governatore del Molise Michele Iorio -. La scuola, l’università e la ricerca hanno avviato un processo di riorganizzazione e credo che questo sia il tema sul quale dobbiamo lavorare: costruire un sistema della formazione e della ricerca più moderno, più capace di competere a livello europeo e soprattutto con una maggiore attenzione alla formazione soprattutto dei più piccoli.  ttraverso il progetto sulle comunità intelligenti, ciascuna regione ha individuato alcune priorità e su queste investiamo”.

“Si sta creando una miscela esplosiva nel paese, tra aumento della disoccupazione, aumento delle tasse, blocco degli investimenti pubblici e privati”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è pessimista: “Qui occorre una svolta nella politica economica, altro che spending review. Il 2012 si sta confermando l’anno più nero per la disoccupazione. Nessuno sta facendo niente per i giovani. Vanno accelerati i tempi di approvazione della riforma del lavoro, senza alterare il difficile equilibrio raggiunto in particolare sulle tipologie contrattuali, semmai rafforzando, anche con una dotazione economica, gli interventi di politica attiva per favorire la collocazione e ricollocazione lavorativa, e va finalmente sbloccato il credito di imposta per le nuove assunzione al Sud. Contemporaneamente è necessario rilanciare gli investimenti per stimolare la domanda interna, compensando gli effetti negativi dell’aumento delle tasse che stanno frenando la ripresa economica in un paese in recessione. Il rigore va coniugato con le misure per la crescita, altrimenti si rischia di aggravare le condizioni del paese. Tra Imu, aumento delle tasse locali, tariffe, benzina, le famiglie italiane fanno i conti, forse, con il momento peggiore dal dopoguerra. Il Governo dei professori non basta. Figuriamoci se lo può fare un governo che subappalta ad altri tecnici”. Per Bonanni “occorre più concertazione, maggiore coesione sociale e politica ecco perché, di fronte a questa situazione noi continuiamo a sollecitare l’esigenza di un patto per la crescita, in cui tutti facciano la propria parte per favorire il rilancio degli investimenti. Parliamo di infrastrutture, reti digitali, del piano nazionale energetico e ambientale, della realizzazione delle opere pubbliche con il superamento del patto di stabilità, dell’utilizzo immediato dei fondi europei per il Sud. Ci vuole una politica industriale orientata alla innovazione di prodotto e alla ricerca, con il sostegno agli investimenti attraverso la disponibilità del credito. Ma il punto cruciale rimane una riforma fiscale che rendendo sempre più stringente ed organico il contrasto all’evasione fiscale, preveda già nel 2012 un intervento di riduzione del peso fiscale su lavoratori, pensionati e famiglie, per favorire la ripresa della domanda interna e rilanciare lo sviluppo”

Amara anche la riflessione di Antonio Di Pietro: “Tecnici chiamano tecnici. Ma tecnico uno più tecnico due è uguale a manfrina”. Il leader dell’Idv commentando la nomina di Bondi e i tagli previsti chiosa: “E’ un giochino per prendere in giro gli italiani  o si è in grado di prendere decisioni politiche o si va a casa. Bisogna smetterla con questa idea che ogni tanto si chiama qualcuno per vedere cosa bisogna fare. Ma se non lo sapete cosa bisogna fare? E soprattutto, voi della coalizione anomala che lo sorreggete se lo criticate e vi lamentate per tutto quello che sta facendo perché continuate a a sostenere questo governo?”. Per l’ex pm di Manipulite “di fatto la maggioranza che appoggia Monti non esiste più, serve solo a vivacchiare. Hanno paura di andare ad elezioni ben sapendo del fallimento di questo governo tecnico. E pur di non accettare la sconfitta, preferiscono far morire il paese di fame e di sete”.

Sulle decisioni del governo ci va giù duro Beppe Grillo. “Giuliano Amato nominato super-consulente da Rigor Montis sui soldi pubblici ai partiti è uno schiaffo agli italiani. Una pernacchia. Un potente vaffanculo della Casta”. Dal suo blog bolla come “una provocazione” la nuova tornata di nomine: “E’ come buttare un fiammifero acceso in un pagliaio. Qualche volta mi chiedo se Monti e il Trio Lescano che lo appoggia abbiano veramente capito dove si trovano, in quale momento storico. L’Italia è sull’orlo del collasso economico, dopo il quale puo’ succedere di tutto. Al confronto di Rigor Montis, di Alfano, Bersani e Casini, Maria Antonietta, alla quale venne attribuita la frase ‘se non hanno pane, mangino brioches!’, rivolta al popolo affamato durante la Rivoluzione francese, è una statista. Giulano Amato – continua Grillo – ha una certa esperienza nel maneggiare i soldi e di finanziamenti pubblici, è stato tesoriere del PSI di Craxi. Uno dei rari casi in cui il tesoriere fa carriera e il capo finisce sotto accusa e latitante. L’esatto contrario dei tesorieri Belsito della Lega e di Lusi della Margherita. Si invocano i tagli e si imbarca un tizio che prende 32.000 euro di pensione al mese. E’ uno scherzo di Carnevale?”

Con il risparmio, valutabile in 7 miliardi di euro all’anno, delle mega pensioni, doppie e triple, dei vitalizi dei politici si apra un fondo per pagare i debiti che lo Stato ha con gli imprenditori che si suicidano al ritmo di uno o due al giorno. Affidare un incarico al superpensionato Amato per contenere i costi – insiste Grillo – è una dichiarazione di guerra a chi non riesce a mangiare con la sua pensione e dopo il taglio di 200 euro al suo misero reddito decide farla finita buttandosi dal terrazzo. I sacrifici, o li facciamo tutti, o non li fa nessuno. Ma questo, Rigor Montis non lo sa. Non capisce – pronostica – che senza esempi, occupandosi di ritagli e frattaglie al posto dei tagli e senza l’appoggio dell’opinione pubblica, e’ gia’ finito. Che sara’ travolto. Un ferrovecchio a cui i partiti cercheranno di attribuire le colpe per poi essere spazzati via a loro volta. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. Ci vediamo in Parlamento, ma forse loro non ci saranno”.