21.51 – Berlusconi: “Voto sereno e determinato”. “E’ stato un voto sereno e determinato”. Così Silvio Berlusconi, lasciando l’Aula di Montecitorio, commenta con i giornalisti il voto finale sulla manovra che ora passerà all’esame del Senato.

21.41 – La Camera approva la manovra con 402 voti. La Camera approva la manovra economica del governo Monti: 402 voti favorevoli, 75 contrari e 22 astenuti. Monti si dice soddisfatto.

21.28 – Alfano: “Sì alla manovra perché siamo leali”. Poi “consiglia” a Monti di non polemizzare con Berlusconi. ”Abbiamo votato la fiducia e voteremo favorevolmente al voto finale perché siamo persone serie, leali e coerenti e non sono cambiate le condizioni che ci hanno portato a sostenere la nascita di questo governo”. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, in occasione delle sue dichiarazioni finali sulla manovra. A proposito della replica di Monti a Berlusconi (“Non mi sento disperato”), Alfano ha “consigliato” al premier di non fare dichiarazioni su quello che “pubblicano i giornali”.

21.17 – Bersani (Pd) risponde alla Lega: “Avete governato otto anni e ci avete lasciato nei guai”. Intervenendo in aula, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani risponde nuovamente alla Lega: “Ve la state prendendo violentemente con chi è qui da 8 giorni, ma avete guidato la macchina per 8 anni e l’avete parcheggiata dove siamo adesso, cioè ampiamente nei guai . O volete farci credere che venite dalla Padania di Marte?”. Bersani ha confermato l’appoggio del Pd al governo fino alla fine della legislatura. “Questo governo ha il compito di evitare la catastrofe per l’Italia, di far sentire la voce italiana a correzione di politiche europee palesemente inadeguate, noi non abbiamo taciuto la nostra analisi sulla crisi e i rischi per il paese, i problemi quando li si nega si aggravano e le medicine a quel punto diventano più pesanti, lo sappiamo e lo vediamo”

21.07 – Reguzzoni (Lega): “Questa manovra è killeraggio”. ”La vostra manovra è una operazionedi killeraggio che viene spacciata per una cosa giusta. Una manovra sbagliata che fa del male solo a chi ha sempre pagato le tasse e colpisce i soliti noti e soprattutto il Nord, a cui toglie e basta”. Lo afferma nell’Aula della Camera Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega. “Colpisce i pensionati e colpisce la prima casa che le famiglie si sono comprate con una vita di sacrifici per ingrassare le casse di uno Stato sempre più ingordo”. Reguzzoni attacca anche Berlusconi: “Presidente Berlusconi, lei aveva raggiunto con noi un accordo sui 40 anni per andare in pensione, adesso non può dimenticare”, afferma. “Bossi ci ha insegnato a essere coerenti, determinati, a difendere i diritti della nostra gente. Se c’è chi ha cambiato idea non siamo noi, presidente Berlusconi ci ripensi”.

20.53 – Bocchino (Fli): “Votiamo sì, ma si poteva fare meglio”. ”Fli vota sì convintamente a questa manovra perchè consapevole che risponde a ciò di cui oggi l’Italia ha bisogno”, ha affermato in aula il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, nelle dichiarazioni di voto alla manovra. “Siamo in una situazione di emergenza e grazie alla sua credibilità internazionale e alla convergenza parlamentare si riesce a fare gli interventi che si doveva fare. Certo, si poteva fare meglio, ma lo ha impedito il noviziato, la fretta, l’esigenza di fare certe cose”. Concludendo: “Alcune cose ci convincono molto, altre meno”.

20.36 – Bossi: “La manovra non mi ha convinto, è recessiva”. “Monti non mi ha convinto. La manovra è recessiva e non porta posti di lavoro”. Lo afferma, entrando nell’Aula di Montecitorio, il leader della Lega Umberto Bossi.

20.28 – Berlusconi su Monti “disperato”: “Sono sorpreso, non volevo offendere”. “Sono un po’ sorpreso. Non avevo nessuna intenzione di offendere il premier Monti, ma mi sono solo calato nello stato d’animo di un presidente del Consiglio che deve trovare la sintesi nella misure da presentare”. Lo avrebbe detto Silvio Berlusconi ad alcuni parlamentari del Pdl. Era solo una battuta, avrebbe precisato, “non avevo nessuna intenzione di offendere il premier”.

20.14 – Approvato Odg correttivo sulle pensioni. Approvato un ordine del giorno del Pd che “impegna il governo a cancellare la penalizzazione dell’assegno pensionistico a carico di coloro che lasciano il lavoro con 42 anni di contributi non avendo ancora 62 anni di eta’”.

20.13 – Mpa voterà a favore della manovra. Il presidente Monti ”è chiamato nel suo incarico di supplenza alla politica a praticare il rigore; ma non può dimenticare l’equità e la necessità del riequilibrio territoriale del Paese”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Carmelo Lo Monte dell’Mpa annunciando il voto favorevole alla manovra.

20.11 – Manovra, il governo accoglie terzo odg sull’Imu agli immobili ecclesiastici. Il governo ha accolto l’ordine del giorno bipartisan Pd-Pdl in cui si chiede “di valutare l’opportunità di definire la questione relativa al pagamento dell’Imu sugli immobili parzialmente utilizzati a fini commerciali” da parte “di enti no profit e, tra questi, gli enti ecclesiastici”.

20.05 – Maroni: “Tornare presto alle elezioni”. “Di fronte alla crisi che imperversa l’unica soluzione è quella di andare alle macro regioni, non perchè l’abbia inventata la Lega ma perchè è l’unico modo per riportare i poteri veri di gestione della spesa pubblica sul territorio. E spero che questo governo finisca presto e si torni alla politica quella con la P maiuscola che non è quella dei malfattori perchè in politica ci sono tante persone che si impegno a fondo per il bene comune. Spero quindi che si possa andare rapidamente alle elezioni perchè il governo tecnico non farà altro che aggravare la situazione di crisi in atto”. Così l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni ha concluso il suo intervento nell’incontro con gli imprenditori di Treviso. Secondo Maroni infatti “le risposte che il governo Monti ha dato con la manovra aggraveranno i problemi degli imprenditori perchè accresceranno solo la pressione fiscale con tasse su tutto”. Ed è per questo che secondo l’ex ministro degli Interni “gli imprenditori dovrebbero riconoscere il ruolo della Lega che fa opposizione, un’opposizione responsabile anche se alcune volte con toni un pò sopra le righe -ha sottolineato Maroni- ma necessaria come critica a questo governo che fa il contrario di quello che serve per rilanciare il Paese, e che ci preoccupa molto”.

19.37 – Manovra, no dell’aula a odg su Imu per la Chiesa. L’aula della Camera ha bocciato due ordini del giorno che impegnavano il governo a imporre l’Imu sugli immobili della Chiesa, e ne ha accolto uno che chiede di “definire” la questione degli edifici utilizzati parzialmente per fini commerciali, tenendo conto “del valore sociale delle attività” della stessa Chiesa

19.30 – Manovra, Governo battuto alla Camera su odg Lega. Prima sconfitta del governo Monti in Aula alla Camera. L’esecutivo è stato battuto su un ordine del giorno della Lega cui aveva dato parere contrario. Il testo, a firma Francesca Martini, impegna il governo “a valutare gli effetti applicativi delle disposizioni sulla tassazione della prima casa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte a prevedere una detrazione ad hoc dell’imposta municipale sulla prima abitazione pari al 50 per cento e relativa ai soggetti disabili gravi non autosufficienti”.

18.39 – Idv: “Ora immediato annullamento Beauty contest”. L’Italia dei valori ha salutato con favore la decisione del governo di accogliere l’ordine del giorno a firma Antonio Di Pietro per l’annullamento del beauty contest per una gara sulle frequenze televisive. “Auspico che, visto che tratta di adempimenti amministrativi, il governo provveda tempestivamente ad annullare il beauty contest e organizzare una gara”, ha chiesto in aula il capogruppo Massimo Donadi.

18.28 – Sì del Governo all’odg per l’asta delle frequenze tvIl governo ha accolto nell’aula della Camera due ordini del giorno analoghi, di Idv e Lega, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta “a titolo oneroso”. Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti.

18.19 – Giammanco (Pdl): “Da Governo ok a mio odg su Ici  per la Chiesa”. “Il parere favorevole del Governo al mio ordine del giorno con cui l’esecutivo si è impegnato ad affrontare e definire la questione relativa al pagamento dell’Imu da parte della Chiesa sugli immobili parzialmente utilizzati a fini commerciali dimostra che esiste un problema reale sull’argomento. La mia iniziativa, infatti, ha ricevuto un sostegno bipartisan, che conferma come sia a destra che a sinistra ci siano visioni comuni su questa tematica”. Lo afferma Gabriella Giammanco, deputata del Pdl. “E’ necessario – prosegue – quindi, avviare una collaborazione serena con la Santa Sede, che porti a un testo di legge che non ponga dubbi interpretativi e che possa condurre la Chiesa al sicuro pagamento dell’imposta comunale su tutti gli immobili utilizzati a scopo commerciale. In questo modo – aggiunge – si porrà fine a contenziosi e obiezioni sollevate da più parti sulla bontà della legge del 2006, da molti considerata lesiva della concorrenza, e si ripristinerà in modo inequivocabile il principio dell’equità fiscale”.

18.09 – Giarda contestato in aula su odg, Fini lo richiama. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, è stato contestato nell’Aula della Camera non solo dai deputati della Lega ma anche da quelli di altri gruppi mentre rendeva il parere sugli ordini del giorno alla manovra. Giarda ha seguito un sistema “innovativo” sui pareri: invece di darli uno per uno li ha raggruppati dicendone il numero, e la cosa ha causato sorpresa e confusione dei deputati. Il presidente Gianfranco Fini ha richiamato Giarda ad “essere più rispettoso” della Camera quando il rappresentante del governo aveva detto che un emendamento era presentato “dai deputati Mecacci e company”.

18.05 – Lega resiste, voto rischia di slittare a mezzanotte. Il voto finale sul testo della manovra economica, previsto stasera alla Camera potrebbe slittare ben oltre le 20,45, orario indicato in capigruppo, forse fino a mezzanotte. Secondo il tam tam che circola in Transatlantico, la Lega Nord vorrebbe utilizzare fino in fondo i tempi di discussione attribuiti al gruppo.

18.03 – Governo dice sì a odg Lega, Pd, Idv su frequenze tv. Il governo ha dato parere favorevole agli ordini del giorno alla manovra presentati da Pd, Lega e Idv sull’assegnazione delle frequenze televisive. Le richiesta a firma Gentiloni, Maroni e Di Pietro hanno tutte come obbiettivo l’annullamento del beauty contest deciso dal precedente governo. Il ministro per i Rapporti con il parlamento Piero Giarda ha chiesto che gli odg siano discussi insieme.

18.00 – Voto su manovra rischia di slittare a domani. Il voto finale sulla manovra, previsto per questa sera, rischia di slittare a domani mattina. La possibilità che non si chiuda oggi, ma si rimandi a domani, è determinata dall’impasse in aula alla Camera sugli ordini del giorno: troppo lunghi i tempi. Tanto che il rischio di rinvio del voto finale fa riunire in Transatlantico per un consulto sul da farsi il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto e il deputato pidiellino Luigi Casero. A loro, per pochi minuti, si aggiunge anche il leader Udc Pier Ferdinando Casini. E il ‘pressing’ sul governo sembra sortire l’effetto sperato: il ministro Giarda interviene in aula per dare i pareri dell’esecutivo su tutti gli odg, senza quindi esaminarne uno alla volta. Per il Pd, viene spiegato, la ‘colpa’ dei tempi troppo lunghi dipende anche dal governo, che sta studiando gli oltre 150 ordg e vorrebbe dare un parere su ogni singolo documento. Ma così, viene fatto osservare, i tempi diventano biblici. Nel Pd e nel Pdl, inoltre, si ritiene responsabile del rischio slittamento anche la Lega, che in capigruppo aveva assunto l’impegno di non fare ostruzionismo e rispettare i tempi prestabiliti, con l’intervento del premier Mario Monti alle 19. Ma la Lega si tira fuori: “Noi vogliamo rispettare l’impegno preso – assicura il capogruppo marco reguzzoni – ma se i tempi slittano troppo allora e’ meglio che si voti domattina”. Il leghista attribuisce “all’inesperienza politica del Pd” la causa del ritardo, ma nel mirino finisce anche il governo “che di solito procede valutando prima gli odg e si accorda prima con i partiti”. Duqnue, conclude Reguzzoni, “se noi avessimo voluto li avremmo tenuti qui per 12 ore, invece abbiamo ridotto di molto i nostri interventi”

17.31 – Napolitano: “Già in atto ritorno autorevole dell’Italia”. ”Un ritorno autorevole dell’Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia di impegnativi incontri ristretti è già in atto”. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano intervenendo alla conferenza degli ambasciatori. Il capo dello Stato, poi, ha invitato tutti a “fare molta attenzione a falsa e fuorviante concezione” del federalismo.

17.20 – Napolitano: “Salvare l’euro”. L’Italia è impegnata nella sfida di salvare l’Euro, “il nostro coinvolgimento è totale”. Lo ha detto Giorgio Napolitano, intervenendo alla conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo. “Siamo – ha spiegato il Capo dello Stato -, nella fase attuale, certamente dominati dalla preoccupazione per l’ancora grave crisi dell’Europa, e più in generale per quel che accade in seno all’Europa e per il futuro dell’Unione Europa. Il nostro coinvolgimento – ha detto il presidente della Repubblica – nella sfida per salvare l’Euro e con esso le conquiste e le prospettive del processo d’integrazione europea, è totale”.

16.57 – Bersani: “Sacrifici sì, ma non senza cambiamento”. “In Italia abbiamo perso anni e siamo finiti nei guai. Adesso sacrifici sì, ma non senza equità e cambiamento”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel suo intervento alla conferenza ‘Il futuro dell’Europa’, dove è presente anche il segretario dei socialisti francesi Francois Hollande. “L’Italia adesso non manderà a fondo l’Europa – sottolinea Bersani – ma l’Europa di Merkel e Sarkozy non deve mandare a fondo tutti”.

16.50 – Rehn su liberalizzazioni: “Interessi di parte non dettino norme”. La Commissione Europea incoraggia il governo italiano ad andare avanti nelle liberalizzazioni degli ordini professionali e dei servizi, “consultando le parti sociali ma in modo coraggioso e determinato perché gli interessi di parte non possono dettare le politiche dei paesi”: lo ha detto il vicepresidente della Commissione Olli Rehn.

16.44 – Serracchiani (Pd): “Ora Idv scelga tra Lega e Ferrero”. “Quella di Di Pietro è una rottura politica fortemente cercata”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani dopo che l’Italia dei Valori ha espresso il suo voto contrario alla fiducia sul decreto Salva Italia. Secondo Serracchiani “questo non è un incidente di percorso o il risultato del solito disinvolto opportunismo: è una scelta di campo con una chiara valenza politica, che colloca l’Idv nazionale all’opposizione del Pd e con la facoltà di scegliere tra le braccia della Lega e quelle di Ferrero”. Per l’esponente del Pd “bisogna cominciare a dire tutta la verità agli italiani, e spiegar loro che il rischio di precipitare nel baratro del fallimento non è una remota ipotesi ma una tangibile realtà, e che votare il compromesso della manovra Monti non è un’opzione ma una impellente necessità. Perciò chi si tira fuori – ha concluso – non difende i deboli ma se ne frega degli italiani”.

16.35 – Bonanni: “Finché saremo esclusi daremo calci”. ”La concertazione non è un problema di principio, ma uno strumento di mediazione per la coesione sociale. Lo sciopero è sempre un’arma estrema, come diceva Papa Wojtyla , che amava molto il sindacato. Noi lo abbiamo fatto perchè il governo non ha voluto incontrare il sindacato su una manovra così importante e non era mai successo nell’ultimo quindicennio. Finché saremo esclusi dalle responsabilità daremo calci”. Lo ha detto a Palermo il leader della Cisl Raffaele Bonanni, chiudendo i lavori dell’attivo regionale dei delegati della Cisl Sicilia. “La Cisl ha reagito più degli altri – ha aggiunto – perché è come negare l’esistenza del confronto, della democrazia e della responsabilità, che si esercita decidendo”. “Senza di noi con il governo Berlusconi – ha concluso – sarebbero state botte da orbi per i lavoratori e i pensionati”.

16.32 – Svp: “Non votiamo, nostro statuto violato”. “Il nostro Statuto di autonomia è stato violato dal governo. Per queste ragioni non abbiamo votato la fiducia e non parteciperemo al voto in aula sul decreto”. Lo dichiara Siegfried Brugger, a nome dei deputati della Svp, aggiungendo che “abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a concorrere anche ai nuovi sacrifici ma abbiamo chiesto un confronto ed il rispetto delle procedure previste dalla legge”. “Il governo, invece -prosegue- ha unilateralmente operato, violando così le norme statutarie e ledendo il principio di leale collaborazione che è tale perchè si fonda sulla ricerca, fra pari livello, di un accordo tra Stato e Province autonome.“ “In base al nostro Statuto di autonomia -sottolinea- che è legge costituzionale, per la determinazione del concorso della Provincia autonoma devono essere rispettati il principio dell’intesa e la proporzionalità fra le varie Regioni. Ciò non è avvenuto e non può da noi essere accettato”, conclude Brugger.

16.29 – Bersani: “Pd sta con Monti ma pensa a voto”. Il Pd sarà coerente e fermo” nel sostegno al governo Monti. Si tratta di “una soluzione di emergenza e transitoria. Il nostro orizzonte è l’appuntamento elettorale”. Lo dice Pier Luigi Bersani alla conferenza stampa con Francois Hollande.

16,25 – Ordine del giorno leghista per annullare “Beauty contest”. La Lega presenta un ordine del giorno per annullare il Beauty Contest, cioè l’assegnazione gratuita delle nuove frequenze televisive. Il documento a firma Maroni, Caparini, Crosio e Fugatti, in caso di approvazione, impegna il governo, “ad annullare il ‘beauty contest'”.

16.15 – Voto manovra, La Boccetta (Pdl): “Stiamo diventando il Popolo dell’anarchia, Alfano intervenga”. “Oggi 30 deputati del PdL non hanno votato la fiducia alla manovra. Non si tratta di un semplice mal di pancia, ma di un virus pericoloso che potrebbe sfociare in una epidemia contagiosa”, afferma il deputato Pdl Amedeo Laboccetta. “Per questo il segretario Alfano deve trovare tempestivamente una medicina ed una terapia. Anche per me questa manovra resta alquanto indigesta, ma la disciplina di partito impone delle regole che devono valere per tutti, se non si vuole, un domani, trasformare il Popolo della Libertà in Popolo dell’Anarchia”.

15.59 – Bersani: “Manovra pesante, ci vuole crescita”. “Abbiamo fatto una manovra molto pesante. Non intendiamo rincorrere manovra su manovra perché facendo così si va contro un muro”. Pier Luigi Bersani, in conferenza stampa con il candidato all’Eliseo François Holland, avverte così il governo sostenendo che al rigore è necessario unire la crescita.

15.14 – Farinone (Pd): “Alleanza con Idv finita dopo voto difforme”. “Con il voto difforme odierno sulla manovra si sancisce la fine dell’alleanza fra Pd e IdV. Anche l’intervento in aula del capogruppo Franceschini non lascia dubbi in proposito”. Lo afferma il deputato del Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei.

14.47 – Il consiglio dei ministri approva il “pacchetto Severino” su giustizia e carceri. Il Consiglio dei Ministri ha approvato i provvedimenti per l’emergenza carceri, insieme ad alcune misure per velocizzare la giustizia civile, messe a punto dal ministro della Giustizia, Paola Severino. Il pacchetto prevede diverse misure normative, tra le quali l’ampliamento della possibilità di concedere gli arresti domiciliari per affrontare l’emergenza carceri.

14.26 – Intercettazioni di Romano, la Camera vota il 22 dicembre. La Camera si esprimerà mercoledì 22 dicembre sull’utilizzo delle intercettazioni riguardanti l’ex ministro e deputato del gruppo dei Responsabili, Saverio Romano, indagato a Palermo per corruzione con aggravante mafiosa. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo.

14.15 – Fiducia alla manovra, 42 assenti al voto, compresi gli ex ministri Romani, Brambilla e Tremonti. Sono stati 42 i deputati che, a vario titolo, non hanno partecipato al voto per la fiducia chiesta dal governo Monti alla Camera sulla manovra. A favore dell’esecutivo hanno votato Pdl, Pd e Terzo polo. Contro Lega e Idv più i tre deputati delle minoranze linguistiche Sigfried Brugger, Roberto Nicco e Karl Zeller, e i membri della componente Grande Sud Elio Belcastro, Arturo Iannaccone e Americo Porfidia. Tre i dissidenti rispetto alla linea dei propri partiti: Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio del Pdl, che hanno votato no, e Renato Cambursano dell’Idv che ha votato sì. Quattro deputati del Pdl poi si sono astenuti: Deborah Bergamini, Giulio Marini, Giuseppe Moles e Giuseppina Castiello. Le assenze piu’ numerose sono state nel gruppo del Pdl, con 26 parlamentari che non erano in Aula, di cui 3 in missione. Fra i deputati del Pdl che non hanno partecipato al voto di fiducia, diversi ex ministri come Paolo Romani, Michela Brambilla e Giulio Tremonti, quest’ultimo bloccato da alcune settimane per una frattura alla gamba. Non c’erano neppure Guido Crosetto, che aveva manifestato le sue perplessità sulla manovra, Stefano Saglia. Assenti anche Viviana Beccalossi, Isabella Bertolini, Pietro Lunardi, Antonio Martino e Maria Rosaria Rossi. In missione invece, tra gli altri, Edmondo Cirielli. In Popolo e territorio, assenti Domenico Scilipoti e Mariagrazia Siliquini. Tra le altre forze politiche, tre i deputati assenti di Fli, tre del Pd (di cui uno in missione) e due dell’Udc (uno in missione). Presenti nell’opposizione al 100 per cento i gruppi della Lega Nord e dell’Idv anche se dall’Italia dei Valori Cambursano ha votato in dissenso.

13.58 – Bossi: “Amministrative? Decideremo al momento e lo faremo con il territorio”. “Vediamo decideremo al momento. Deciderà il territorio. Chiederemo alle sedi locali. Da noi si fa così…”. Il leader della Lega Umberto Bossi risponde così cosa farà il Carroccio alle prossime amministrative. “Deciderà il territorio – ha aggiunto Bossi – chiederemo alle sedi locali. Da noi funziona così”.

13.40 – Tra i no anche la Mussolini e Stracquadanio. Ci sono anche i voti di due deputatidel Pdl tra gli 88 ‘no’ alla fiducia al governo Monti: sono quelli di Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio. Compatto il gruppo della Lega: tutti presenti, per 59 ‘no’. Nessuna assenza anche per l’Idv, ma il partito di Di Pietro ha perso il deputato Renato Cambursano, che ha votato sì in dissenso dal gruppo. Negano la fiducia al governo anche i tre di Noi Sud (Elio Belcastro, Arturo Iannaccone e Amerigo Porfidia) e gli esponenti delle minoranze linguistiche Siegfried Brugger, Roberto Nicco e Karl Zeller. Erano infine in missione sei deputati: Antonio Buonfiglio (Misto), Edmondo Cirielli (Pdl), Francesco Colucci (Pdl), Riccardo Migliori (Pdl), Marianna Madia (Pd) e Luca Volontè (Udc).

13.37 – Tutti gli assenti. I deputati assenti del Pdl, oltre aTremonti, Romani e Brambilla, sono: Filippo Ascierto, Vincenzo Barba, Viviana Beccalossi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Guido Crosetto, Marcello De Angelis, Rocco Girlanda, Antonello Iannarilli, Pietro Lunardi, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, Antonio Martino, Fiamma Nirenstein, Alfonso Papa, Adriano Paroli, Mauro Pili, Maria Rosaria Rossi, Roberto Rosso, Stefano Saglia. Di Fli mancavano all’appello Giulia Bongiorno, Carmelo Briguglio e Mirko Tremaglia. Dell’Udc, Riccardo Antonio Merlo. Per il Pd non hanno votato Gianclaudio Bressa e Francesca Cilluffo. Due gli assenti anche per ‘Popolo e Territoriò: Domenico Scilipoti e Maria Grazia Siliquini. Nel Misto mancavano Aurelio Misiti, Luciano Sardelli, Antonio Gaglione, Beppe Giulietti, Francesco Stagno d’Alcontres.

