Scontri No Tav in Val di Susa, Meloni: “Lo Stato non si piega”. M5s: “Si danneggia una giusta battaglia”
Condanna unanime della politica agli scontri tra manifestanti e polizia durante la marcia No Tav in Valle di Susa. Immediate le reazioni degli esponenti del centrodestra, che hanno addossato la responsabilità morale delle violenze alla sinistra. La premier Giorgia Meloni sui social ha scritto che chi agisce come gli antagonisti No Tav “non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato, che non si piegherà”. Per Matteo Salvini gli scontri sono “i frutti avvelenati e violenti di una sinistra che da troppo tempo alimenta odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine e chi indossa una divisa”. Mentre Maurizio Gasparri parla dei No Tav come di “criminali”. La reazione più dura però arriva dal vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che accusa la sinistra di essere “connivente” con gli antagonisti, “da Bologna alla Val di Susa”. Per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “è la conferma della volontà, da parte di qualcuno, di dare luogo ad un’escalation”.
A dire il vero, le reazioni di condanna da parte della sinistra e dei partiti d’opposizione sono arrivate. Prima fra tutte quella di Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. “La difesa del territorio, dell’ambiente e dei diritti delle comunità si afferma con la mobilitazione democratica e con la non violenza. Chi usa la violenza danneggia tutti noi”, ha dichiarato, condannando e respingendo con fermezza gli scontri della Val di Susa. Così hanno fatto anche Chiara Appendino, Antonino Iaria ed Elisa Pirro, parlamentari del Movimento 5 Stelle, in una nota congiunta: “Esprimiamo vicinanza agli agenti feriti e condanniamo ogni atto contro le forze dell’ordine avvenuto in Val di Susa. Chi compie violenze non manifesta, delinque. E sposta l’attenzione dall’inutilità di un’opera dai costi fuori controllo, con conseguente spreco di denaro pubblico. Un giorno di scontri serve a non parlare dei 14,7 miliardi di euro di costo, dell’aumento del 127% rispetto alle stime iniziali secondo la Corte dei conti europea, del fatto che sul versante italiano non è ancora stato scavato un metro di tunnel di base con la fresa”, affermano.
Dal Partito Democratico, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo rifiuta le violenze ma ribadisce il diritto a manifestare il dissenso: “I pesanti danneggiamenti avvenuti durante la manifestazione No Tav in Valle di Susa meritano una condanna ferma e senza alcuna ambiguità” ma “il diritto di manifestare e di esprimere il proprio dissenso è un valore fondamentale della nostra democrazia e merita sempre piena tutela“. “Aggressioni, lanci di pietre e bombe carta, incendi e atti vandalici contro cantieri e forze dell’ordine – afferma Lo Russo – sono inaccettabili e compromettono la sicurezza delle persone e il confronto democratico. Esprimo piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli investigatori per l’accertamento delle responsabilità”.