I legali di Lele Mora si sono accordati con la Procura di Bergamo per patteggiare una pena di sette mesi nel procedimento per frode fiscale e omesso versamento delle imposte che vede imputato l’agente televisivo. Il giudice dell’udienza preliminare deciderà il 26 settembre se accettare o meno l’accordo. A Mora viene contestata una frode fiscale realizzata con fatture false da 4 milioni di euro.

I fatti riguardano la Lm Management – con sede legale a Treviglio in provincia di Bergamo – per il cui fallimento Mora ha già patteggiato quattro anni e tre mesi per l’accusa di bancarotta fraudolenta, pena che sta scontando in carcere.

Il procedimento, aperto dalla Procura di Milano, era stato trasferito a Bergamo per competenza territoriale. Il gup di Milano, il 28 aprile 2011, aveva dato ragione ai legali del talent scout, gli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi, dichiarando l’incompetenza territoriale dei magistrati milanesi a decidere.

I legali dell’agente dei vip hanno dato parere favorevole ad attendere (con sospensione della prescrizione che scade per la frode fiscale a ottobre) la decisione della Cassazione che dovrà esprimersi sul patteggiamento per bancarotta, il prossimo 4 giugno. Se la Suprema Corte renderà definitiva la pena di 4 anni e 3 mesi, i 7 mesi del procedimento bergamasco potranno andare a sommarsi “in continuazione” fino a raggiungere una pena totale di 4 anni e 10 mesi.