L’ultimo tuffo e l’ultima cartolina da Portici, il Comune che si sforzava di diventare straordinario ma le cui ambizioni sono state stroncate di colpo dalla manovra d’agosto del governo Berlusconi. Il Comune negli ultimi anni ha scommesso tutto su progetti di sviluppo capaci di dare un futuro diverso a Portici, emancipato dall’immobilità vesuviana e proiettato verso il turismo responsabile, l’ambiente, l’esaltazione dell’arte e della cultura locale. E la mazzata arriva proprio nell’anno in cui c’erano da raccogliere i frutti di questo impegno.

Dopo 50 anni, Portici è tornata balneabile ed è l’unico tratto di costa tra Napoli e Sorrento in cui residenti e turisti possono immergersi. Un’isola felice ricreata con investimenti decennali per le canalizzazioni, le deviazioni fognarie e i depuratori. Ma le spiagge che l’amministrazione ha voluto pubbliche rischiano di durare una stagione. O di essere cedute ai privati alla prossima. Soldi per gestirle, pulirle, assicurarne i servizi non ce ne sono più. E non è l’unica eccellenza di Portici che rischia di naufragare tra i conti.

Nella vicina Napoli il sindaco Luigi De Magistris sta lavorando all’emergenza rifiuti seguendo il modello delle isole autonome per la raccolta e lo stoccaggio dell’immondizia che non va in strada o in discarica ma staziona in aree appositamente predisposte dal Comune. Quello è anche il modello Portici, l’unico municipio del napoletano che non ha sentito l’emergenza rifiuti pur essendo il più densamente popolato d’Italia, con 12mila abitanti per chilometro quadrato. Anche questa eccellenza è a rischio. Il governo, quello che in cinque giorni doveva risolvere l’emergenza a Napoli, rischia di crearla perfino a Portici dove non c’è mai stata.

Sul tavolo c’erano solo 7 milioni per creare una litoranea che permetta ai residenti di camminare sul lungo mare in tutta sicurezza. Doveva essere lunga un chilometro e mezzo. Le opere sono state approvate come i relativi finanziamenti dalla Regione Campania, gli appalti sono stati resi esecutivi. Poi, lo stop improvviso. Anche qui si è stretta la borsa e probabilmente non si farà più. Le risorse e il tempo spesi finiscono al vento.

Il sogno infranto di Portici spezza la voce al sindaco Vincenzo Cuomo che dal 2004 guida il comune con un consenso popolare straordinario: nell’ultima tornata, quella del 2009, ha ricevuto il 70% dei voti. E per la prima volta oggi Cuomo – che nel frattempo è diventato responsabile Anci per la Campania – parla al passato. “Portici aveva grandi ambizioni. Abbiamo fatto tanto, poi sono iniziati i tagli che hanno via via svuotato l’agenda, sgonfiato i progetti, ridimensionato le aspettative”. Il sindaco spiega che la manovra di oggi è solo l’ultima mazzata. Da dicembre scorso, per effetto della finanziaria di Tremonti, il Comune ha subito tagli per 4 milioni di euro da spalmare in tre anni. “Non ci hanno neppure riservato la cortesia di dirci a quanto ammontano quelli nuovi, ma da una nostra stima si aggirano intorno ai due milioni. E questo significa che tutto cambia”.

In realtà grazie a Berlusconi&co le cose erano già cambiate. Portici faceva parte di quella decina di Comuni campani che non hanno introdotto addizionale Irpef. Ma la musica non è più la stessa. “Quest’anno, con grande dolore, abbiamo messo un’imposizione fiscale allo 0,2%. Non è tanto ma con i nuovi tagli ci troviamo ora davanti a due strade. La prima è quella di ritoccare ancora il prelievo fiscale, la seconda è di iniziare a ridurre fino allo smantellamento i servizi di base come i pasti agli anziani, le mense, il trasporto per le scuole, l’integrazione al reddito per i casi sociali”.

Ancora sulla carta c’era poi il progetto di restituire alla città un porto turistico degno di questo nome, con relativa riqualificazione del lungo mare. Anche qui, si ferma tutto. Così anche Portici smette di guardare avanti. Portici torna al suo destino di città-cartolina, di pensione estiva per gli abbienti, di località celebre per i Borbone, Federico II, Mozart e Casanova o per aver dato i natali al nonno del chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. Ma il futuro di ieri oggi non c’è più. Il futuro oggi, sembra tutto alle spalle.

(foto di Nicola De Pisapia)