Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Da quando Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit ha manifestato il suo interesse a scendere in politica è un fioccare di endorsment più o meno espliciti. Dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia ai vertici di Confindustria, passando per il terzo polo del tridente Fini-Rutelli-Casini.

L’ultima spinta a fare il grande passo arriva oggi dal forum Ambrosetti direttamente dal vicesegretario del Partito democratico Enrico Letta che non solo vede “molto bene una discesa in politica di Profumo”, ma lo vorrebbe candidato fra le file dei democratici. “Ora glie lo vado a chiedere”, scherza con i cronisti a Cernobbio. Secondo Letta, l’ex banchiere è una persona “competente e appassionata”, insomma uno di cui “ce ne sarebbe bisogno”.

Ma il numero due del Pd deve mettersi in coda perché secondo Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, “se Profumo scenderà in campo lo farà con noi”. Opinione condivisa anche da Pierferdinando Casini che però, almeno a parole, smorza gli entusiasmi parlando di “dibattito prematuro”.

Anche a Cernobbio l’ipotesi Profumo raccoglie molti consensi, soprattutto se accompagnata a  un’altra candidatura “di peso”: quella di Luca Cordero di Montezemolo. Idea che solletica non poco una Confindustria pesantemente delusa dalla manovra economica del governo. Il vicepresidente degli industriali Alberto Bombassei è sicuro che “la politica ne trarrebbe grande beneficio”.

Dal fronte del centrodestra è Stefano Caldoro, presidente della regione Campania, ad aprire all’ex numero uno di Unicredit: “Persona che ha voglia di lavorare di affrontare le difficoltà”.

Una candidatura (almeno) “tripartisan” quella di Profumo. Che però lascia freddo lo stato maggiore della principale forza del centrosinistra. “Non si pensi di ridurre il Pd a una salmeria – mette in guardia il segretario Pierluigi Bersani – Tutti sono i benvenuti a patto che non si conceda niente a ipotesi personalistiche”. Profumo è avvertito. E con lui gli altri aspiranti candidati alle primarie: dal sindaco di Firenze Matteo Renzi, al leader di Sel Nichi Vendola, fino allo stesso Montezemolo.