13.33 – Berlusconi a deputati Pdl: “Mie parole su Monti disperato erano battuta”. “Ieri su Monti ho detto una battuta, ma ritengo che serve la riforma della Costituzione ed anche Monti, ora che è al governo, se ne sta accorgendo”. Silvio Berlusconi, parlando con alcuni deputati del Pdl alla Camera, ha spiegato il senso delle sue parole di ieri alla presentazione del libro di Vespa. Quando ho detto che Monti è disperato ho usato una battuta per spiegare come anche lui si sta rendendo conto – ha aggiunto l’ex premier secondo quanto viene riferito – di quanto sia difficile governare questo Paese. Senza una riforma della Costituzione non si può, non c’è nulla da fare.

13.10 – Bossi: “Governo fino al 2013? Siete matti!”. Il governo Monti arriverà a fine legislatura? “Ma siete matti!”: così il leader della Lega, Umberto Bossi uscendo dall’Aula a Montecitorio. E sulla pace con Berlusconi, il senatur dice sì, “ma solo se dice no a fiducia, ma ora sta con i comunisti”. Bossi, invece, ha scherzato sui proiettili spediti a Mario Monti: “Li avrà mandati il presidente della Repubblica” ha detto il leader del Carroccio.

13.08 – Governo ottiene fiducia alla Camera con 495 sì. La Camera conferma la fiducia algoverno sulla manovra economica con 495 voti a favore, 88 contrari e quattro astenuti. Dopo la votazione sulla fiducia,l’Assemblea di Montecitorio ora passa all’esame degli ordini del giorno sul decreto.

13.06 – Scilipoti: “Non voto perché non conosco governo”. “Non voto la manovra perché, semplicemente, non riconosco l’attuale governo”. Il deputato del Movimento responsabilità nazionale, Domenico Scilipoti, ha spiegato così il suo gesto di restare in piedi in mezzo all’aula, mentre veniva chiamato a votare, agitando vistosamente un quotidiano per aria in segno di diniego. “Facevo segno alla presidenza – continua Scilipoti – che ero presente in aula, ma non avevo alcuna intenzione di votare”.

13.01 – Cominciata seconda chiamata. E’ cominciata in aula a Montecitorio la seconda chiamata, per appello nominale, sul voto di fiducia al Governo Monti.

12.59 – Berlusconi: “Oggi parlerà Alfano”. “Abbiamo deciso che parlerà Alfano. Ho detto ieri quello che intendevo dire. Quindi, lascerò ad Angelino l’intervento”. Lo ha detto Silvio Berlusconi lasciando Montecitorio. Questa manovra sarà sufficiente per tenere conti a posto? “E’ una situazione che non è italiana, è una situazione generale. Ci sono dei problemi a livello europeo: o si risolvono oppure non c’è intervento che tenga” ha detto Silvio Berlusconi alla Camera.

12.51 – Alemanno: “Senza riforme, sacrificio inutile”. “La manovra è necessaria ma fatta molto in fretta. E’ giudicabile positivamente solo se la si considera un primo passo. Ora ci vogliono agli altri: sviluppo e riforme strutturali”. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine di una conferenza stampa al Censis, ha commentato la manovra economica del governo Monti. “Mancano tante cose – ha aggiunto – tra cui una patrimoniale. Per questo sulla manovra ho un giudizio sospeso. Perché se mancano sviluppo e riforme sarà un sacrificio inutile”.

12.47 – Informativa di Monti alle Camere alle 19. Il presidente del Consiglio Mario Monti interverrà in aula, prima delle dichiarzioni di voto finali sulla manovra, per fare delle comunicazioni, così come chiesto dalla Lega. Lo ha reso noto Gianfranco Fini al termine della conferenza dei capigruppo.

12.29 – Cardinale Scola: “La Chiesa sta dando è dà da sempre”. “La Chiesa sta dando e dà da sempre anche se spesso si indica con la parola Chiesa qualcosa di molto articolato”. Così l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, a margine dell’inaugurazione di un rifugio Caritas nel capoluogo lombardo, ai giornalisti risponde così in merito alla manovra e alle richieste rivolte dalla Chiesa. “La Chiesa -ha proseguito Scola – siamo tutti e questo non per sottovalutare la responsabilità di nessuno. L’impegno della Chiesa italiana attraverso le centinaia di migliaia di persone, a cominciare dai sacerdoti che da mattina a sera si prodigano per accogliere le persone, è un impegno forte, capillare ed energico di dedizione e di devozione. Poi -ha concluso- se vogliamo entrare nei singoli casi della normativa pattizia stiamo qui fino a domani”.

12.10 – Lunga conversazione tra Monti, Fornero e Alfano. Una lunga conversazione tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, si è tenuta fuori dall’Aula mentre sono in corso le votazioni sulla manovra. Al gruppo si è unito anche il sottosegretario al Lavoro, Michel Martone. E’ in corso, invece, un colloquio tra il premier e Pierferdinando Casini.

12.00 – Maroni: “Se Pdl non cambia, da soli ad amministrative”. Se i rapporti tra Pdl e Lega rimangono quelli attuali alle amministrative della primavera 2012 il Carroccio correrà da solo e “vincerà”, perché il fatto di essere l’unico partito di opposizione gli farà “guadagnare tantissimi consensi”. Lo ha detto Roberto Maroni parlando con i cronisti a Montecitorio.

11.51 – Reguzzoni: “Governo perde pezzi, non avrà vita lunga”. La Lega non prevede tempi lunghi per la durata del governo Monti. “Il governo inizia a perdere pezzi e crediamo che non avrà vita lunga”, ha detto Marco Reguzzoni rispondendo ai cronisti alla Camera. Quanto al rapporto con il Pdl e a un possibile riavvicinamento, ha spiegato il capogruppo del Carroccio, “noi gesti concreti ne abbiamo fatti. Ci dispiace che oggi il governo ottenga i voti del Pdl”

11.50 – Iniziata la votazione sulla fiducia. E’ iniziata nell’aula della Camera la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sulla manovra economica. La votazione è palese ed avviene per appello nominale: ciascuno deputato sfila davanti al banco della presidenza, dichiarando il proprio voto ad alta voce.

