E’ questione di giorni. La Lega è pronta ad accordarsi con Fli, portavoce anche per Udc e Api, per portare il paese a elezioni anticipate. I vertici del Carroccio sono convinti che Berlusconi non riuscirà questa volta a uscire indenne dall’ennesimo scandalo. Ma prima deve essere approvato il federalismo, per questo l’accordo con Fli potrebbe essere trovato già in settimana, così da ottenere il voto favorevole nelle commissioni bilancio e bicamerale alla riforma principe della Lega Nord.

Berlusconi di fatto è rimasto solo. Tolti i soliti “sodali”, da Ignazio La Russa a Daniela Santanché, aumentano nel Pdl le file degli esponenti politici che sfuggono ai commenti. E il messaggio di solidarietà arrivato da Giulio Tremonti, indicato come unico premier possibile in caso di esecutivo tecnico, suona più come un epitaffio all’attuale governo che come un sostegno. “E’ stato e sarà sempre un onore e una ragione di orgoglio far parte di questo governo e rappresentarlo all’estero”, ha detto il titolare del tesoro, poco dopo la richiesta arrivata dal Quirinale a fare chiarezza.

Berlusconi è stato prima messo sotto accusa dal quotidiano dei Vescovi, poi anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una nota si è detto “ben consapevole del turbamento dell’opinione pubblica dinanzi alla contestazione – da parte della Procura della Repubblica di Milano al Presidente del Consiglio – di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d’indagine”. Come si legge nella nota, il Capo dello Stato non vuole interferire “nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal premier, dal governo e dalle forze parlamentari”, ma auspica “che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto a una compiuta verifica delle risultanze investigative”.

La difesa del capo a tutti i costi ha cominciato ad avere delle incrinature da ieri, appena è cominciato a trapelare il contenuto negli atti della procura di Milano. Dal silenzio dei suoi, anche fedelissimi, agli editoriali di alcuni quotidiani di famiglia, l’impressione è che all’interno del Popolo delle libertà sia iniziata la grande fuga. E le posizioni dei vari Cicchito (“Si sta realizzando un blitz militare contro Berlusconi”) e Stracquadanio (“Siete dei maniaci persecutori ossessionati dall’antiberlusconismo”) si fanno via via sempre più isolate.

L’attacco più duro però arriva dal fronte cattolico direttamente dalle colonne di Avvenire. “Anche solo l’idea che un uomo che siede al vertice delle istituzioni dello Stato sia implicato in storie di prostituzione e, peggio ancora, di prostituzione minorile ferisce e sconvolge”, scrive Marco Tarquinio, direttore del quotidiano dei vescovi, che affida il suo richiamo alla sobrietà direttamente alle parole che il Cardinale Bagnasco pronunciò a settembre: “In qualunque campo, quando si ricoprono incarichi di visibilità, il contegno è indivisibile dal ruolo”. Avvenire chiede quindi una conclusione rapida della vicenda. “A noi italiani è dovuto almeno questo: un’uscita rapida da questo irrespirabile polverone. E ognuno deve fare per intero la propria parte perchè questo avvenga con tutta l’indispensabile pulizia agli occhi dell’Italia e del mondo”. Anche Maurizio Belpietro dalle colonne del quotidiano Libero attacca il premier. “Berlusconi sembra essere con le spalle al muro. L’apertura delle udienze e la sfilata dei testimoni in un’aula di tribunale, con il Cavaliere costretto a discolparsi di fronte alle toghe, segnerebbero la vittoria dei magistrati e una sua inevitabile condanna politica”, scrive il direttore. “Un colpo micidiale dal quale sarebbe difficile riprendersi”.

In attesa di capire meglio quali saranno i risvolti politici di questa ennesima bufera giudiziaria, al momento nessuno pare in grado di capire come finirà questa storia. Il primo dato da registrare è il silenzio di alcuni ministri di spicco del governo Berlusconi, a cominciare dal titolare dell’Economia Giulio Tremonti che, come scrive Paola di Caro sul Corriere della Sera, preferisce parlare di “politica alta sull’Osservatore Romano”. Un’altro colpo al Cavaliere lo assesta il sindaco di Milano, Letizia Moratti che confessa “come donna di sentirsi amareggiata”, anche se in seguito è costretta a una clamorosa marcia indietro affidando il suo pensiero a una nota: “Sono costernata nel vedere riportare su un quotidiano di oggi una mia dichiarazione sulla prostituzione, rilasciata ieri pomeriggio a margine di un convegno dedicato alle donne, decontestualizzata, manipolata e strumentalizzata per fini politici, per attaccare il capo del Governo al quale esprimo la mia vicinanza e solidarietà personale e politica”. Se il primo cittadino del capoluogo lombardo annuncia che sarà in piazza con il Pdl “a sostegno del presidente Berlusconi e dell’azione di Governo”, sempre da Milano arriva un’altra bordata per Berlusconi. A parlare è il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni che, annunciando di seguire con molta attenzione il caso del suo consigliere comunale Nicole Minetti (indagata per favoreggiamento della prostituzione minorile), dice: “Ciò che sta venendo a galla non è confortante ma si tratta di accompagnare alla malinconia per quello che sta succedendo il rispetto del diritto alla privacy”.

Ecco le prime immagini di Berlusconi dopo il caso Ruby, girate oggi a Roma: