De Laurentis continua a rassicurare i tifosi, e giura che con il calcioscommesse il Napoli non c’entra nulla. Eppure, stavolta sembra che la mannaia dello scandalo che sta scuotendo lo sport più amato dagli italiani rischi di colpire, e duramente, la squadra partenopea. Secondo le ultime notizie, infatti, nel mirino degli inquirenti della Procura di Napoli non c’è solo Napoli-Parma, gara segnalata già da tempo come sospetta dai Carabinieri, ma anche altre due partite disputate dagli azzurri. In particolare, la squadra mobile partenopea ha appena avuto l’incarico di acquisire i filmati relativi a Sampdoria-Napoli, ultima partita della stagione 2009-2010, uno a zero per i blucerchiati, e Lecce-Napoli dell’8 maggio scorso, finita con un rocambolesco 2 a 1 per i padroni di casa.

Attualmente, non ci sarebbero elementi per definire truccate le partite in questione, ma solo curiose analogie, in particolare nelle gare con Parma e Lecce. In entrambi i casi gli azzurri persero nei minuti finali poco dopo essere rimasti in dieci per l’espulsione di un attaccante. E in tutte e due le occasioni i giocatori furono duramente attaccati a fine partita dal patron partenopeo.

Per ora, comunque, nulla sarebbe provato. E che il Napoli possa, allo stato attuale, essere coinvolto nello scandalo scommesse lo esclude anche Giovandomenico Lepore, procuratore di Napoli, che oggi è intervenuto sulla questione ricordando che “per cambiare il risultato di una partita c’è bisogno dell’accordo di tante persone come giocatori, allenatori, arbitri e così via e noi non sappiamo ancora il meccanismo tramite il quale il travisamento dei risultati sia avvenuto”. Eppure, lo stesso capo della Procura partenopea lascia spazio a clamorosi colpi di scena che potrebbero arrivare nelle prossime ore: “Siamo all’inizio delle indagini – ha detto – ma penso che verranno fuori molte cose”.

Quel che è certo è che per la Napoli calcistica, oggi, è stata una giornata convulsa, cominciata con la visita in Comune del patron della squadra. Oggetto dell’incontro con il neosindaco: lo stadio San Paolo, anche se c’è da scommettere che i due abbiano parlato anche delle indagini che riguardano la squadra. Lo dimostrano i toni decisamente più leggeri con cui, a margine dell’incontro, De Magistris ha affrontato la questione. Se fino a ieri si chiedeva come fosse possibile che il figlio di Salvatore Lo Russo, superboss degli scissionisti, avesse potuto tranquillamente assistere a bordo campo a una partita del Napoli, oggi il Sindaco ha assicurato che lavorerà d’intesa con De Laurentiis per trovare le “soluzioni migliori per evitare qualsiasi tipo di situazione spiacevole” e per creare le condizioni “affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e serenità come è giusto che sia”. Obiettivo condiviso dal Presidente, che però ha anche ricordato come non sia compito del Napoli “verificare la fedina penale di tutti quelli che entrano, altrimenti dovremmo anche investigare, e non solo sui frequentatori dello stadio”. Tutto vero. Eppure, prima di oggi, i boss a bordocampo travestiti da giardinieri non si erano mai visti.