11.45 – Cicchitto a Monti: “No altezzosità”. “Con i partiti bisogna avere unatteggiamento non altezzoso e bisogna affrontare il nodo della Bce, perché io non vorrei essere un cattivo profeta ma se non affrontiamo questo problema bisognerà fare altre manovre e l’Italia sarà dissanguata”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, intervenendo in aula alla Camera nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia.

11.40 – Cambursano (Idv) voterà sì alla manovra. Renato Cambursano (Idv) voterà la fiducia al Governo Monti. “Sono padre e nonno e soprattutto italiano. Voto sì alla fiducia all’unico governo possibile per dare un futuro all’Italia. Perché l’alternativa è il baratro” ha detto Cambursano, che voterà il dissenso dal proprio gruppo “con grande sofferenza interiore”.

11.39 – Franceschini a Monti: “Basta dire noi e voi”. Dario Franceschini ha chiesto al presidente del Consiglio Mario Monti di non marcare più la differenza tra il suo governo, tecnico, e il parlamento. “Accetti un consiglio con spirito costruttivo”, ha detto il capogruppo del Pd intervenendo in Aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sulla fiducia, “non dica più ‘noi e voi’ nelle aule parlamentari. Non dica più ‘ci avete chiamato perché voi non siete riusciti’. Noi potremmo rispondere che eravamo all’opposizione”. Allora, ha esortato, “chiudiamo tutti questa fase del noi e voi. Diciamo tutti insieme soltanto noi, perché ognuno è in quest’aula con la propria storia e il proprio cammino, ma abbiamo la stessa missione: salvare il nostro Paese, salvare l’Italia”.

11.37 – Rainieri (Lega): “Fini è un codardo”. “Fini è un codardo”. E’ il giudizio del leghista Fabio Rainieri, ospite di “24 Mattino” su Radio 24, uno dei due deputati espulsi ieri durante la discussione alla Camera. “Sono stato espulso, a parole, ma non è stato dato atto a questo provvedimento, oggi sarò regolarmente in aula a votare no alla fiducia al governo Monti. Ieri sono rimasto in aula anche dopo le parole di Fini che parla molto e agisce poco, ha fatto un po’ di cinema e poi non se l’è sentita di portare avanti il provvedimento”. Dunque è un’espulsione finta? “Assolutamente sì -risponde Rainieri- Fini, da codardo qual è, non se l’è sentita di portare avanti la linea che avrebbe portato a una discussione ancora più animata. Questo dimostra quanto non sia in grado di gestire l’aula di Montecitorio. Il mio collega Pini gli ha dato del cialtrone? Ha fatto bene, con il comportamento avuto in questi anni ha dimostrato di non essere una persona seria e corretta”. Infine un giudizio sull’attuale azione politica della Lega: “Ci tocca fare casino – ha ammesso Rainieri – perché i media non hanno dato spazio alle rimostranze della Lega, in Parlamento non c’è stato dato spazio per fare gli emendamenti”.

11.35 – Tredici deputati a Fini: “Su vitalizi errore doppio trattamento”. E’ “un grave errore”, oltreché incomprensibile e a rischio di essere “oltremodo odioso” per i cittadini italiani che andranno in pensione a 65 anni ed oltre, il doppio trattamento che fissa a 60 anni l’età per il vitalizio dei deputati che hanno più di una legislatura alle spalle e a 65 per coloro che hanno una sola legislatura. Lo scrivono in una lettera indirizzata al presidente della Camera, Gianfranco Fini, 13 deputati a cominciare da Alessandra Mussolini che chiedono di portare a 65 anni per tutti l’età per il vitalizio. “Gentile presidente – si legge nella lettera – in ordine alla decisione da lei assunta in ufficio di Presidenza di fissare a 60 anni l’età per il vitalizio ai deputati che hanno esercitato il mandato per più di una legislatura ed invece a 65 anni per coloro che hanno alle spalle una sola legislatura, riteniamo un grave errore questo doppio trattamento che risulterebbe incomprensibile e oltremodo odioso ai tanti cittadini italiani che andranno in pensione a 65 anni ed oltre. Crediamo urgente quindi rivedere questa sua decisione e chiediamo di fissare l’età per il vitalizio di tutti i parlamentari a partire dai 65 anni”. Fra i firmatari: Vincenzo Piso, Francesco Aracri, Barbara Saltamartini, Suad Sbai, Elvira Savino, Nunzia de Girolamo, Francesco Giro, Lella Golfo, Danilo Rinaldi, Beatrice Lorenzin, Massimo Corsaro, Mario Baccini.

11.33 – Pd: “Sì alla fiducia, ma volevamo di più”. Il Pd voterà ”convintamente la fiducia” anche se “avremmo voluto di più”: lo dice il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, intervenendo in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto legge sulla manovra. “Continueremo la battaglia per la crescita. Il cammino – sottolinea – non finisce con questa manovra, ma comincia ora”.

11.31 – Corsaro: “No a liberalizzazioni farmaci, è pericoloso”. “Siamo assolutamente favorevoli alle liberalizzazioni, ma a quelle vere: servizi pubblici, energia, trasporti in primis. Deregolamentare alcuni farmaci, traslando fatturato dalle Farmacie ad altri esercizi, non solo mette a repentaglio la salute dei cittadini, ma vuol dire favorire qualche categoria commerciale. E’ per altro curioso che oggi si finga liberalizzatore chi ha perso l’occasione di esserlo davvero sposando la causa degli statalisti in occasione del referendum sull’apertura del mercato dell’acqua”. Lo dichiara il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, intervenendo a Omnibus, su La7.  “Quel che auspichiamo, invece – aggiunge – è che questo governo faccia più profonde e oculate privatizzazioni non per tappare i buchi della spesa corrente ma per abbattere il debito, riducendo così l’esposizione dell’Italia sui mercati. Questo ci aspettiamo dai ‘prof’ – conclude il vicepresidente dei deputati del Popolo della Libertà – e non favorire senza controlli la vendita di antidepressivi, ipnotici e sedativi”.

11.30 – Franceschini: “Stop liberalizzazioni non è colpa del Pd”. Dario Franceschini ha bacchettato il governo per la genericità con cui ha addossato al parlamento la responsabilità di avere bloccato le liberalizzazioni nella manovra. “Non buttate più comodamente sul parlamento la frenata sulle liberalizzazioni”, ha detto il capogruppo del Pd nel suo intervento sulla fiducia, “se volete essere chiari chiamate per nome e cognome le forze politiche, e riconoscete che la frenata su autostrade, taxi e farmacie è avvenuta contro il partito democratico”.

