Sono scandalizzato e furioso. E spero in un’insurrezione della base del Pd. Quel che è successo è assurdo e grottesco.

Il dietrofront di Silvio Banderuola, sul comma che avrebbe evitato a Mediaset di pagare 750 milioni di euro di danni per lo scippo della Mondadori, ha oscurato un evento che oserei definire epocale. Il Pd ha fatto una scelta masochista che spero avrà conseguenze catastrofiche sull’attuale dirigenza. In sostanza c’è stata alla Camera una votazione sull’abolizione delle Province con il seguente risultato: voti contrari: 225, cioè quasi tutto il Pdl e la Lega. Favorevoli: 83 tra Idv, Terzo Polo e qualche cane sciolto. Astenuti: 240, praticamente il Pd intero. A causa di numerose assenze e qualche defezione il governo, invece di raccogliere i 317 voti che gli hanno dato la fiducia il 21 giugno (con 293 voti contrari), ne ha raccolti solo 225.

Il governo di Silvio Banderuola poteva quindi essere sonoramente battuto su un provvedimento che avrebbe entusiasmato gli italiani stanchi di questa Casta che taglia i servizi sociali, aumenta le tasse per i cittadini comuni e protegge gelosamente i propri privilegi ed è contemporaneamente incapace di ridurre gli sprechi e far pagare le tasse. Era un’occasione straordinaria, forse addirittura capace di far cadere il governo. Oggi persino Libero e il Giornale danno addosso al governo! Ma il Partito Democratico ha deciso per l’astensione lasciando soli Idv e centristi (Casini, Fini ecc).

Non credo serva una spaventosa cultura politica per capire che hanno fatto una boiata pazzesca! E stupisce che il Pd non abbia compreso che qualcosa è cambiato dopo le vittorie recenti di Pisapia, che non faceva parte dell’apparato del partito, di De Magistris, che si presentava contro il Pd, e dopo il risultato incredibile del Movimento 5 Stelle laddove il Pd ha presentato uomini della nomenclatura (ad esempio a Bologna). Neppure la vittoria dei referendum che il Pd aveva a lungo osteggiato, salvo accodarsi alla fine, ha fatto riflettere i dirigenti sul livello di incazzatura degli italiani e dei suoi iscritti in particolare.

Ma pare che i dirigenti dell’area Pd non abbiano compreso neppure la reale situazione economica attuale. Peraltro quando, nel 2006, strillavamo che il sistema economico stava saltando per aria ci prendevano per pazzi… Ma allora eravamo pochi a dirlo. Oggi persino la Confindustria dichiara che se non si razionalizza il sistema, non si tagliano gli sprechi e non si ridimensionano i costi del Palazzo, andiamo a sbattere molto rapidamente. E pensare che, conti alla mano, basterebbe recuperare un 10% all’anno dello sperpero colossale di risorse per far diventare l’Italia un paradiso… Uno Stato che si fa rubare più di 565 miliardi di euro all’anno non è in crisi: è una nazione di deficienti!

A questo punto tocca vedere se la base del Pd accetterà supinamente questa boiata pazzesca. Ma Bersani dovrebbe rendersi conto che, se perfino Berlusconi ha dovuto rinunciare ad alcuni suoi deliri per evitare la spaccatura del suo stesso partito, anche i leader del Pd devono piantarla di predicare bene e razzolare male. Ma forse Bersani lo ha capito… Il problema è spiegarlo ai D’Alema boys.