“No non ci sarà  nessuno stallo nelle nomine della Rai, è solo una pausa…” Chi  ha pronunciato queste parole? Il presidente Garimberti per spiegare il rinvio deciso dal Consiglio di amministrazione della Rai? La signora Lei, direttice generale, che avrebbe  il compito di proporre eventuali nomine? Un consigliere di amministrazione? Neanche per idea. Queste parole sono del ministro Romani che, da Tunisi, emulo del suo capo, ha trovato  il tempo di esternare sul bunga bunga che vorrebbero realzzare ai danni della Rai. Perchè mai il ministro Romani si occupa delle nomine? Cosa c’entra lui con la Rai e con i futuri assetti? Perché il gruppo dirigente della Rai ha fatto finta di non sentire e non ha prontamente risposta mandando a quel paese il ministro ed invitandolo a non ficcare il naso in casa d’altri?

Del resto è lo stesso ministro che, in altri tempi, aveva stilato l’elenco dei programmi sgraditi cominciando proprio con Annozero e proseguendo con tutta Rai 3, senza dimenticare Fazio, Saviano, la Dandini, la Gabanelli, Floris…  E fu  sempre lo stesso Romani che, all’epoca dell’editto bulgaro, ad infierire  non solo contro  Santoro, i Travaglio, i Luttazzi, i Freccero, ma anche e soprattutto contro Enzo Biagi.

Per queste ragioni oggi siamo sotto la Rai a chiedere la cacciata e le dimissioni non di quelli che non la pensano come noi, ma di quelli che hanno distrutto un bene comune cacciando e molestando i migliori talenti, oscurando i referendum, sbagliando  persino le date della consultazione pur di servire il padrone. Questi se ne debbono andare non perchè di destra, ma perchè incapaci e servi, traditori delle ragioni della loro azienda, curatori fallimentari di un bene che non è loro, ma è  un bene pubblico che stanno accompgnando al cimitero, con grande soddisfazione del loro cassiere che è il padrone dell’azienda concorrente.

Da domani Articolo 21, insieme a tante altre associazioni, raccoglierà  le firme non solo per mandarli a casa, ma anche a sostegno della proposta di legge elaborata dal professor Roberto Zaccaria che prevede la possibilità di consegnare ai cittadini un diritto di voto e di scelta sui futuri amministratori della Rai. Ci è sembrata una buona proposta che raccoglie l’ispirazione della legge presentata a suo tempo da Tana De Zulueta, che mette davvero fuori i governi e i partiti dalla gestione diretta, che potrebbe comunque segnare una rottura profonda con i metodi  del passato e del presente.

Il dibattito, ovviamente è aperto, ma da oggi, oltre a reclamare le sacrosante dimissioni dei censori, cominciamo anche a proporrre un metodo che riconsegni, anzi consegni  l’azienda, come ha detto Michele Santoro, non solo ai cittadini che pagano un canone, ma anche ai miglior talenti professionali, quelli che davvero sanno fare la tv e che, proprio per questo, potrebbe far piangere anche e soprattutto il Berlusconi monopolista e la sua cassa!