Non è solo la manovra correttiva dell’estate. Da almeno tre anni i Comuni italiani soffrono di pesanti tagli alle risorse decisi dal governo, e da molti sindaci arriva l’allarme. Le spese dovranno essere ridotte drasticamente, in particolare sul fronte dei servizi, dell’assistenza, della sicurezza, della cultura.

Con la campagna “Comuni d’I-taglia”, ilfattoquotidiano.it vuole raccontare gli effetti di questi tagli sulla vita quotidiana, raccogliendo le segnalazioni di sindaci, amministratori, semplici cittadini. Servizi che chiudono, tariffe che aumentano, progetti tagliati e ogni altro segno dell’impoverimento dei bilanci locali.

“Dal 2008 ad oggi, si sono succedute più manovre economico-finanziarie, spesso correttive delle precedenti”, sintetizza un documento del direttivo dell’Associazione nazionale comuni d’Italia (Anci) del 25 agosto, “tutte caratterizzate da un intento fortemente penalizzante verso le Autonomie territoriali”.

Secondo l’Anci, il contributo dei Comuni alla manovra “ammonta per l’anno 2012 a 2 miliardi e 700 milioni di euro, composti da una riduzione delle risorse trasferite pari ad un miliardo proveniente dalla precedente manovra e a 1 miliardo e 700 milioni derivanti dalla modifica degli obiettivo del patto di stabilità interno”. Il patto di stabilità è un altro vincolo pesante denunciato dagli amministratori locali, perché limita fortemente le possibilità di investimento anche per i Comuni “virtuosi”.

A fine agosto Bruno Tabacci, assessore al Bilancio del Comune di Milano, ha paventato “il tilt dell’amministrazione ordinaria della città”, vista la difficoltà di capire “quanto e dove risparmiare in conformità con i vincoli imposti dal patto di stabilità”.

Dalle grandi città ai piccoli paesi, dal nord al sud del paese si annuncia insomma una stagione difficile. Che vi chiediamo di raccontare in presa diretta.

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