11.29 – Casini su Twitter: “Avanti con liberalizzazioni”. “Senza esitazioni avanti sulle liberalizzazioni, i consumatori prima di tutto”. Lo scrive Pier Ferdinando Casini su Twitter.

11.28 – Berlusconi in aula alla Camera. Silvio Berlusconi ha fatto ingresso in aula alla Camera durante l’intervento del capogruppo Pd Dario Franceschini e appena prima che Fabrizio Cicchitto prenda la parola per le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra economica. Il Cavaliere, accolto da applausi e strette di mani dei suoi deputati, si è seduto al fianco del capogruppo e del segretario del Pdl, Angelino Alfano.

11.25 – Franceschini attacca la Lega. Dario Franceschini nell’Aula della Camera attacca i deputati della Lega che voteranno contro la fiducia sulla manovra. Ma i deputati del Carroccio non si trattengono: prima gli gridano “scemo, scemo”; poco dopo un nuovo coro: “Venduto, venduto!”. “Abbiamo ascoltato i deputati e le deputate della Lega – ha detto Franceschini – sembrano scesi dalla Luna, invece siete stati saldamente al governo gli ultimi 3 anni e incollati alle poltrone romane per 8 degli ultimi 10 anni non sembravate guerrieri padani ma solo soldatini ubbidienti”.

11.21 – Mussolini: “Non voterò la fiducia”. “Non voterò la fiducia perché questo è un governo di burocrati che copre le banche”. Ad annunciarlo è il deputato del Pdl Alessandra Mussolini parlando in Transatlantico a Montecitorio, mentre in Aula è in corso il dibattito sulla fiducia alla manovra.

11.15 – Protesta deputata Lega: in aula con divisa operaia. Ha dismesso i panni della deputata per tornare a indossare la divisa da operaia, con tanto di cuffietta. Un gesto, per la leghista Emanuela Munerato, per significare al Governo Monti la contrarietà di “milioni di operai alla manovra del governo Monti”. Così la deputata ha messo via il soprabito, rimanendo tra i banchi di montecitorio con un grembiule arancio e la cuffia bianca ben calcata in testa.

11.08 – Udc: “Orgogliosi di votare sì alla fiducia”. “Ci inseriamo a pieno titolo e con orgoglio tra coloro che sostengono la manovra”. Lo ha detto Gian Luca Galletti dell’Udc durante le dichiarazioni di voto alla camera sulla fiducia posta dal governo al decreto Salva Italia. “A questa manovra – ha aggiunto Galletti – non ci sono alternative, l’unica alternativa è il fallimetno dell’Italia. Non è questo il momento delle polemiche, non avrebbe senso litigare su quanto è stato fatto negli ultimi anni. Sarà la storia a giudicare il passato e saranno i cittadini, nel bene e nel male. Alla lega dico solo una cosa, non sarà il tono della voce a fare dimenticare agli italiani le responsabilità di ognuno di noi. Chi voterà la manovra si assumerà una grande responsabilità, con coraggio. Questa è la differenza tra i politicanti e gli statisti. Chi legittimamente voterà contro scommetterà sul fallimento del Paese”.

10.55 – Fli: “Fiducia convinta al governo”. “Ribadiamo la nostra piena e convinta fiducia a questa manovra Salva Italia”. Lo ha detto Benedetto Della Vedova, capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera. L’obiettivo, per Della Vedova, “nel prossimo futuro sarà di allegerire il carico fiscale sul lavoro dipendente e di approvare misure di contrasto all’evasione fiscale”.

10.54 – Ministro Riccardi: “Fiducioso sulla fiducia”. “Sono fiducioso sulla fiducia”. Così il ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, ha risposto a proposito del voto di questa sera, poco prima di entrare a visitare il campo rom di Torino messo a ferro e fuoco a causa di una ragazza italiana che ha denunciato un finto stupro.

10.51 – Popolo e Territorio, sì ‘sofferto’ alla fiducia. “Esprimiamo la volontà, ancorché sofferta, di confermare la fiducia al governo Monti”: lo annuncia nell’Aula della Camera Vincenzo D’Anna di Popolo e Territorio nel dibattito sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “Siamo molto spiacenti per il fatto che molti nostri emendamenti non siano stati accolti, a partire da quelli per l’alienazione dei beni immobili pubblici. Ci riserviamo di valutare se ci saranno risposte positive alle nostre richieste”, ha concluso.

10.47 – Monti in aula alla Camera. Il premier Mario Monti sta seguendo dai banchi del governo le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra economica in aula alla Camera.

10.40 – Di Pietro: “Voteremo no perché manovra è iniqua”. “Noi la fiducia ve la vorremmo dare, ma ve la neghiamo, perché questa manovra è iniqua e ingiusta”. Lo ha detto il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, rivolgendosi ai banchi del governo durante il suo intervento in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto Salva Italia. “Ci dispiace davvero che nel merito non ci avete permesso di confrontarci su questa manovra, ma ci chiedete la fiducia. Siete sotto ricatto – ha aggiunto Di Pietro – per bocca vostra abbiamo preso atto che questa manovra l’avreste fatta in modo diverso di come l’avete fatta se ne aveste avuta la possibilità. Catricalà si è detto amareggiato perché la forza delle lobby in Parlamento è ancora potente. Ci dispiace vedervi così arrendevoli, arresi”.

10.31 – Api dirà sì alla fiducia, “ma bisogna pensare ai più deboli”. L’Api voterà la fiducia al governo Monti: lo annuncia nell’Aula della Camera Bruno Tabacci dell’Api nel dibattito sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. “Non si può pensare che si debbano chiedere sacrifici anche rilevanti ai pensionati strizzando l’occhio alle corporazioni. Al governo Monti va riconosciuto il merito di aver chiuso con la stagione dei condoni e degli scudi”, conclude.

