Nel giorno in cui lo spread tra i Btp italiani e i bund tedeschi a dieci anni segna il suo record, soffre Piazza Affari: l’indice Ftse Mib a un’ora dalla chiusura scivola, unico in Europa, del 3,8%. Segnali che l’Italia è sempre più considerata dai mercati “l’anello debole” dei paesi periferici dell’Unione europea. Il differenziale di rendimento tra Btp e bund sale al nuovo massimo storico, 245 punti base. Questo significa un rendimento dei nostri titoli a dieci anni del 5,36%. Questi numeri possono essere tradotti, complessivamente, in una sfiducia diffusa sulla solvibilità del nostro debito. Non siamo ai livelli della Grecia, i cui titoli di stato sono arrivati a percentuali di rendimento del 20% e ora si attestano al 17. Nemmeno a quelli di Portogallo e Irlanda, che oscillano intorno al 13%. E’ però un fatto che l’Italia sia più legata a questo gruppo (quello dei cosiddetti Pigs) piuttosto che a quello virtuoso dell’Unione europea. Lo spread della Francia, per fare un esempio, è dello 0,52% con tassi che arrivo a malapena al 3,49%.

Male i titoli bancari, Unicredit a -8% – A trascinare al ribasso la Borsa sono soprattutto i titoli bancari e assicurativi. A guidare i ribassi è Unicredit che, dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso, lascia sul terreno l’8%. Secondo rumors l’istituto di Piazza Cordusio non esclude l’ipotesi di ricapitalizzazione. Male le popolari: Bpm -6,98%, Banco Popolare perde il 6,98%. Unico titolo del paniere di riferimento positivo è Bulgari, che segna un marginale rialzo dello 0,08%.

Consob: “Monitoraggio stretto del mercato” – Un monitoraggio stretto dell’andamento di Borsa nella mattinata di oggi è stato predisposto dalla Consob. Sotto osservazione, in particolare, i titoli del settore bancario, finiti sotto pressione, ma anche FonSai. Ad una prima valutazione a caldo le nuove tensioni sulla Borsa di Milano sembrano attribuibili al contesto di incertezza che caratterizza l’attuale fase di mercato e alla conseguente iper-reazione degli operatori, considerata “probabilmente eccessiva”. Tra gli altri fattori che hanno contribuito ad amplificare i ribassi anche gli stop-loss, i meccanismi automatici di vendita che scattano al superamento di soglie predeterminate di prezzo.

Sotto pressione anche i titoli a breve – La paura di un contagio della crisi del debito nell’Eurozona continua a tenere sotto pressione anche i titoli di Stato a breve dell’Italia con il tasso del biennale salito di 10 punti base al 3,42%. Per i bond a 2 anni della Grecia si registra intanto un nuovo record con il rendimento balzato di oltre 160 punti base al 30,40% per riportarsi poco sopra il 29%. In tensione anche i titoli di Stato della Spagna: il tasso del bond decennale è salito di 6 punti base al 5,67% e lo spread con il bund si è ampliato oltre 271 punti.