Ora lo sappiamo, l’inutilità è al potere. Un caso tra tutti: un certo Franco Frattini.

Chi è costui? A Roma dicono che sia un ministro ed in effetti, in tale veste, ha pochi giorni or sono risposto a un’interrogazione parlamentare su un fatto di nessuna novità e di poco conto, proveniente da uno staterello dal nome di una santa. In realtà è un ottimo sciatore, tanto è vero che alterna inutili viaggi a Bruxelles per conto del nostro governo a mirabolanti discese tra le montagne di casa nostra.

Raffinato cultore del nulla, si ostina ad avere una sua originale idea sul mestiere del ministro degli Esteri che potrebbe allontanare il nostro paese dai grandi e catapultarlo tra i nani. Ha così escogitato e individuato nella figura del caratterista e spalla di altri la propria vocazione. Ed in tale veste non deve stupire se gli Stati Uniti, con la loro tradizione cinematografica, sono l’unica nazione ad avere intuito la grandezza di questo “secondario dello spettacolo”. Considerato un mero portaordini dall’America, il nostro è noto per non esserci mai nei momenti che contano.

Scoppia un enorme casino in un paese dell’Europa orientale, siate certi che lui è alle Maldive a contare noci di cocco, facendo ritorno in Italia solamente dopo avere portato a termine questa importante missione. L’africa settentrionale e alcuni paesi arabi si stanno ribellando ai loro despoti e Franchetto scia spensierato osservando con lo sguardo profondo la maestosità delle nostre cime innevate, rallegrandosi, al tempo stesso, di quanto sia bella la sua pettinatura.

Un suo autonomo pensiero sull’Oriente sfugge anche ai più fedeli collaboratori e lui, si teme, si è lasciato sfuggire anche un pensiero sull’Occidente. Consapevole di questa ultima verità, Franco lentamente si annulla. Timoroso di dare un timido segno di vita e indurre all’erronea convinzione che l’Italia pensi qualche cosa di ciò che succede nel mondo, Frattini ha fatto la scelta più difficile per un politico ambizioso: tacere, su tutto e di tutto.