Terminata la trentaduesima edizione del Meeting dell’amicizia tra i popoli, a Rimini si tirano le somme. In tempi di crisi la macchina dei soldi di CL e del suo braccio economico, la compagnia delle opere di Bernhard Scholz, ha fatto sì che confluissero nelle sue casse finanziamenti per oltre 8 milioni e mezzo di euro. Il 71 per cento della cifra è ricavata dagli sponsor, anche pubblici, che versano somme ingenti amministrate dalla Evidentia Communication Srl. Un altro 20 per cento lo si deve ai proventi dei ristoranti del Meeting, la restante parte viene da donazioni di privati.

Non sono pochi, a Rimini, quelli che farebbero volentieri a meno dell’invasione dei boy scout di Don Giussani, ma l’indotto creato dalla settimana del meeting ciellino è tutt’altro che trascurabile e fa gola a tutti quegli esercenti (albergatori, ristoratori, etc.), i quali temono che il turismo balneare smetta di essere il volano dell’economia e cercano nel settore fieristico l’ancora di salvezza.

La società Trademark Italia ha elaborato per l’osservatorio turistico regionale una previsione sul fatturato generato dal Meeting nel territorio riminese .
Sono state oltre 11 mila le camere alberghiere prenotate in circa 450 hotel della riviera e dell’entroterra. Questo movimento ha prodotto circa 260 mila presenze alberghiere per un giro d’affari di circa 4 milioni 200 mila euro.
A questa cifra, relativa al fatturato alberghiero, si deve poi aggiungere la spesa dei visitatori e dei partecipanti ai convegni, stimata in 25,5 milioni di euro. Complessivamente, quindi, le quasi 800 mila presenze agli eventi del Meeting tra visitatori, escursionisti, turisti alloggiati, giornalisti, relatori e volontari hanno prodotto ricavi per hotel, appartamenti, ristoranti, trasporti e merci accessorie per circa 30 milioni di euro.

“Questi dati – commentano Liviana Zanetti e Andrea Babbi, presidente e amministratore delegato di Apt Servizi– confermano ancora una volta come il Meeting di Rimini faccia bene al turismo dell’Emilia Romagna. Non solo in termini di presenze turistiche e fatturati generati, ma anche grazie alle centinaia di ore di promozione, grazie ai servizi televisivi e alle migliaia di pagine sulla stampa quotidiana e periodica”.

Alla macchina organizzativa del Meeting non è mancato il contributo del denaro pubblico. È costato 100 mila euro l’affitto dello stand dell’Emilia-Romagna all’Apt, l’azienda per la promozione turistica, controllata dalla regione al 51 per cento ma con bilancio e scelte di investimento autonomi.

La stessa cifra l’hanno sborsata Comune di Rimini, Provincia, Camera di commercio, Fiera e Aeradria spa per lo stand comune “La Rimini”, che è stato allestito per promuovere le attività dei vari enti e per ospitare incontri istituzionali. Cento otto metri quadri di stand costati alla Provincia 30 mila euro, al Comune e alla Camera di Commercio 15 mila ciascuno, mentre sia Rimini Fiera che Aeradria S.p.a hanno contribuito per 20 mila euro.

Inoltre, a titolo di finanziamento, la Provincia di Rimini ha staccato autonomamente un assegno a CL per un valore di 37 mila euro. “Una scelta di promozione, come quella di partecipare ad altre fiere in Italia e all’estero”, ha spiegato l’assessore al turismo Fabio Galli.

Anche i numeri del Meeting meritano di essere evidenziati: nella settimana dal 21 al 27 agosto sono stati ospitati 113 incontri con 321 relatori, 10 mostre, 26 spettacoli,

grazie al contributo di quasi 4000 i volontari: 640 durante il PreMeeting e 3232, di cui 140 stranieri, durante la manifestazione.

Il primo giorno del Meeting si è aperto con l’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che “dinanzi a fatti così inquietanti, dinanzi a crisi gravi” ha richiamato tutti, e i giovani in particolare, a “parlare il linguaggio della verità”. Questa verità per Emilia Guarnieri, presidente del Meeting, si chiama “certezza”. “Nell’esistenza –ha dichiarato- emerge un’inevitabile certezza e il relativismo si manifesta come una menzogna, una menzogna violenta”.

Certo dei suoi risultati il Meeting prepara le valigie per il Giappone, dove sbarcherà per la prima volta dal 27 ottobre all’l novembre. A partire da un’idea dell’ambasciatore d’Italia a Tokyo, Vincenzo Petrone, il Meeting è stato inserito nei programmi della manifestazione “Italia in Giappone”: cinque giorni asiatici con il titolo “Tradizione e globalizzazione: cristianesimo e buddismo di fronte alle sfide della modernità”.

Si mettano il cuore in pace quei riminesi che abbandonano la loro città nella settimana del Meeting. Con il giro d’affari che è in grado di muovere c’è da credere che la kermesse sia ormai confermata come un appuntamento imprescindibile dell’agosto cittadino. Guarnieri ha già annunciato il titolo della trentatreesima edizione, che si svolgerà dal 19 al 25 agosto 2012: “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”.