“Caro Calderoli, raramente mi è capitato di avere a che fare con una persona confusa e in malafede come lei, ma ormai non mi stupisco più di nulla. Sa che le dico? La querela la faccio io. E le chiederò anche i danni per le troppe interviste che generosamente le abbiamo fatto in questi anni”. La seccata replica rivolta al ministro della Semplificazione è firmata Ferruccio de Bortoli. E’ la prima volta che un direttore si trova a dover minacciare di querelare un ministro per difendere il lavoro del proprio giornale. Tutto è infatti nato da un’intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano di via Solferino, in cui Roberto Calderoli annunciava l’intenzione di voler trasferire da Roma oltre ai ministeri anche la Presidenza della Repubblica. Il Quirinale, per intenderci, Giorgio Napolitano. Non una dichiarazione di poco conto. Considerate inoltre le polemiche scaturite dall’impegno che Silvio Berlusconi ha preso con la Lega di trasferire alcuni ministeri a Milano appena due settimane fa.

Così l’intervista finisce in prima pagina. Ma Calderoli stamani ci ripensa e smentisce. “Per un’incomprensione telefonica con il giornalista che mi ha intervistato – dice Calderoli – la mia frase ‘non voglio spostare da Roma la presidenza della Repubblica’ è stata erroneamente tradotta in ‘voglio spostarla'”. Una smentita molto cortese, di fatto. Ma il Corriere della Sera risponde con una nota firmata dalla direzione: “Sorge un dubbio. Il Calderoli che oggi smentisce di aver detto di voler spostare la sede del Quirinale è lo stesso che ieri, parlando con il giornalista Marco Cremonesi, ha ribadito più volte la sua opinione, vincendo la comprensibile incredulità dell’intervistatore?”.  Ancora: “Capiamo – prosegue la nota – che l’esponente della Lega abbia passato una brutta mattinata o forse la notte gli ha restituito qualche grano (padano) di saggezza. Come ministro ha semplificato poco le leggi italiane, ma in compenso si è spesso complicato la vita”.

La reazione di Calderoli non si è fatta aspettare. Ed è arrivata con la minaccia di querela. “La nota diramata dalla direzione del Corriere della Sera, direzione che come sempre non ha un nome e cognome assomiglia più a un comunicato stampa emesso da un centro sociale. Io, ieri, non sono stato intervistato dalla direzione del Corriere della Sera ma dal giornalista Marco Cremonesi, con il quale ho già chiarito l’equivoco sorto nel corso dell’intervista telefonica. A questo punto – continua Calderoli – se i modi civili, che si utilizzano tra persone perbene, non bastano per dirimere la questione, non mi resterà che rivolgermi alle sedi competenti per avere giustizia e in quelle sedi i signori della direzione dovranno fornire la registrazione telefonica della suddetta intervista, da cui emergerà chiaramente che il grano di saggezza manca soprattutto nei vertici del quotidiano di via Solferino ovvero ai poteri forti che a breve si spera diventino poteri morti?”. De Bortoli non ha gradito. E ha risposto minacciando querela: “Calderoli – ha detto – è in malafede”.