Anche il presidente del consiglio Mario Monti e il presidente della Consob Giuseppe Vegas potrebbero essere ascoltati come persone informate dei fatti dalla Procura di Trani per l’inchiesta sulle agenzie di rating S&P e Moody’s, secondo fonti investigative. Gli inquirenti sarebbero interessati ad approfondire in particolare le dichiarazioni rilasciate dal capo del governo e dal numero uno della commissione di controllo sulla borsa dopo il declassamento del debito sovrano dell’Italia da parte di S&P del 13 gennaio scorso, da A a BBB+.

L’audizione del capo del governo potrebbe riguardare anche gli atti e le iniziative seguite al declassamento. Quanto a Giuseppe Vegas, i suoi giudizi sul declassamento italiano e sulle agenzie di rating erano stati molto duri. Vegas aveva parlato della loro “perdita di credibiltà”, di “conflitti d’interessi”, invitando le autorità europee a “indagare sulle modalità con cui Standard&Poor’s ha declassato nove Paesi europei”. Intervistato da Il Sole-24 Ore aveva aggiunto: “Molte di queste società sono possedute da signori che hanno dei fondi, come Buffet o Vanguard”.

L’attività di S&P e quella di Moody’s sono al centro di due procedimenti paralleli avviati dal pm Michele Ruggiero che ipotizza a vario titolo i reati di aggiotaggio, manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate. La Procura di Trani, in particolare, accusa S&P di aver fatto anche trapelare sulla stampa la notizia del declassamento del rating del debito sovrano dell’Italia nel tardo pomeriggio del 13 gennaio, a mercati ancora aperti, in anticipo di circa quattro-cinque ore rispetto all’orario previsto.

L’apertura di un’ulteriore inchiesta sulle agenzia di rating a Milano è stata invece smentita dal Procuratore capo del capoluogo lombardo Edmondo Bruti Liberati: “In relazione a notizie comparse sulla stampa – si legge nella nota firmata dal procuratore  – si precisa che presso la procura della Repubblica di Milano non risultano pendenti procedimenti che coinvolgano l’Agenzia di rating Standard e Poor’s per reati di market abuse o comunque attinenti alle procedure di rating”.