Il Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, ha deciso di lasciare, come previsto, i tassi di interesse sui ‘fed funds’ tra lo zero e lo 0,25%. Come anticipato, la banca centrale americana ha deciso inoltre di operare un ‘twist’ del proprio portafoglio di bond pubblici da 2.800 miliardi di dollari, vendendo titoli a breve scadenza e rimpiazzandoli con altri a maturazione piu’ lunga.

Questa mossa, secondo la Fed, dovrebbe stimolare l’economia, incoraggiando il rifinanziamento dei prestiti in scadenza e gli investimenti in asset più rischiosi come le azioni e le obbligazioni delle aziende, senza far salire l’inflazione. Nei dettagli – comunica la Fed – verranno acquistati entro giugno 2012 bond con scadenza dai sei ai trent’anni per 400 miliardi di dollari e verrà ceduto un importo analogo di titoli con scadenza inferiore ai tre anni. Si tratta di un’iniziativa destinata a suscitare forti critiche da parte dei Repubblicani, che avevano chiesto alla Federal Reserve di non insistere con le misure di stimolo.

I nuovi stimoli all’economia non sono stati votati all’unanimità. Per la seconda volta consecutiva, il board della Fed si è spaccato e la decisione è stata votata con 7 voti a favore e tre contrari. A votare contro sono stati il presidente della Fed di Dallas Richard W. Fisher, quello della Fed di Philadelphia Charles Plosser, e il presidente della Fed di Minneapolis Narayana Kocherlakota.

La presentazione dei nuovi interventi è stata anche l’occasione per fare il punto sulla situazione economica americana. Situazione, a detta della Fed, non particolarmente esaltante. Nel comunicato diffuso al termine della due giorni di riunioni si legge di “significativi rischi al ribasso” per le prospettive economiche degli Usa, tra i quali “le tensioni sui mercati finanziari”.”La spesa delle famiglie è cresciuta a un ritmo solo modesto nonostante una ripresa nelle vendite di automobili – si legge nella nota diffusa dalla Fed – gli investimenti nelle strutture non residenziali sono ancora deboli e il comparto immobiliare rimane depresso”. Per quanto riguarda l’inflazione “sembra essersi moderata dall’inizio dell’anno” e “le prospettive di lungo termine restano stabili”. Il Fomc continua a prevedere “un aumento del ritmo della ripresa nei prossimi trimestri” ma teme che “il tasso di disoccupazione scenderà solo gradualmente verso livelli che il Comitato considera coerenti con il mandato del Comitato” mentre l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi su livelli “pari o inferiori a quelli coerenti con il mandato del Comitato” per via dell’affievolirsi dell’impatto dei rincari delle materie prime.