Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani

Centinaia di migliaia di persone in piazza San Giovani. Per dire “basta” al governo. La piazza San Giovanni riempita dal Partito Democratico critica il sindaco di Firenze Matteo Renzi e difende il suo segretario. Quando Bersani sale sul palco, per il comizio conclusivo, parte l’ovazione. Renzi se ne va. Il segretario, davanti a una folla formata da famiglie con bambini, giovani, studenti, lavoratori e pensionati, lancia la sottoscrizione per la tragedia di Genova, poi si dedica all’Italia “che dobbiamo rinnovare noi”, a Silvio Berlusconi “che all’estero finisce solo nelle vignette satiriche”. E ripete: “Abbiamo detto tutti i giorni che quel signore doveva andarsene”. Quindi invoca “un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione”. E rivendica la forza del partito: “Basta con la denigrazione del Pd, ma la vedete questa piazza o no? Il Pd non è una ruota di scorta. Lo dico perché l’Italia adesso è davvero nei guai, la situazione è grave, molto grave. Il Paese soffre, ha paura, è pessimista: noi non cavalcheremo mai questa paura, sarebbe irresponsabile. Noi abbiamo convocato questa piazza per dire una parola importante e la parola è fiducia, fiducia: l’Italia ce la farà, gli italiani ce la faranno”. Noi, aggiunge, “abbiamo dimostrato di aver saputo gestire la finanza pubblica, quando c’era gente seria al governo”. E avverte: “Non si supera Berlusconi senza il Pd”.

Alla manifestazione del Pd, come annunciato, ha partecipato anche Antonio Di Pietro. “Sono qui per dire che c’è una classe politica in grado di interpretare i bisogni degli italiani”, ha detto, “dall’impegno preso a Vasto con Vendola e Bersani, noi siamo disposti ad assumerci le nostre responsabilità”. Quanto al futuro scenario politico, “le elezioni sono la via maestra, un governo istituzionale è possibile ma solo con una maggioranza larga e se dura tre mesi, il tempo di cambiare la legge elettorale e di prendere le misure economiche necessarie”.

Polemica con Alemanno. Bersani ricorda anche le violenze del 14 ottobre a Roma. “Siamo tanti in questa piazza ferita dalle violenze di poche settimane fa e che oggi riportiamo alla sua storia migliore”, ha detto. Dedicando poi un passaggio anche anche all’episodio di violenza contro alcuni militanti del Pd di pochi giorni fa a Roma: “I fascisti circolano ancora per Roma coccolati e impuniti, è una vergogna”, aggiunge. Immediata la reazione del sindaco, Gianni Alemanno. “A Roma non c’è nessun estremista e nessun violento, né di destra né di sinistra, che viene coccolato”.

La contestazione a Renzi. “Dì qualcosa di sinistra”. “Sei un comunista di destra”, “Vai ad Arcore!”. Così i manifestanti del Partito Democratico hanno accolto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, al suo arrivo a Piazza San Giovanni a Roma. Tra i fischi Renzi si ferma per un botta e risposta con un capannello di persone che dura diversi minuti. Poi, scortato dal servizio d’ordine, è stato accompagnato nell’area dietro al palco. “E’ naturale che ci siano opinioni diverse – ha commentato Renzi – questa è casa mia come anche di chi contesta e ciascuno ha il diritto e il dovere di dire ciò che pensa. L’idea che io non venga alla manifestazione del mio partito è assurda come anche lo è quella di non poter esprimere le mie idee” (clicca qui per guardare il video della contestazione e leggere l’articolo di Luca Telese).