Dopo i festini di Arcore la palermitana, reggiana d’adozione, Nadia Macrì, inaugura oggi la tre giorni del Bergamo Sex, fiera dell’hard che si svolge alla discoteca Bolgia di Osio di Sopra dal 2 al 4 settembre.

Ventisette anni, un neo marcato e settecentesco sopra il labbro, la Macrì sarà ospite d’eccezione presso lo stand Hard Celebrity, web magazine d’informazione dell’eros e dell’hard, assieme a Klarissa Leone. E mentre la collega sembra essere oramai affermata nel firmamento porno con pellicole ambientate nel burbero mondo dell’heavy metal, alla Macrì mancano ancore le stigmate del mestiere. Ma arriveranno, quella è la carriera che l’ex escort avrebbe scelto, corteggiata com’è da produttori e registi del settore.

La sua presenza al Bergamo Sex diventa così un modo per aggiornare il suo curriculum dopo essere entrata di prepotenza nell’affaire villa Certosa, strascinando dietro di sé il terzetto Lele Mora-Emilio Fede-Silvio Berlusconi.

Sesso, cocaina e bunga bunga la ricetta dei dopocena a casa Berlusconi tra il 2009 e il 2010, secondo Macrì che non più di un anno e mezzo fa aveva denunciato il tutto ai magistrati di Palermo, sull’onda della prima tranche dell’inchiesta barese che comprendeva la confessione dell’altra celebre escort Patrizia D’Addario.

Cinquemila euro a sera, più qualche oggettino di Swarovski, per la consumazione di due rapporti sessuali con il presidente del consiglio. Questo aveva dichiarato la ragazza che vive a Reggio Emilia da tempo. Ma le sue parole, e i suoi ricordi subito apparsi confusi e contraddittori l’hanno immediatamente resa una teste non del tutto attendibile.

Così la storia dell’ennesima fanciulla che voleva diventare velina, tronista, conduttrice, cantante/attrice, semplice comparsa di Canale 5, finisce in vacca. O almeno al Bolgia di Bergamo. In attesa che le proprie invitanti curve, dopo la possessione suprema del nanesco satrapo, diventino oggetto di desiderio di tanti allupati fruitori dell’eros.

Già, perché non è ancora dato per certo l’esordio nel porno della Macrì. Semmai, dopo un fulminante e fallimentare tour per discoteche (modello ragazzi del Grande Fratello) siamo di fronte all’ennesimo exploit comunicativo, di vendita della merce più ambita del momento: il corpo femminile.

(d.t.)