E’ da giorni che sul molo dell’isola del Giglio, dove venerdì 13 si è arenata la nave Concordia, si vocifera che i tre cadaveri ancora senza nome, tutti uomini, non farebbero parte della lista delle 24 persone disperse o ricercate ufficialmente da famiglie o ambasciate. Oggi il commissario per l’emergenza e capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha detto che si può “presumibilmente ritenere che le quattro persone non rintracciate vengano poi sottratte dalla lista” e non ha escluso che “potrebbero esserci persone non reclamate perché clandestini”.

Un’altra conferma di questa ipotesi è arrivata ieri pomeriggio, quando i soccorritori hanno ritrovato il cadavere di una donna: sarebbe il quarto corpo senza nome. Franco Gabrielli ha però ammesso che potrebbe trattarsi di una cittadina ungherese “che non è nella lista ufficiale”, ovvero quell’elenco con 24 nomi che si affianca a quello dei 12 morti accertati e recuperati: otto identificati e quattro, come detto, non identificati.

La donna sarebbe salita a bordo assieme a un membro dell’equipaggio, ma non sarebbe stata registrata. La famiglia dall’Ungheria la reclama, sostenendo di avere ricevuto una telefonata da bordo prima del naufragio. Tuttavia le autorità magiare non l’hanno ancora cercata. La stessa compagnia Costa, inoltre, secondo quanto riferito da Gabrielli, avrebbe detto di non saperne niente. Insomma, quel corpo ritrovato ieri potrebbe non essere nell’elenco di 24 nomi.

La questione della ragazza ungherese inoltre apre nuovi interrogativi e la lista dei dispersi potrebbe a questo punto diventare indefinita. Già nelle prime ore dopo il disastro, ilfattoquotidiano.it aveva riportato fonti della Procura che sostenevano che tra i dispersi vi fossero molti marinai addetti a mansioni modeste. Se ora prendesse corpo l’ipotesi dei clandestini a bordo, quella pista potrebbe riaprirsi lasciando un angoscioso dilemma: “Quanta gente c’è davvero là sotto?”.

di David Marceddu e Giulia Zaccariello