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No Tav, centinaia di attivisti incappucciati assaltano i cantieri. Coisp: “Almeno 60 feriti e quattro mezzi delle forze dell’ordine in fiamme”

Pietre, bombe carta e razzi sparati con mortai artigianali contro gli agenti schierati a protezione dei cantieri, i quali hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Chiusa per ore l'autostrada A32 e interrotta la circolazione ferroviaria nella zona
No Tav, centinaia di attivisti incappucciati assaltano i cantieri. Coisp: “Almeno 60 feriti e quattro mezzi delle forze dell’ordine in fiamme”
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Scontri tra manifestanti e polizia durante la marcia No Tav in Valle di Susa, nel Torinese, presso il cantiere di San Didero e di Chiomonte. Alcune centinaia di attivisti hanno lanciato pietre, bombe carta e sparato razzi con mortai artigianali contro gli agenti schierati a protezione dei siti. Quattro mezzi delle forze dell’ordine sono stati date alle fiamme e il sindacato di polizia Coisp denuncia almeno 60 feriti tra gli agenti. Gli antagonisti erano tutti vestiti di nero e indossavano caschi e maschere antigas. Alcuni hanno aperto degli ombrelli nel tentativo di non farsi individuare dai droni usati dalle forze dell’ordine per filmare quanto accadeva. Dopo oltre un’ora gli agenti hanno respinto gli assalti con lacrimogeni e idranti e gli attivisti si sono ritirati nei boschi.

La marcia verso i “cantieri della devastazione”, come era stata denominata, era partita nel primo pomeriggio da Venaus. Secondo gli organizzatori, il corteo, che poi si è diviso in vari spezzoni, era composto da 20mila partecipanti. Chiusa per ore l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Mentre a Bruzolo è stata interrotta la circolazione ferroviaria per la presenza di manifestanti sui binari.

Il gruppo di oltre cinquecento incappucciati appartenenti all’area antagonista, nel quale sarebbero presenti anche degli stranieri, in particolare francesi, si è riunito al presidio dei Mulini. Da qui, attraverso sentieri, ha raggiunto il cantiere di Chiomonte in Val Clarea, da anni al centro degli scontri tra il movimento No Tav, che si oppone al progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, e i militari che presidiano il sito. Prima della manifestazione erano stati sequestrati dalle forze dell’ordine alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. E alcuni cittadini francesi arrivati in Piemonte erano stati sottoposti all’allontanamento immediato dal territorio dello Stato, per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

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