La lotta va avanti. I lavoratori delle cooperative Safra protestano ancora fuori dai magazzini Esselunga di Pioltello. E mercoledì sera, nel polo alle porte di Milano, le forze dell’ordine sono intervenute per impedire il blocco dei tir. Non è la prima volta che il livello di tensione si alza, in un mese di presidio. Che per ora non ha ottenuto il reintegro delle 15 persone licenziate. Né l’alleggerimento dei ritmi massacranti con cui vengono caricati e scaricati gli scatoloni. Mentre il gruppo di Bernardo Caprotti continua a tenersi fuori dalla partita, ora scende in campo il sindaco del Pd, Antonio Concas: “Anche Esselunga si faccia carico del problema”.

Tra le cause che hanno scatenato la rabbia dei lavoratori, per il primo cittadino, ci sono le “vessazioni di cui sono responsabili alcuni aguzzini, delinquenti che facevano i caporali”. Una situazione complicata, che si trascina da tempo. Con i suoi 350 lavoratori, soprattutto immigrati, il Consorzio Safra gestisce alcune delle cooperative che lavorano nel centro logistico. Dopo lo sciopero dello scorso 7 ottobre sono partite le prime sospensioni. Poi ci sono stati 15 licenziamenti. Fino al muro contro muro.

Il presidio va avanti senza sosta, con momenti in cui il nervosismo porta allo scontro. Come mercoledì sera, quando davanti al cancello protestavano una cinquantina di operai della Safra, appoggiati dal sindacato Si Cobas e dal centro sociale Vittoria di Milano. A loro si sono aggiunti anche studenti, lavoratori dell’azienda di componenti elettronici Jabil, realtà di Cassina de’ Pecchi in grave crisi, e – dicono le forze dell’ordine – esponenti del mondo antagonista. In tutto circa 150 persone. Che a un certo punto hanno bloccato i camion. Gli agenti sono subito intervenuti e, per qualche istante, sono volati spintoni. Bilancio finale: due feriti medicati sul posto.

Secondo il sindaco è ora di risolvere una questione che ha anche conseguenze sull’ordine pubblico. Agli operai vanno poi garantite condizioni umane di lavoro. Ed è giusto che Esselunga dia il proprio contributo: “Chiedo che anche loro si facciano carico della soluzione del problema”, dice Concas. Il suo appello si aggiunge a quello lanciato, attraverso ilfattoquotidiano.it, dal suo predecessore sulla poltrona di primo cittadino, Mario De Gaspari. Il sindaco ha anche chiesto un incontro con Caprotti. Ma il gruppo della grande distribuzione, per ora, non cambia posizione: “Il caso riguarda esclusivamente i rapporti tra Safra e i suoi lavoratori”, è il mantra ripetuto ormai da un mese.

Il problema è più ampio per Ettore Montagna, della segreteria regionale della Filt-Cgil: “Ci sono 15 ostaggi – dice – a fronte di un migliaio di prigionieri del sistema delle false cooperative che hanno in appalto le attività di facchinaggio nei magazzini di Pioltello”. Ora, nelle trattative tra operai e Safra, sono coinvolte anche Cgil, Cisl e Uil. “Un risultato importante – dice il sindaco -. Perché la vicenda riguarda un settore difficile come quello della logistica, spesso interessato dalle infiltrazioni della criminalità organizzata”.