Sono accorsi in più di 300 al teatro Manzoni di Bologna oggi pomeriggio, rispondendo all’appello lanciato dal maestro Claudio Abbado. Per volere del celebre direttore d’orchestra le prove dell’Orchestra Mozart, da lui fondata e diretta fin dal 2004 nel capoluogo emiliano, sono state aperte, gratuitamente, ai ragazzi tra i 15 e 30 anni.

In scaletta La Tempesta, fantasia sinfonica op. 18 di Pëtr Il’ič Čajkovskij e il King Lear di Dmitrij Šostakovič, con la proiezione di scene dall’omonimo film di Grigorij Kozincev, in lingua originale con sottotitoli. Sinfonie che verranno eseguite domani sera, mercoledì 23 novembre alle 20, sempre al teatro Manzoni.

Un’iniziativa talmente riuscita che la lunga coda formatasi per entrare ha posticipato di almeno una quindicina di minuti l’inizio prove di un puntualissimo Abbado. Golfino color salmone, il settantasettenne milanese, tra i più importanti direttori d’orchestra del novecento, ha raccolto con solarità ed eleganza un pubblico che in media dimostrava non più di venti anni.

Da un lato intere classi delle scuole superiori, dall’altro gruppetti di ragazzi e ragazze venuti per personale interesse. Decine gli studenti universitari stranieri, massiccia presenza di alcuni ragazzotti usciti anzitempo con permesso dall’ufficio e perfino qualche papà che accompagnando i figli, è riuscito a godersi l’esecuzione della Mozart.

Abbado ha distribuito sorrisi e incoraggiamenti per i suoi orchestrali (tra loro moltissimi giovani), dispensando consigli tecnici soprattutto alla sezione ritmica e ai fiati, spolverando il palchetto col piede e grattandosi chaplinianamente il polpaccio con la bacchetta da direttore.

Emozionante ed istruttiva, infine, la presenza alle prove di chi mastica poco di sinfonica e lirica. Le richieste del maestro hanno fatto comprendere molti più elementi sulla costruzione di una personale dimensione melodica di due imponenti compositori russi come Cajkovskij e Sostakovic.

Infine l’idea di Abbado ha permesso di far comprendere il valore di una musica spesso relegata anagraficamente in tarda età, anche a quei giovani lontani dalle platee della sinfonica soprattutto per una questione di prezzi alti.