Un uomo di 34 anni, Mario Albanese, ha ucciso stanotte l’ex moglie ed altre tre persone. E’ successo intorno alle 3:30 in via Raffaello, nel quartiere San Polo, a Brescia.

L’uomo dopo un litigio avuto in strada con l’ex compagna ha estratto una pistola,una Beretta calibro 7,65 detenuta illegalmente, ed ha sparato, uccidendo la donna e il suo nuovo compagno. Poi si è recato nell’abitazione dell’ex moglie, dove ha trovato la figlia ventenne della donna, che la vittima aveva avuto da una precedente relazione, e il fidanzato della giovane, pure lui ventenne. La ragazza, che viveva in Calabria, era ospite da una decina di giorni in casa della madre ed Albanese non ha risparmiato nemmeno lei: ha impugnato di nuovo l’arma ed ha sparato ancora freddando anche il ragazzo. Uniche superstiti della stage le tre figlie di dieci, sette e cinque anni avuti dall’uomo con l’ex coniuge.

Albanese dopo gli omicidi è stato fermato da un carabiniere, Ivano Gatti, del Nucleo radiomobile di Brescia, residente a pochi metri di distanza dal luogo dei delitti. L’appuntato scelto è entrato in azione da solo, mentre l’omicida stava tentando la fuga. Sceso in strada, dopo aver sentito urla e colpi di pistola, il militare ha inseguito Albanese. Questi, prima di essere bloccato dal carabiniere, ha tentato di togliersi la vita senza riuscirci a causa dell’inceppamento dell’arma. “Mario mi diceva ‘mi ammazzo, fammi uccidere’, ma dopo diversi tentativi sono riuscito a togliergli la pistola”, ha spiegato l’appuntato che conosceva l’uomo. “Lo avevo visto diverse volte – ha continuato a raccontare Gatti – l’avevo anche aiutato con la batteria della macchina. Era normale vederlo qua”. Dopo il fermo dell’uomo il carabiniere è riuscito a recuperare le chiavi di casa dell’appartamento ed ha soccorso le tre bambine: “Le ho accompagnate nel mio appartamento per affidarle alla mia convivente, che le bimbe conoscono bene, in attesa che arrivasse la squadra della questura”.

Ancora ignote le ragioni del gesto, anche se la gelosia sembra l’ipotesi più probabile. La coppia si era separata da meno di due anni e, da quanto raccontano i vicini di casa, l’uomo, originario di Modugno, in provincia di Bari, che di lavoro faceva il camionista , non aveva mai accettato la fine della relazione. Albanese, che era già stato arrestato una quindicina di anni fa per contrabbando ed aveva avuto anche qualche altro precedente per truffa e per piccoli reati contro il patrimonio, si è chiuso nel silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Il pm Antonio Chiappani ha disposto il test tossicologico sull’uomo, accusato di omicidio plurimo aggravato, che da indiscrezioni sanitarie sarebbe risultato poistivo. Nelle sue tasche sono state trovate delle sostanze stupefacenti. Al momento non è stato precisato di che tipo, ma dovrebbe trattarsi di cocaina o cannabinoidi.