Salve,
sono un pagatore di tasse totale, uno di quelli che non si fanno scrupoli a versare tutto il dovuto allo Stato, convinti che sia giusto così e basta, che il mio sacrificio contribuirà a comprare qualche arredo per l’asilo nido in cui un giorno potrà andare mio figlio e il figlio dei miei vicini di casa.

Sono un pagatore di tasse totale, le dicevo, uno di quelli che ritiene doveroso che ogni cittadino libero di questo Paese sia messo nelle condizioni, a prescindere beninteso dal sesso, dal colore della pelle, dal credo religioso e politico, dal ceto sociale, dalla collocazione geografica di residenza, di realizzare i propri sogni e soddisfare i propri bisogni, a patto che questi non incidano negativamente nella realizzazione dei sogni degli altri.

Pago le tasse quasi con orgoglio, quando è il momento di versarle, e vivo con fastidio manifesto la telefonata del commercialista che mi chiede come compilare la dichiarazione dei redditi, come se ci fossero modi diversi di farla a seconda del grado di onestà di un cliente, più o meno disposto a dichiarare il vero, o peggio il falso.

Le scrivo perché penso, convintamente, che uno Stato democratico e moderno, debba pretendere una giusta dose di impegno civile, ed economico, da parte di tutti i cittadini che vi risiedono, a seconda delle possibilità economiche di ciascuno, e che debba poi però dimostrare con onestà, concretezza, trasparenza, efficacia e buonsenso, che quei sacrifici, quel contributo che ogni anno affidiamo con sempre più fatica visti i tempi, torni come un frisbee nelle case e nelle strade delle persone normali, serva a finanziare l’istruzione delle giovani generazioni, a sostenere le famiglie che intendono crescere, a fare in modo che chi necessita di assistenza per malattia o età possa contare su enti locali premurosi come una mamma che si fa servizio per i propri piccoli da accudire.

Sono un pagatore di tasse totale, e se le scrivo è perché sono profondamente stanco, e deluso, nel vedere che i miei soldi contribuiscono invece a finanziare guerre in giro per il mondo, a creare di fatto ingiustizie e discriminazioni nel nostro Paese, a devastare interi pezzi di territorio, a costruire macchine di morte e inquinamento, mentre i soldi per ricerca, sanità, ecologia e cultura non ci sono mai e bisogna sempre e comunque tagliare quelli.

Allego dunque questa mia alla dichiarazione dei redditi, che anche quest’anno ho compilato per il verso giusto, da pagatore di tasse totale, nella speranza che questa sia l’ultima volta in cui sento questa spiacevole sensazione di essere lo scemo del villaggio, l’ultimo rimasto, che crede ancora in un futuro diverso e credibile per questa nostra trasandata Italia…

Un grande in bocca al lupo a tutti noi, caro Presidente.