Per provare a rilanciare un prodotto che ormai stenta a confermarsi a causa della disastrosa gestione del suo amministratore delegato Ratzinger, la Chiesa S.p.a immette sul mercato la Bibbia Pocket; la nuova versione si presenta in un formato così piccolo che i versetti si contraddicono in maniera tascabile.

Per promuovere l’iniziativa saranno trasmessi alla radio e su internet alcuni brani dell’Antico e del Nuovo Testamento in versione rap; per eseguire i pezzi erano stati contattati anche i componenti del Truceklan ma tutti hanno rifiutato perché i testi erano troppo violenti persino per loro.

La Bibbia torna a proporsi al grande pubblico due anni dopo la “Lettura della Bibbia giorno e notte”, trasmessa in diretta dalla Rai quando per sette giorni e sette notti, politici, artisti, intellettuali e Mara Carfagna si sono alternati nella lettura delle pagine del Libro. Anche Giulio Andreotti prese parte alla lettura dei testi sacri. Al termine del suo turno gli fu regalata per ricordo un’immaginetta della Madonna: Andreotti le diede fuoco passandosela da una mano all’altra.

Alla Gelmini hanno ordinato di fingere entusiasmo per l’iniziativa editoriale perché prima o poi le avrebbero ricambiato il favore e perciò lei si è spinta oltre auspicando l’insegnamento della Bibbia in tutte le scuole che nel frattempo non sarà riuscita a far chiudere. Personalmente sono contrario, ma solo perché esistono libri fantasy con una trama meno farraginosa e personaggi molto più credibili.

Per rendere l’ambiente scolastico ancora più religioso, dopo i crocifissi nelle aule, le ore di religione raddoppiate e l’insegnamento della Bibbia, una circolare ministeriale imporrà ai docenti di farsi baciare la bua dai bambini più piccoli almeno una volta a settimana. Per non parlare delle mense in cui sarà servito solo il corpo di Cristo. Ma solo ai bambini che avranno pagato la retta.

Dopo che la mobilitazione popolare sta riuscendo a far togliere i simboli leghisti dalla scuola di Adro, ne servirebbe un’altra per far togliere il marchio Cei dal culo di alcuni ministri.

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