La manovra, così come è, non va bene alla Lega. “Deve essere migliorata”, secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervenuto oggi a Gardone Riviera in provincia di Brescia per sottoscrivere un patto per la sicurezza dell’area del lago di Garda. Per discutere della manovra, lunedì pomeriggio il Carroccio si riunirà per stilare delle “proposte complessive, migliorative”, ha annunciato Maroni. “Del resto anche il premier Silvio Berlusconi ha detto che la manovra può essere migliorata”. A partire dal “patto di stabilità che deve essere migliorato e aggiornato e reso un po’ più intelligente di quello che è almeno nella sua applicazione, un po’ più equo”, ha spiegato Maroni. “La manovra, posti i saldi invariabili, può essere modificata già in queste ore”.

Il governo, inoltre, secondo il titolare dell’Interno, deve impegnarsi “ad ascoltare gli Enti locali e aprire il confronto e chiuderlo rapidamente. Dobbiamo fare tutto in fretta”. Anche perché, aggiunge, “dal mondo delle autonomie ci sono richieste migliorative, soprattutto sui criteri di virtuosità, quella parte che premia i Comuni che spendono bene rispetto a quelli che spendono male. Credo che il governo debba essere assolutamente disponibile”.

”Stiamo elaborando una proposta di legge per reintrodurre il potere d’ordinanza dei sindaci in materia di sicurezza nelle forme, nei limiti e nella cornice individuati dalla Corte Costituzionale”, ha infine annunciato Maroni, che ha anche aggiunto, con riferimento a questo argomento, che “è un’iniziativa legislativa che stiamo prendendo e che sarà portata al Consiglio dei ministri entro la fine di luglio”.

In merito, ha spiegato che si tratta del “cosiddetto potere d’ordinanza, previsto dall’articolo 54 del testo unico, che consentiva ai sindaci di emanare delle ordinanze anche non contingibili e urgenti per ordinare meglio la vita delle comunità da loro amministrate” e che “questa norma è stata purtroppo cassata dalla Corte Costituzionale, ma l’esperienza avuta è assolutamente positiva: centinaia e centinaia di ordinanze di sindaci di grandi città e di piccoli comuni, di ogni colore politico, dimostrano che erano, e io continuo a credere che siano, uno strumento utile per garantire maggiore sicurezza nei comuni, nelle città”.
“Non c’è motivo per cui se una cosa dà risultati positivi – ha concluso – si ritorni indietro per via di qualche cavillo. Se è un cavillo, si modifica. Se ci sono delle obiezioni relative alla Costituzione, è un altro paio di maniche, ma qui stiamo trovando la soluzione sul fronte della sicurezza”.