La corsa all’oro della Colombia ha un lato tutt’altro che splendente: l’inquinamento da mercurio. Il metallo liquido, infatti, viene usato dai minatori per estrarre l’oro e che, inevitabilmente, viene disperso nell’ambiente, arrivando dritto alle città più vicine, a spese dei minatori e degli abitanti. Soprattutto dei bambini.

Non sono briciole: ogni anno vengono perse dalle 50 alle 100 tonnellate durante il processo di estrazione. Cifra che trasforma la Colombia in uno dei più grandi inquinatori di mercurio al mondo. E la tendenza va sempre peggiorando: con l’aumento dei prezzi dell’oro, i minatori sono spinti a estrarre sempre più, e il mercurio è il metodo più semplice ed economico per farlo.

Nel periodo compreso fra gennaio e maggio di quest’anno la produzione di oro nello stato sudamericano è cresciuta del 33%, ovvero cinque tonnellate in più rispetto alla produzione nello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo i dati del ministero dell’Energia colombiano soltanto nel dipartimento di Antioquia ci sono 30.000 minatori che ogni anno producono dalle 10 alle 20 tonnellate di oro. E proprio in quest’area montagnosa a nordovest della Colombia viene usato uno dei processi di estrazione più dannosi: vengono aggiunti 120 grammi di mercurio ogni 60 chili di oro. Ovvero un lago argentato che non viene né catturato né smaltito.

Il risultato è che il metallo, attraverso il suolo e i corsi d’acqua, arriva nelle aree urbane di Remedios, Segovia e Zaragosa, dove i livelli di mercurio registrati sono 1.000 volte più alti di quelli stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità. E le conseguenze sulla salute sono evidenti. “Ogni anno, a Remedios, vengono effettuati in media 15 trapianti di rene: i vapori di mercurio tendono ad accumularsi nei reni danneggiandoli” spiega Marcello Veiga, consulente del braccio delle Nazioni Unite che si occupa di sviluppo industriale. Alcuni studi hanno evidenziato l’insorgenza nei bambini di sindrome da deficit di attenzione, problemi di memoria e di linguaggio mentre nei minatori l’esposizione eccessiva porta a perdite di memoria ed emicranie croniche. “Non sappiamo quante persone siano morte a causa dell’inquinamento da mercurio – prosegue Veiga – perché né i dottori né il personale infermieristico hanno gli strumenti adatti per analizzare le urine e rilevare il mercurio”.

Le Nazioni Unite stanno ora chiedendo una graduale eliminazione del mercurio nel processo di estrazione a favore delle centrifughe, un metodo più sicuro e che permette di estrarre quantità maggiori. “Con le centrifughe – spiega Monica Roeser, a capo del progetto Global Mercury Project per le Nazioni Unite in Colombia – i piccoli minatori possono produrre il doppio dell’oro rispetto all’estrazione col mercurio, senza danneggiare l’ambiente e la loro salute”. La storia si ripete ormai da decenni, ma il ministero dell’Ambiente sta mettendo a punto soltanto adesso una nuova normativa per vietare il mercurio nelle miniere d’oro.