Mentre scrivo, a seggi aperti, appare improbabile che la Moratti possa passare al primo turno come fu nel 2006
e come fu per Albertini nel 2001.

E’ invece significativa la probabilità che le liste collegate alla Moratti possano raggiungere il 50% dei voti.
Si tratta di un totale diverso su cui si calcolano le percentuali. Ovvero il totale dei soli voti di lista.

Questo accadrebbe, se accadrà, soltanto per un motivo: e cioè perché tradizionalmente molti elettori
di centrosinistra votano solo per il sindaco. O anche perché questo lo potrebbero fare gli elettori di 5 Stelle o del Terzo Polo, potrebbero votare solo il loro candidato sindaco astenenendosi dal voto di lista.

Se questo dovesse accadere si andrebbe al ballottaggio con uno squilibrio netto.
Ovvero la destra si sarebbe garantita comunque una sia pur risicata metà del consiglio comunale e per legge non potrebbe più scattare il premio di maggioranza al centrosinistra, nemmeno se vincesse il ballottaggio.
Mentre se la Moratti vincesse il ballottaggio scatterebbe per il centrodestra il premio di maggioranza in ogni caso.

Ecco perchè il voto di lista per il Consiglio comunale non è una semplice opzione in più ma una necessità assoluta
per chi vuole evitare che torni il centrodestra a Palazzo Marino. Se qualcuno non sa che lista scegliere tiri a sorte. Ma chi si astiene  dal voto di lista favorisce il centrodestra.