Il giorno dopo l’occupazione di alcuni luoghi simbolo delle città italiane – il Colosseo, la Mole Antonelliana e la Torre di Pisa – gli studenti tornano in piazza per protetsare contro il disegno di legge Gelmini. A Venezia per circa dieci minuti, i manifestanti hanno occupato la balconata centrale della Basilica di San Marco riuscendo ad affacciarsi per gridare slogan contro la riforma. A Napoli le proteste dei disoccupati si sommano a  quelle degli studenti.

Intanto, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini usa un mezzo molto popolatre tra i giovani, il canale Youtube, per lanciare loro il suo messaggio: “Ragazzi questa riforma vuole aiutarvi, non danneggiarvi”. Rivolgendosi direttamente agli studenti che in questi giorni stanno protestando in tutta Italia contro il riordino del sistema universitario, il ministro afferma: “Non vi fate strumentalizzare dai baroni e dai centri sociali. Questo ddl mette voi al centro, non c’è un solo punto del provvedimento che possa danneggiarvi – assicura Gelmini – E’ per voi, per eliminare privilegi e sprechi, per spazzare via i concorsi-truffa, le parentopoli”.
Per il ministro “bisogna avere il coraggio di fare le riforme”. “Io – dice – mi sono assunta questa responsabilità e non ho intenzione di tornare indietro. Voglio che l’Italia abbia questa riforma, che i nostri atenei non si piazzino più agli ultimi posti delle classifiche internazionali”. Sulla questione delle risorse ribadisce ancora una volta che “non è vero che i soldi sono stati pochi. Purtroppo sono stati spesi male per finanziare corsi inutili, sedi distaccate di cui si poteva benissimo fare a meno, iniziative che sono servite a qualcuno ma non certo agli studenti”. ”La riforma è positiva Fli la voterà”, ha dichiarato il leader di Fli, Gianfranco Fini, incontrando i ‘Magnifici Cento’, il movimento della società civile di Giuseppe Consolo.

Gli studenti rispondono al ministro sempre attraverso Youtube: “Non ci piacciono le video lettere e non ci piace farci manipolare da niente e da nessuno – esordisce un esponente del Coordinamento universitario – Smettiamola con questa storia delle strumentalizzazioni”. Gli studenti lamentano la “mancanza di confronto” e rivendicano: “Abbiamo studiato bene la riforma, siamo scesi in piazza senza ricevere mai alcuna attenzione”. Il video vuole rispondere all’ accusa di “essere vittime di strumentalizzazioni”.  Secondo i manifestanti, “gli unici che sono d’accordo con la riforma sono Confindustria e i rettori”. Perché? Perché “la riforma aumenta i poteri dei rettori, restringe gli spazi di democrazia, riduce la possibilità per gli studenti di intervenire nella trattativa che li vede protagonisti”. Il rischio è quello di “veder passare sulle nostre teste ciò che ci riguarda come l’aumento delle tasse”. La conclusione della risposta al ministro è amara: “In questo paese non si ha la possibilità di costruirsi un futuro”. Per gli studenti, “la piazzaè il luogo di costruzione dell’alternativa alla fuga dall’Italia”. “Non sappiamo se lei si fa manovrare – concludono gli studenti rivolgendosi direttamente al ministro – di sicuro quelli che si fanno manipolare non siamo noi. Arrivederci a martedì in piazza caro Ministro”.

Anche oggi è stata una giornata di manifestazioni, cortei e proteste in molte città italiane.

Venezia – Per una decina di minuti, circa quaranta studenti hanno preso possesso della balconata centrale della Basilica di San Marco a Venezia. I giovani, sono usciti dalla chiesa, controllati da polizia e carabinieri, e si sono allontanati dalla piazza. Tutto si è svolto pacificamente. La manifestazione ha destato curiosità tra i non molti turisti presenti  in città.

Napoli – Forti misure di sicurezza e reparti della celere e dei carabinieri sono schierati in assetto antisommossa attorno a piazza del Plebiscito, nei pressi della prefettura, dove è atteso l’arrivo del premier Silvio Berlusconi Le forze dell’ordine hanno transennato le piazze che fanno angolo con la prefettura. Poco fa la polizia ha allontanato un gruppo di Precari bros, disoccupati che hanno partecipato ad un corso formazione, mai approdato a un reale lavoro. In arrivo, da piazza del Gesù un altro corteo di disoccupati dei Banchi Nuovi, a cui si sono uniti studenti dell’istituto universitario Orientale occupato e delle altre università.

