Francesco Speroni principe del foro di Bruxelles. È l’ultima roboante voce del curriculum dell’eurodeputato leghista, nonché suocero del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni. Speroni ha avuto un problema nel processo di Verona sulle camicie verdi, ma poi si è salvato grazie all’immunità parlamentare. Anche lui era con Borghezio a sventolare bandiere verdi e a insultare l’Italia durante il discorso di Ciampi qualche anno fa, quando gli italiani hanno bocciato, col referendum confermativo, la controriforma costituzionale della devolution. E così commentò: “Gli italiani fanno schifo, l’Italia fa schifo perché non vuole essere moderna!”. Ecco, l’onorevole padano a maggio ha ottenuto l’abilitazione alla professione forense in Belgio (non come il ministro Gelmini che ha scelto Reggio Calabria) dopo ben 12 anni dalla laurea conseguita a Milano. Speroni dunque potrà difendere “occasionalmente in tutta Europa” spiega lo stesso neoavvocato raggiunto telefonicamente.

Perché Bruxelles?
Perché in Italia è molto più difficile mentre in Belgio l’esame, non dico sia all’acqua di rose, ma insomma è certamente più facile. Non conosco le statistiche, ma qui le bocciature sono molte meno rispetto a quelle dell’esame di abilitazione in Italia”.

Esistono due Consigli degli Ordini, uno francese e l’altro fiammingo.
Io sono iscritto a quello francese.

A Bruxelles l’avvocato esercita in ogni area legale ma quelli abilitati a difendere avanti la Corte di Cassazione vengono nominati dal Re. Onorevole è arrivato anche al Re?
Assolutamente no e considerato che ho 56 anni penso mi fermerò qua. Faccio consulenze per gli italiani in Belgio. E poi difendo gli amici che prendono contravvenzioni.

Lei che ha raggiunto i 316 chilometri all’ora in Germania.
Appunto. Io non sono mai stato fuorilegge. In Germania si può.

Ma che macchina aveva?
Una Nissan Gtr da 80 mila euro.

È vero che da consigliere regionale lombardo (1987) aveva spostato la sua residenza da Busto Arsizio a Roma-ladrona per avere il rimborso?
Ora le spiego come sono andate le cose. Non l’ho fatto per arricchirmi anche se al tempo si parlava di un milione di lire. L’ho fatto per far cambiare la norma in vigore di cui beneficiava anche il collega Marco Taradash.

Da ex dipendente (steward) Alitalia viaggiava gratis, ma incassava i rimborsi. Lei è un baby pensionato oltre che europarlamentare.
Mai stato steward, ma tecnico di volo. Una figura che non c’è più. Me ne sono andato prima che mi licenziassero. Sono andato in pensione a 50 anni. Percepisco una pensione Inps come molti altri miei colleghi. Sono un privilegiato, ma non mi vergogno. Come europarlamentare guadagno tra i 7 e gli 8 mila euro netti al mese. I soldi dei rimborsi allora li versavo al partito.

La si vede poco in tv. Nel suo partito dicono che sia stato censurato perché avrebbe confermato che Berlusconi e Bossi hanno sottoscritto un patto dal notaio.
Non mi sono mai sentito censurato. Il patto è evidente che l’abbiano sottoscritto. Che sia davanti a un notaio oppure no poco cambia. Noi sosteniamo il governo. Il voto a Saverio Romano lo dimostra.