Ieri la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi dall’1,25% all’1,5%. Oggi le borse e i titoli europei stanno cedendo, o addirittura crollando, come nel caso dell’Irlanda. Esiste una correlazione fra i due avvenimenti?Ieri, il Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha spiegato che sì: “Solo pochi anni fa una potente ideologia la fede nei mercati liberi e non regolati ha portato il mondo sull’orlo del baratro… Speravo che la crisi avrebbe insegnato qualcosa…Tutt’altro! Il ritorno in auge delle teorie economiche della destra… minaccia ancora una volta l’economia globale… In Europa, mentre la Grecia ed altri paesi vanno in crisi, la medicine du jour è nuove dosi di austerità… che riducono la crescita e mettono in crisi i bilanci pubblici… [Perciò] crolla anche la fiducia: un circolo vizioso senza fine.

Portogallo (+1002bp), Italia (+236bp), e Irlanda (+1004bp), ma anche la Francia (+55bp) registrano oggi nuovi record degli spread (differenziali rispetto alla Germania) dei tassi d’interesse decennali che pagano sul debito pubblico; Spagna (272bp) e Belgio (123) sono vicinissimi ai massimi storici.

Per l’Italia, l’aumento degli spread da 150 a 235 in pochi mesi comporta, a regime, un aumento del deficit di 13 miliardi. Si tratta di soldi buttati, regalati ai mercati finanziari, che appesantiranno drammaticamente le future manovre. Ma preoccupa soprattutto il trend. Se i tassi salgono, è meno probabile che lo Stato italiano riesca ad azzerare il deficit, diventa più rischioso prestargli soldi, quindi i mercati richiedono tassi più alti… Questo circolo vizioso oltre una certa soglia non lo si ferma più. E la soglia può non essere lontana (300-500bp di spread?). Gli incendi vanno fermati subito.

Poiché la manovra da 40 miliardi bisogna farla, facciamola! A questo punto, renderà il doppio: per ogni euro di tasse addizionali che pagheremo, il nostro Stato risparmierà un euro sui mercati finanziari, che non dovremo pagare noi.

Ma il problema ha dimensioni europee. Non vogliono dare una mano, espandere la moneta e abbassare i tassi? Non vedono che c’è troppa pressione nel pentolone? Che il coperchio un po’ bisogna alzarlo? L’Italia è un paese troppo grande: se cede, salta il coperchio e sono guai per tutti. E l’Italia, sui mercati, ha già cominciato a cedere. Se le cose vanno male, in Europa si scordino l’opzione greca, l’Italia in ginocchio, che “privatizza” (svende per due lire ai tedeschi) aziende pubbliche (magari anche qualche isola), che licenzia mezzo milione di impiegati pubblici e molti di più nel privato. A quel punto spero subentrerà un governo dignitoso che minaccerà di uscire dall’Euro (con conseguenze comunque durissime: zero illusioni!).

E allora? Forse sarà la Bce a piegarsi. Dovrà comprare titoli pubblici in grande quantità, cedendo in cambio moneta sonante. Allora sì che la moneta in giro sarà sufficiente per stimolare la crescita: anche quella dei prezzi. E’ la via neoliberista all’inflazione.