Un provvedimento bipartisan a favore dei cervelli in fuga. Per favorire il loro rientro in Italia. L’aula del Senato ha approvato definitivamente la legge, con il solo voto contrario di Fli e l’astensione dei Radicali. I cittadini Ue, nati dopo il primo gennaio 1969, laureati e con almeno due anni di residenza nel nostro Paese, una volta ritornati a lavorare in Italia otterranno fino al 31 dicembre 2013 uno sconto fiscale dell’80% se donne e del 70% se uomini. I benefici decadranno se il lavoratore non resterà in Italia almeno cinque anni. In questo caso, lo Stato provvederà al recupero dei benefici già fruiti, con applicazione delle relative sanzioni ed interessi.

“Sono felice che la legge sia stata approvata con una convergenza ampia e soprattutto il giorno dopo l’incontro del Presidente della Repubblica Napolitano con gli studenti. E’ un segnale sulla questione giovanile dirimente e sulla fuga dei giovani dall’Italia”, commenta il vicesegretario del Pd Enrico Letta, primo firmatario della proposta di legge insieme a Stefano Saglia (Pdl), Silvano Moffa (gruppo Misto). “Abbiamo voluto privilegiare le donne – continua Letta – perché i dati sull’occupazione femminile sono drammatici”.

Per Mario Ferrara (Pdl), “l’entusiasmo delle giovani generazioni significa migliorare le condizioni di sviluppo del Paese”. Mario Baldassarri (Fli) spiega le ragioni del voto contrario di Futuro e libertà a questo provvedimento, che è “un manifesto demagogico che non produrrà effetti, se non per pochi furbacchioni privilegiati”. La radicale Donatella Poretti pone invece il dubbio sulla legittimità “di una discriminazione fiscale fra uomini e donne”.