La scelta, e ci mancherebbe altro, è stata dettata dall’amore. Federico Moccia, romanziere sentimentale, giornalista molto opinionista e tenutario di rubriche letterarie (nel senso di lettere da posta del cuore), noto lucchettatore di ponti teverini e autore dell’ultimo favoloso Sanremo, si butta in politica. E sceglie come suoi fortunati elettori i cittadini di Rosello, il paesino della provincia di Chieti che ha dato i natali alla di lui moglie.

Duecento anime che sembrano fatte apposta per un sindaco tutto anima e poesia: “Rosello è una realtà molto vera, dove c’è reale attenzione per i sentimenti e per le persone anziane – ha dichiarato Moccia – Tempo fa tutto il paese è andato a festeggiare una coppia che aveva compiuto 50 anni di matrimonio. E questo, come altre cose simili, purtroppo si è perso nelle nostre grandi città distratte dalla voglia eccessiva di arrivare chissà dove”.

Perché invece, nel piccolo borgo antico, si sta una meraviglia: “A Rosello ho potuto lavorare con serenità e sono stato trattato sempre con semplicità e autenticità – ha spiegato serio il candidato Moccia – Quando mi hanno chiesto di impegnarmi, ho voluto sapere come fosse venuta fuori l’idea, e loro mi hanno raccontato che stavano in autostrada e hanno visto il mio ultimo libro alla cassa. In quell’occasione spontaneamente hanno fatto sapere che io sono un assiduo frequentatore di Rosello, riscontrando il grande interesse del loro interlocutore, deciso ad andare a Rosello per avere un mio autografo. Così hanno pensato che io potessi richiamare molta attenzione su questo paesino ritenendo, quindi, che potesse essere utile per far conoscere le sue bellezze. A quel punto non mi potevo tirare indietro. Se posso fare qualcosa di buono, io lo voglio fare. E con piacere”.

Insomma dall’Autogrill alla fascia tricolore c’è solo l’apostrofo della scheda elettorale, basta volare tre metri sopra l’urna e il gioco è fatto. Lo ammette anche Alessio Monaco, il sindaco uscente – nonché consigliere provinciale – che già riconosce la statura del successore: “In un momento di difficile crisi economica e sociale, una figura di spicco nel mondo della cultura sarà senz’altro un significativo contributo alla crescita di un piccolo comune – ha fatto sapere Monaco – Moccia potrebbe essere un ottimo sindaco, naturalmente con il supporto di tutta l’amministrazione comunale. Può darci senza dubbio qualcosa di più che altri non possono dare. Anche solo in termini di visibilità. Rosello ha grandissime risorse che difficilmente riusciamo a far conoscere. Chi sa, per esempio, che nella riserva naturale dell’Abetina c’è l’albero più alto d’Italia?”.

Cose che si devono sapere, divulgare, comunicare. E in effetti il ragazzo ne ha di esperienza per diventare il perfetto cantore del Teatino. Da quando portava i caffè sul set di Attila il flagello di Dio (suo padre era il regista) al lavoro autoriale per fiction importanti (l’indimenticabile I ragazzi della terza C), fino alle fatiche editoriali (5 milioni di copie vendute) e cinematografiche (50 milioni incassati per tre pellicole) la crescita è palese. Certo l’ultima opera, L’uomo che non voleva amare, non ha fatto strappare i capelli a ragazzine e signore in vena di romanticismo: il romanzo-svolta, la prova di maturità, ha lasciato un po’ perplessi. Né si hanno più notizie sui diritti del film che Moccia diceva di voler fare subito, al volo.

In realtà sul suo sito personale non c’è traccia di attività alcuna. Gli appuntamenti si sono fermati lo scorso settembre, dopo l’inevitabile tour estivo. Poi l’exploit sanremese e ora la più ruspante idea di darsi al territorio, alle cose concrete. “Come faccio nei miei libri quando, menzionando un ristorante o un bar, sono certo di fare cosa gradita al lettore perché non do una fregatura a chi legge, altrettanto potrò fare ora per questi paesini alle porte del Parco Nazionale d’Abruzzo, così pieni di grandi tradizioni e che hanno dato i natali ai più grandi cuochi di sempre – ha detto Moccia anticipando il suo programma di governo – Insomma chi li conoscerà sarà contento e non penserà di aver preso una fregatura. E un politico che non da una fregatura potrebbe essere una grande sorpresa per tutti”.

Anche il presidente della Provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio (Udc), è contento come una Pasqua per questo tocco di classe nella competizione: “Una candidatura al di fuori dei partiti, che sa di cultura, di notorietà e di apprezzamento per un personaggio che è anche un assiduo frequentatore di un piccolo centro della provincia” ha detto. L’unico scontento è Salvatore Masciotra, l’eroico sfidante. Dovendosi giocare il tutto per tutto ha scelto un nome furbo per la sua lista: Rosello nel Cuore. Basterà?

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