La Camera approva la manovra economica del governo Monti: 402 voti favorevoli, 75 contrari e 22 astenuti, su un totale di 499 presenti in aula. Mario Monti si è detto soddisfatto. Il voto dei partiti ha rispecchiato quello di poche ore prima sulla fiducia, con il no di Lega e Idv. Sono stati 130 i deputati che non hanno partecipato al voto, oltre la metà del Pdl, dove il numero degli astenuti è aumentato da 4 a 12. Si sono astenuti anche un deputato delle minoranze linguistiche e nove di Popolo e territorio.

Per la Lega, il capogruppo Marco Reguzzoni ha parlato di “killeraggio” e “vergogna”. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani gli ha poi ricordato che la Lega è stata al governo otto anni negli ultimi dieci, e ha lasciato il paese “ampiamente nei guai”.

In conclusione del suo intervento prima della discussione, Monti ha voluto rispondere al suo predecessore Silvio Berlusconi che lo aveva definito “disperato”, dichiarazione ripresa da tutti i giornali: “Vorrei concludere con una nota di responsabile serenità”, ha scandito. “Non c’è nessun motivo di disperazione. Non c’è per quanto mi riguarda, ma soprattutto non c’è motivi di disperazione per quanto riguarda le istituzioni civili, politiche, economiche e per quel che riguarda il nostro Paese”. Berlusconi, presente in aula, ha poi fatto sapere di aver fatto solo “una battuta”, senza alcuna intenzione di “offendere”. Si è parlato anche di un bigliettino che Monti avrebbe fatto recapitare a Berlusconi per chiudere l’incidente.

In soccorso del Cavaliere è arrivato il segretario del Pdl Angelino Alfano, che dopo aver assicurato il sostegno del partito alla manovra ha intimato a Monti: “Non si faccia troppo esaltare o deprimere dai giornali, non si faccia dettare l’agenda dei giornali”. Se seguirà questo “consiglio”, ha concluso,  “lei vivrà meglio e il suo governo andrà più lontano”.

La giornata parlamentare ha fatto registrare anche l’approvazione di alcuni ordini del giorno. Così è stato annullato, con il parere favorevole del governo, il “Beauty contest” che avrebbe concesso gratuitamente agli operatori le nuove frequenze televisive del digitale terrestre. Un altro ordine del giorno approvato propone di estendere il pagamento dell’Imu a parte degli immobili della Chiesa e di altre organizzazioni senza fine di lucro.

“Sarà questa l’ultima manovra di sacrifici? Spero di sì, dipende solo da noi”, aveva detto Monti a fine pomeriggio arrivando a Montecitorio per esporre la sua relazione sul decreto Salva-Italia. Il presidente del Consiglio era arrivato nell’aula della Camera mentre i deputati stavano ultimando l’esame degli ordini del giorno che seguono il decreto salva Italia varato dall’esecutivo. Nel banco del governo il ‘tutto esaurito’. Il premier ha preso posto al centro, fra il ministro degli Esteri Terzi e il ministro dell’Interno Cancellieri.

“Ringrazio di cuore tutti voi del senso di responsabilità con cui questa mattina avete concesso la fiducia al governo su provvedimenti di emergenza così difficili”; ha esordito il premier. “Questa settimana l’ho trascorsa prevalentemente nel parlamento, nelle commissioni, nelle aule o in incontri con le forze politiche”, ha aggiunto, “ho apprezzato il clima di collaborare, di comprendere e aiutarsi a comprendere”. L’aula ha accolto i ringraziamenti con un applauso.

Il premier ha aperto anche sulle liberalizzazioni, uno dei punti della manovra giudicati più deboli: “Le liberalizzazioni le abbiamo iniziate e le proseguiremo. Le faremo insieme, non contro qualcuno ma a favore di tutti i cittadini”, ha affermato Monti. “Pensare che per superare la crisi serva proteggere singoli settori è una illusione e crea danni irreparabili ai settori esposti alla concorrenza”.

Nel voto di fiducia che ha preceduto alla Camera quello sulla manovra, Monti ha ottenuto 61 voti in meno rispetto al 18 novembre scorso. I sì di novembre erano stati 556, oggi 495. Questa volta, tra i contrari si sono aggiunti i deputati dell’Idv, ma a Monti sono mancati anche una quarantina di altri voti. Tra questi, 23 sono dei deputati Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, più 5 del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Sei i parlamentari in missione. Tra gli assenti spiccano i nomi degli ex ministri Giulio Tremonti, Paolo Romani, Michela Brambilla. A prescindere dai nomi, sono i numeri a delineare una situazione incerta e tutta in divenire. Ottenuta la fiducia, Monti ha riunito il consiglio dei ministri, che ha approvato tra l’altro il “pacchetto Severino” sulla giustizia, che comprende misure contro l’emergenza carceri.

Sulla manovra in mattinata era intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “L’Italia deve far fronte a grossi rischi per la propria finanza, per la propria economia” e “quindi chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti, perché si facciano le scelte indispensabili al fine di preservare lo sviluppo della nostra economia” ha detto il capo dello Stato in un video messaggio per la maratona Telethon.

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