E l’esenzione dei ticket sanitari per i disoccupati finì in refuso. Nel giorno in cui l’Istat ha contato in Italia circa 5 milioni di disoccupati (e 3 di questi sarebbero disponibili a lavorare, ma non cercano più un’occupazione) dalla relazione che accompagna il testo del disegno di legge della riforma del lavoro è spuntata l’abrogazione della norma che prevede che siano gratis per i senza lavoro le prestazioni di diagnostica strumentale e di altre prestazioni specialistiche in favore dei disoccupati e dei familiari a carico. La conseguenza è stata una tempesta di reazioni, in particolare da parte del Pd, che aveva già assicurato di voler cambiare la norma, anche perché incostituzionale come ha ricordato il senatore Ignazio Marino.

In serata, però, la precisazione del ministero del Lavoro. L’esenzione del ticket sarà ripristinata. Il ministero in una nota “precisa che ha già rilevato il refuso e pertanto dà assicurazione che ne farà oggetto di una proposta emendativa da presentare durante l’iter parlamentare del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro”. “Meno male che è un refuso,diversamente sarebbe stato un caso maniacale” ha commentato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni.

Per contro la relazione allegata al ddl spiegava anche perché del taglio: la misura, era stato spiegato, è legata all’estensione “della platea dei beneficiari dei trattamenti di sostegno al reddito”, nel senso che il taglio serviva a finanziare l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione.

La norma. In particolare la questione era stata sollevata in relazione al comma 1 dell’articolo 64 del disegno di legge che sopprime l’esenzione dai cosiddetti ticket in materia sanitaria in favore di coloro che hanno un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro (soglia incrementata fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico). La partecipazione alla spesa sanitaria riguarda il pagamento delle prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e delle altre prestazioni specialistiche, comprese le prestazioni di fisiokinesiterapia e le cure termali.

Via libera con critiche dalla commissione Finanze. Intanto oggi la riforma ha incassato il parere favorevole della commissione Finanze del Senato che si è pronunciata sul fronte delle coperture, ma che ha riservato diverse critiche al testo soprattutto sull’introduzione di nuove tasse. “Si rileva criticamente che il reiterato intervento incrementale – si legge nel parere – su singoli tributi previsto vanifica sostanzialmente la discussione di merito, senza condizionamenti, sul disegno di legge di delega sulla riforma fiscale”.

In particolare, i senatori non condividono la “riduzione della deduzione forfetaria dai redditi di locazione” con il rischio che possa condurre ad un aumento degli affitti. Critiche vengono poi mosse anche alla deducibilità del contributo sanitario obbligatorio relativo ai premi di assicurazione per la responsabilità civile auto che indica una “disattenta scelta nei confronti dei soggetti con redditi bassi”.

I consulenti del lavoro: “La riforma colpirà donne, giovani e disabili”. Giudizio negativo anche per l’ordine dei consulenti del lavoro secondo il quale “donne, giovani, disoccupati, lavoratori diversamente abili saranno i primi soggetti penalizzati dalla riforma del lavoro”. Sulla base della loro esperienza, infatti, per i professionisti la riforma paventa rischi di penalizzare nel mercato fasce deboli di lavoratori, nei confronti dei quali opera il contratto di inserimento.

Cgil: manifestazione sul precariato. Punta invece sulla questione della precarietà il segretario della Cgil Susanna Camusso. Il sindacato ha organizzato per il 10 maggio una mobilitazione nazionale. Dopo aver denunciato gli arretramenti nel ddl di riforma del mercato del lavoro sulla precarietà questa giornata vuole “sostenere una politica di contrasto alla precarietà e le richieste di modifica al provvedimento perché ai giovani di questo Paese si diano delle risposte effettive”.

Duello Camusso-Fornero. La Camusso è stata anche protagonista di un duello a distanza ingaggiato con il ministro del Lavoro Elsa Fornero che ha deciso di partecipare a un’assemblea di lavoratori dell’Alenia per spiegare la riforma del lavoro. Secondo la Camusso è “una scelta molto discutibile” che porterebbe a una “logica di sfida”. “Ritengo che ognuno abbia i suoi ruoli – spiega – che bisogna mantenere e rispettare. Io ci vedo della supponenza in questo gesto, una sorta di ‘Vengo io che così gliela spiego la riforma, perché voi non sapete fare il vostro mestiere’”. La risposta della Fornero è stata immediata: “I lavoratori di Alenia hanno raccolto 1.000 firme, non accettare sarebbe stato scortese. Se la Camusso ha un’altro modo di intendere la cortesia…”. Fonti del ministero assicurano che se si verificassero altre richieste di invito in altre realtà, il ministro sarebbe disponibile.