Alla fine, senza pompa magna e senza la presenza del prestigioso nipote Gianni, Aielli ha dedicato una delle sue piazze centrali a Guido Letta, prefetto in orbace e decorato dell’Aquila nazista. Le polemiche, seguite all’annuncio della cerimonia fissata per il 17 luglio scorso e poi rinviata, hanno sortito soltanto un effetto-sordina per cui il 20 agosto, alla presenza del sindaco di Aielli, Benedetto Di Censo, lista civica di centrodestra, del presidente della Provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo e del senatore Filippo Piccone (Pdl) hanno partecipato soltanto alcuni dipendenti comunali, richiamati in fretta e furia dal primo cittadino per fare numero.

Niente rinvio a settembre, insomma, come annunciato dal sindaco (ufficialmente per motivi legati a impegni del sottosegretario Letta). L’occasione presa al volo è stata la festa per l’Immacolata Concezione, cominciata a cavallo del weekend, all’interno della quale le autorità hanno compiuto un vero e proprio blitz dedicando piazza e busto al prefetto fascista al posto del vecchio nome di piazza Risorgimento (alla faccia della retorica sui 150 anni).

Motivo di tanta solerzia? “Questioni di ordine pubblico dopo le proteste provenienti dall’estrema sinistra”: questa la motivazione ufficiale secondo quanto hanno riportato gli attivisti del “Popolo delle carriole”, i primi a denunciare l’avvenuta commemorazione. Un’“estrema sinistra”, in realtà l’Anpi locale e un gruppo di “indignados” di Aielli che aveva denunciato, con foto e documentazioni, il passato ingombrante dello zio fascista di Letta (in cui spicca il suo intervento presso il Duce a favore di Amerigo Dumini, il sicario che uccise Giacomo Matteotti). Nonché dello spreco di denaro pubblico visto che l’evento sarebbe costato 20mila euro provenienti dal fondo per la ricostruzione post-terremoto. La questione ha fatto molto arrabbiare i cittadini aquilani e la home page del Comune di Aielli è rimasta, fino a sera, molto intasata.