Torino – I ricercatori torinesi sono scesi dal tetto di Palazzo Nuovo, sede della facoltà’ umanistiche, dove erano saliti martedì scorso in segno di protesta contro il ddl Gelmini. La decisione è stata presa dopo quello che i ricercatori definiscono un “risultato importante” e cioé il fatto che il governo ieri sia stato battuto su un emendamento e che il ddl sia stato rinviato a martedì prossimo. “I ricercatori, e con loro studenti, professori e precari” – scrivono i ricercatori della Rete29 aprile in un comunicato – chiedono il ritiro della proposta di legge del ministro Gelmini che non risolve i problemi, ma, al contrario, penalizza le potenzialità presenti negli Atenei italiani. I tre giorni di mobilitazione nell’Ateneo torinese hanno richiamato sul tetto personaggi del cinema e molte televisioni da tutta Italia che hanno raccontato le ragioni della protesta dei ricercatori. Gianni Amelio, direttore del Torino Film Festival ieri pomeriggio ha raggiunto i manifestanti sul tetto di Palazzo Nuovo. Nella serata, Davide Ferrario e Enrico Verra hanno realizzato una spettacolare proiezione di video e foto della protesta, sulla cupola della Mole Antonelliana. Ferrario ha anche realizzato un breve documentario che sta circolando on line. Le iniziative, annunciano i ricercatori, continueranno comunque nei prosssimi giorni a Torino, come in altre citta’ italiane, “per sollecitare i parlamentari a bloccare il disegno di legge sull’Università.
Nella serata di oggi alcuni studenti  ha protestato davanti al Teatro Regio in piazza Castello a Torino, dove si tiene l’inaugurazione del Torino Film Festival. Gli studenti hanno uno striscione con la scritta “Siamo tutti indisponibili” e gridano lo slogan “Dalla cultura all’università, contro i tagli blocchiamo la città”. Una delegazione ha incontrato Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino e il Gianni Amelio. E’ stato deciso che due ragazzi saliranno sul palco, prima dell’inizio della proiezione del film d’apertura del Festival, per illustrare le ragioni della loro protesta. Tra i partecipanti all’incontro con Amelio c’era Rubina Affronte, la ragazza che lo scorso settembre lanciò un fumogeno contro il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, durante la festa del Pd in piazza Castello a Torino.

Firenze – Dopo gli scontri di ieri tra polizia e studenti contrari alla presenza di Daniela Santanché in ateneo per un convegno sull’immigrazione, l’università di Firenze rinvia lacerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. La decisione è stata annunciata oggi dal rettore Alberto Tesi durante la seduta del Consiglio di amministrazione. “Ritengo che nell’attuale difficile contesto – ha detto – non ci siano le condizioni per svolgere l’inaugurazione dell’anno accademico, che è rinviata a data da destinarsi. L’evoluzione del dibattito parlamentare sulla riforma dell’Università – ha continuato il rettore – ci induce a rinviare questo momento di celebrazione, tenendo conto della viva preoccupazione dell’intera comunità universitaria per l’incertezza circa le prospettive del sistema accademico italiano”.
La cerimonia era prevista per il prossimo venerdì 3 dicembre, a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento

Catania – Circa 200 studenti universitari hanno occupato questa mattina i locali della facoltà di Scienze Politiche per protestare contro il disegno di legge Gelmini. Gli studenti avevano dapprima organizzato un’ assemblea e avevano bloccato un incrocio: “Con la nostra iniziativa – ha detto il coordinatore dell’Unione universitari (Udu) di Catania, Fabio Tasinato – vogliamo dimostrare che sono gli studenti che non vogliono il disegno di legge e che la sua approvazione non è esclusivamente legata ai parlamentari di maggioranza o meno, ma è l’intero corpo studentesco che contesta alla base l’intera impalcatura della riforma”.“I locali della facoltà – ha concluso il coordinatore dell’Udu – resteranno occupati fino alla votazione del disegno di legge alla Camera, sperando di riuscire a bloccarlo

Perugia – A Perugia proseguono le manifestazioni di protesta contro il ddl Gelmini. Dopo l’occupazione della facoltà di Lettere e filosofia di ieri, ora è stato occupato il collegio di Agraria del capoluogo umbro.