Silvio Berlusconi for President ad America 2012? Non proprio lui, perché la Costituzione glielo vieta non essendo nato inAmerica – avvertite il sospiro di sollievo di 330 milioni di cittadini statunitensi? -, ma una sorta di suo “alter ego”: il miliardario dell’immobiliare a vocazione televisiva Donald Trump, che avrebbe ambizioni presidenziali, o come candidato repubblicano, o come portabandiera indipendente d’una improbabile Terza Via Usa.

Il New York Times prova a esorcizzare l’ipotesi, che considera una iattura e, per stroncare sul nascere ogni velleità del biondo Donald, paragona il magnate americano al premier italiano. In un commento al vetriolo, l’opinionista Timothy Egan definisce Donald e Silvio “individui volgari” e constata una stanchezza generale negli Stati Uniti per le piazzate di Trump (ma questo, come dimostra il caso di Mr B in Italia, non basta asventare la minaccia).

Secondo Egan, le somiglianze tra Trump e Berlusconi, il premier italiano rimasto in carica più tempo di qualsiasi altro leader dall’epoca di Mussolini, sono “irresistibili”. Eccone alcune: Berlusconi ha capelli trapiantati, Trump un costoso toupet; Berlusconi offende le donne, Trump ne ha chiamato una “grasso maiale” (la conduttrice televisiva Rosie O’ Donnell). Berlusconi ha portato i sexy show sulla tv italiana. Trump ha un “ridicolo” reality show nel quale fa se stesso, l’imprenditore cattivo. Egan, però, avverte che c’è una fetta di popolazione “stranamente estasiata” dai due: “Che cosa dobbiamo pensare – si chiede, e noi con lui – della gente che li sceglie?.

Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2011