Quello che pensa veramente. Forse quello che tutti pensano. “Il problema attuale è la governance europea. Paghiamo cara l’ortodossia tedesca”. Lo avrebbe detto Nicolas Sarkozy, “off the records” ovviamente, ma i suoi fuori onda, si sa, vengono sempre fuori. Ci pensa Le Canard Enchainé, storico settimanale satririco a Parigi, bene informato su tutto, anche sui retroscena all’Eliseo.

“Da mesi – avrebbe aggiunto il Presidente francese – non smetto di ripetere che la Bce deve avere un ruolo maggiore e non può giocare a nascondino. E’ questo il cuore del problema”. Sarkozy si batte perché la Banca centrale europea diventi prestatore di ultima istanza. Ma niente può fare di fronte alle resistenze di Angela Merkel. Il tandem Germania-Francia, che da sempre ha nelle mani le redini dell’Unione europea, si trova negli ultimi mesi sempre più sbilanciato al suo interno, con una Germania dominante, grazie alla sua potenza economica e alla migliore resistenza alla crisi. La Francia, che ha appena peduto la tripla A di Standard & Poor’s, appare sempre più debole.

Sarkozy, secondo il Canard, ha fatto accenno anche a questo, definendo gli analisti dell’agenzia di rating “istigatori della crisi”. “E’ vero, un pochino ce lo potevamo aspettare – ha aggiunto -, ma agiscono in contro tempo, perché la situazione economica sta migliorando”. Il settimanale satirico ha rivelato a più riprese negli ultimi mesi gli imbarazzanti fuori onda di Sarkozy: critiche rivolte a molti leader mondiali, da Berlusconi a Nethanyhau, passando per la Merkel. Che abbia il dente avvelenato nei confronti della cancelliera, accusata di eccessiva rigidità, non è un mistero. Fra l’altro le relazioni tra di lui e la Merkel passano attraverso alcuni consiglieri del Presidente francese, particolarmente apprezzati a Berlino, in primis l’influente Xavier Musca (originario della Corsica e con una conoscenza perfetta del tedesco), più che svilupparsi direttamente con Sarkozy. Di feeling, insomma, neanche l’ombra.

Sarkozy deve affrontare la corsa alle presidenziali, previste in aprile. E la rielezione eventuale si giocherà in grossa parte sul suo ruolo all’interno della crisi europea. Uno degli argomenti elettorali utilizzati è anche l’appoggio alla Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie. Una battaglia che Sarkozy sfrutta per cavalcare i sentimenti anti-finanza sempre più forti tra i francesi. Pure su questo punto, Sarkozy e Merkel non la pensano proprio allo stesso modo.