Si allargano le proteste nel mondo arabo. Le piazze calde ora sono in Siria, Yemen e Giordania. Dove migliaia di persone scendono in strada per chiedere riforme e la polizia interviene con l’uso della forza per reprimere le manifestazioni. Si replica così quanto nelle settimane scorse è avvenuto in Tunisia, Algeria, Egitto, Libia e Bahrein.

Siria – Gli scontri di ieri tra polizia e manifestanti  in Siria continuano a fare vittime. Secondo la tv satellitare al Arabiya è di 30 morti il bilancio degli scontri avvenuti oggi in diverse città della Siria. Manifestazioni contro il governo si sono registrate in più di 10 città del paese, anche se violenti scontri sono avvenuti nella città di Samnin, dove si contano almeno 20 morti, a Daraa, dove sono morte almeno due persone, a Damasco dove la polizia ha arrestato una decina di manifestanti, e a Latakia, porto della Siria nord-occidentale. Gli attivisti siriani accusano la polizia di aver represso le manifestazioni anti-governative e di aver aperto il fuoco a Samnin e Daraa. Sono scesi in piazza oggi nelle stesse città anche migliaia di sostenitori del regime di Bashar al-Assad.

Le forze di sicurezza, secondo alcune associazioni per i diritti umani, hanno aperto il fuoco contro i manifestanti che hanno tentato di raggiungere Daraa, città a sud del Paese dove da giorni i militanti anti regime chiedono riforme e ieri hanno denunciato che almeno 100 persone sono finora rimaste uccise a causa della repressione. Da mercoledì scorso intorno a Daraa è stato creato un cordone di sicurezza dell’esercito con posti di blocco e meticolosi controlli su chiunque voglia entrare. Oggi centinaia di siriani stanno cercando di raggiungere Daraa “in sostegno della città assediata”. I manifestanti all’interno della città, secondo la Reuters, hanno appiccato il fuoco alla statua dell’ex presidente Hafez al Assad nella piazza di Deraa.

Ormai le proteste non interessano solo il sud del Paese. Circa duecento persone stanno sfilando in strada nel centro della capitale Damasco, dove, secondo testimoni oculari citati dalla tv panaraba al Arabiya, decine di persone sono state arrestate dalle forze di sicurezza. Stamattina migliaia di siriani hanno sfilato a Homs, città 180 km a nord di Damasco e luogo di nascita della first lady Assam al Assad, scandendo slogan “per la libertà”. Lo si vede in un video diffuso poco fa su Internet dal canale “ShamsNN” che trasmette su Youtube.

Ieri il presidente Bashar al Assad, per cercare di placare le proteste, ha dato ordine a una speciale commissione di preparare un piano di riforme, tra cui l’intervento contro la corruzione, l’innalzamento dei salari dei dipendenti pubblici, la distribuzione di sussidi in ambito sanitario e la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani.

Yemen – L’esercito yemenita ha sparato oggi colpi in aria nella capitale Sanaa per tenere a distanza manifestanti, sia sostenitori del presidente Ali Abdullah Saleh che dimostranti anti regime, entrambe le fazioni scese in strada numerose.

”Le proteste anti governative non aiutano il Paese”, ha detto il presidente Saleh, rivolgendosi oggi in piazza a una folla di decine di migliaia di suoi sostenitori. “Lasceremo il potere, ma in mani sicure. Siamo contro l’esplosione anche di un singolo colpo e quando forniremo delle concessioni lo faremo per assicurare che non ci sia spargimento di sangue”. In una distinta manifestazione si è riunita un’altrettanto numerosa folla di dimostranti per una nuova giornata di mobilitazione in cui si chiede l’uscita di scena del presidente Saleh, al potere da 32 anni. Le proteste anti regime, che durano da settimane, sono state segnate da violenze crescenti. Venerdì scorso circa 50 persone sono state uccise da colpi d’arma da fuoco a Sanaa. Saleh si è detto pronto a lasciare il potere entro un anno, ma i dimostranti chiedono le sue dimissioni immediate. L’opposizione chiede anche una nuova costituzione, le dimissioni del governo e lo scioglimento dei servizi di sicurezza interna. Un corrispondente della Bbc riferisce che le ambasciate stanno evacuando il loro personale e che i voli per lasciare la capitale sono pieni.

Intanto, secondo France Presse, sono fallite le trattative avviate nelle ultime 48 ore fra il presidente Saleh e un alto ufficiale passato all’opposizione, il genelarle Mohsen Ali al Ahmar.

Giordania – Centinaia di persone sono rimaste ferite oggi negli scontri di piazza ad Amman, la capitale della Giordania. Lo riferisce la emittente araba Al Arabiya. I dimostranti sarebbero stati attaccati da gruppi di ‘picchiatori’, inviati sul posto dal Governo.

Già ieri in tarda serata i manifestanti erano stati attaccati da un gruppo di lealisti che hanno provocato il ferimento di una trentina di persone del gruppo ‘giovani del 24 marzo’ che raccoglie rappresentanti di diverse tendenze, compresi islamici. Centinaia di giovani si erano radunati in piazza ‘Jamal Abdel Nasser’ chiedendo al regime giordano “riforme” e di “giudicare” i suoi dirigenti corrotti. Poi, con il calare della notte, la polizia ha tentato di disperderli, quindi ha tagliato l’elettricità permettendo così ad una cinquantina di lealisti di attaccarli lanciando pietre, mentre la polizia non è intervenuta, stando a quanto riferito da testimoni.