10.22 – Urso (FareItalia): “Voteremo la fiducia, ma ora sotto con le liberalizzazioni”. ”Votiamo la fiducia su un decreto che è necessario ma non sufficiente”. Lo afferma nell’Aula della Camera Adolfo Urso di Fareitalia nel dibattito sulla fiducia posta dal governo sulla manovra. Urso ha sottolineato che nel testo “mancano gli interventi per la crescita”, chiedendo una “apposita manovra nel segno delle liberalizzazioni, che riformi il welfare e preveda interventi per il Mezzogiorno”.

10.20 – Noi Sud voterà contro la manovra. “Non possiamo dare il sostegno a una manovra dei poteri forti”. Lo afferma nell’Aula della Camera Americo Porfidia di Noi Sud nel dibattito sulla fiducia posta dal governo sulla manovra.

10.18 – Mpa voterà la fiducia. Il Movimento per le Autonomie voterà la fiducia al Governo Monti. Lo afferma in aula il deputato Sergio Commercio, secondo cui “senza interventi per la crescita si deprime il Paese: c’è il controllo dei conti pubblici ma mancano nel decreto crescita e equità, soprattutto per il Mezzogiorno dove serve un intervento serio perché ci sia giustizia sociale”.

10.14 – Iniziate le dichiarazioni di voto alla Camera. Sono iniziate nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sulla manovra economica. La proclamazione del risultato dello scrutinio, che avviene per appello nominale, è prevista intorno alle 12,30. Seguirà l’esame degli ordini del giorno. Alle 18 sono in programma le dichiarazioni di voto finale sul disegno di legge di conversione del decreto e alle 19,30 la votazione. Poi il provvedimento passerà al Senato per il via libera definitivo previsto entro il 23 dicembre prossimo. In Aula il governo è al gran completo: il presidente del Consiglio siede al suo posto al centro del banco del governo. Il dibattito viene trasmesso in diretta tv.

10.13 – Bersani: “Pd lobbista? Stampa non si azzardi”. “Ho letto i giornali, non si azzardino a parlare di lobbismo attribuendolo al Pd. Basta con questa storia di mettere tutti nel mucchio, si facciano nomi e cognomi. Questa cosa del ‘tutti uguali’ non va bene”. Lo afferma il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, conversando con i cronisti in Transatlantico.

09.50 – Stracquadanio (Pdl): “Voterò contro la manovra”. “Oggi voto no alla fiducia al governo Monti sulla manovra in polemica col mio partito, che non ha saputo avanzare una proposta alternativa in 17 giorni ed è rimasto spiazzato”. Lo dice Giorgio Stracquadanio, ad Agorà su Rai Tre. “Voto no – continua il deputato del Pdl – perchè la prima forza politica del paese, che si è liberata dall’ipoteca dell’alleato che ci impediva di fare le cose essenziali su liberalizzazioni, pensioni e abbattimento dei costi della politica locale, non ha saputo fare proposte diverse”. E, aggiunge Stracquadanio, “se fossistato determinante avrei votato lo stesso no, mandando a casa Monti”. Quanto al suo futuro, Stracquadanio assicura: “non so se sarò ancora in Parlamento, ma so che non chiederò mai di esser nominato in un cda di qualche municipalizzata della mia città, nè una qualche forma di vitalizio politico. Piuttosto vado a friggere patatine in un fast food”.

09.46 – Monti: “La crisi non è dell’euro ma della politica di bilancio”. La crisi attuale ”non è dell’euro ma della politica di bilancio” e ciò che sta facendo l’Italia è “un messaggio da dare all’Europa forte e intelligente per costruirla in modo unito: non possiamo permetterci che la crisi divida l’euro”. Lo ha detto il premier Mario Monti nella conferenza in onore di Tommaso Padoa Schioppa.

09.45 – Stefania Craxi: “Lascio Pdl, ciclo Berlusconi finito”. “Lascio il Pdl. Un ciclo è finito e l’alleanza di centrodestra non esiste più e Berlusconi purtroppo non se ne è accorto”. Lo afferma in diretta a Tgcom24 Stefania Craxi, annunciando il passaggio al gruppo Misto. Sul futuro della realtà del centrodestra italiano aggiunge: “Io credo che se non si metterà mano a una grande riforma dell’Italia non ci sarà governo Monti che tenga. Il Pdl non ha una linea politica, finché Berlusconi ne sarà proprietario Casini non scenderà a patti”. “Con una atto di generosità – prosegue l’ex sottosegretaria – Berlusconi avrebbe dovuto permettere al Pdl di diventare un vero partito politico, ma questo non è avvenuto”. La Craxi ha illustrato anche le responsabilità di Berlusconi: “Il 14 dicembre di un anno fa avrebbe dovuto mediare con Fini, compattare la maggioranza e procedere con il programma di riforma e non rimanere arenati per un anno su scandali e questioni giudiziarie. Berlusconi dovrebbe andarsene ora dal partito”. E conclude con una nota sul suo futuro politico: “Voglio creare una vasta area di riformisti, per ora lavorare sui contenuti. Fini non sarà compreso nei riformisti”.

08.30 – Catricalà: “Sono arrabbiato, a gennaio riproviamo sulle liberalizzazioni”. “Arrabbiato? Certo che sono amareggiato. La forza delle lobby in Parlamento è ancora potente. Io vengo dall’Antitrust, Monti è stato commissario europeo per la concorrenza”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza della Repubblica, Antonio Catricalà intervistato da La Repubblica, riferendosi alla votazione in Aula sulle misure della manovra che non sono passate, come la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. L’intenzione della squadra di governo è quella di andare avanti e “a gennaio ripresenteremo tutto”, avverte Catricalà, all’interno della legge sulla concorrenza. “Le lobby sono forti e in questo caso sono state anche aiutate – aggiunge il sottosegretario – dalla disattenzione di alcuni parlamentari. Una vicenda che ci ha fatto riflettere”, al punto che anche “alcuni passi avanti importanti”, “sono stati oscurati dall’insuccesso sui farmaci di fascia C. E si tratta di un vulnus alla coerenza del nostro intervento”. Il sottosegretario ammette che in Aula, “nella concitazione del momento” non ci si è resi conto in tempo dell’emendamento sui farmaci: “Monti e io ci siamo resi conto di quell’emendamento in una fase avanzata”, commenta Catricalà. “Sui farmaci comunque, anche il presidente del Consiglio che solitamente non mostra i suoi sentimenti – aggiunge – mi è sembrato piuttosto seccato”.