Ambiente & Veleni | di Michele Sasso
13 luglio 2010
L’accelerata del Piemonte sul nucleare
La tesi è semplice: mentre a pochi chilometri (in Francia e Svizzera) si produce energia con l’atomo, il Piemonte subisce solo i rischi e non i benefici “derivanti dalla costruzione di impianti di ultima generazione con le più ampie garanzie di tutela per il territorio e la popolazione”. Benefici, prima di tutto, legati alla vendita sul mercato dell’energia elettrica e ad un minore costo della bolletta, secondo Ravello. Anche se dalla prima pietra all’esercizio della centrale passano 20 anni.
L’accelerata piemontese sull’atomo è partita con la rinuncia al ricorso alla Corte Costituzionale, presentato dalla ex presidente Mercedes Bresso e ritirato al cambio di maggioranza. Ricorso poi respinto dalla Consulta che, lo scorso 23 giugno, ha dichiarato in parte infondate e in parte inammissibili le questioni sollevate da Lazio, Umbria, Basilicata, Toscana, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Liguria ed Emilia Romagna sulla competenza legislativa fra Stato e Regioni.
Quindi nessuno stop alla legge nazionale per il rilancio del nucleare in Italia. Ed anche il Piemonte verrà coinvolto. Qui ci sono tre luoghi protagonisti della stagione dell’atomo made in Italy. Trino Vercellese è una delle località indicate come possibile sito nucleare e dove la vecchia centrale Enel è stata fermata nel 1987. Nel vercellese si trova anche Saluggia, che ospita l’80% dei rifiuti nucleari liquidi italiani.
E poi Bosco Marengo, in provincia di Alessandria, dove l’impianto che produceva combustibili per le centrali italiane è in fase di decommissioning. Nessuna paura per il rischio incidente? “Non esiste tecnologia a rischio zero” afferma Ravello. E ribadisce la posizione condivisa anche dal presidente Cota “il nucleare è necessario”, di più “una fonte di energia pulita”.
E se in materia di energia “pulita” da una parte si accelera dall’altra è meglio rallentare. Dalla stessa giunta arriva uno stop alle autorizzazioni per i nuovi impianti forovoltaici, in grado di creare corrente elettrica dal sole. L’iniziativa è di Massimo Giordano, assessore all’energia e all’innovazione, che grazie ad un disegno di legge regionale vuole regolamentare l’installazione a terra dei pannelli solari nelle aree di particolare pregio dal punto di vista agricolo, naturalistico ed estetico. Per Giordano “c’è stata un’eccesiva crescita degli impianti che hanno deturpato il territorio piemontese”. Anche se danno energia pulita, i terreni liberi per l’installazione sono cresciuti del 149% e la precedente giunta regionale ha investito, a partire dal 2008, trecento milioni di euro per lo sviluppo della green economy.



Ci mancava solo Cota!
Avremmo l’occasione di svincolarci dai produttori di petrolio sfruttando e incentivando
capillarmente le fonti alternative di cui è ricco il nostro paese.
Con più impianti piccoli, ma diffusi, e meno spesa pubblica. E poi chi ha detto che bisogna occupare di pannelli solari i campi agricoli? Ci sono, soprattutto, milioni di metri quadri di tetti da sfruttare, iniziando dagli edifici pubblici!
La verità è che B. e Scajola sono quasi riusciti a metterci “il cappio al collo” del nucleare e per colpa loro l’Italia diventerà schiava dei Paesi produttori di uranio (la Russia dell’amico Putin per esempio).
Alle lobby di B. e dei suoi amici interessa solo il dio-denaro per le loro tasche mentre le nostre bollette non diminuiranno, anzi AUMENTERANNO come riportato sul sito di Greenpeace (http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/bolletta-nucleare).
Io sostengo fermamente il NO AL NUCLEARE IN ITALIA e, per combattere il diffondersi di questo pericoloso virus, auspico una MORATORIA INTERNAZIONALE che bandisca le centrali più obsolete/rischiose presenti nel mondo!
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Siamo nelle mani di un governo Mafioso che con chissà quali mezzi, gestisce le idee anche di persone che di sicuro non vorrebbero una centrale ai propri piedi, il sig. Silvio ha detto che avrebbe fatto di tutto per inculcare nelle menti degli italiani che il nucleare è bello, visto? Il Governatore del Piamonte già ne è convinto, e cerca di convincere anche i suoi stessi concittadini che lo hanno eletto.
La gestione mafiosa delle famiglie siciliane in America, fa un baffo a questo Governo, e per di più se viene mossa qualche accusa, la reazione è sempre la stessa:
1- La sinistra e le toghe rosse cercano di infangare il governo
2- Si fa una legge ad hoc che elimina tale reato o che rende il capo del governo onnipotente ed immortale.
Siamo fortunati che il Ministro di G e Giustizia è venuto incontro agli italiani, rendendo IMMUNI dal peccato tutti i ministri (tanto che in un modo chi in un altro qualcosa di certo l’ha fatta), altrimenti, della via che era stata intrapresa sarebbero state depenalizzate tutte le ruberie possibili (ovviamente di notevoli dimensioni) riducendo lo stato italiano nell’eden dei deliquenti.
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Per fortuna che Cota e la Bresso erano la stessa cosa, vero Beppe Grillo?
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Nel 1975 la NASA progettò una centrale elettrica in orbita che trasmetteva energia a terra.Noi abbiamo l’Alenia.Rubbia è in India a progettare e costruire reattori al torio puliti e sicuri.Noi spediamo via i cervelli e distruggiamo la ricerca.Ho una proposta:visto che la maggioranza della gente si fa opinioni sulla base di quello che vede in TV,voi del fatto quotidiano non potete aprirne una?Anche a pagamento per mantenervi,sarò fra i primi a comprare la scheda.Se la farete libera,la metterò al posto del TG1.
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Avete votato Cota?
Bene,ora fate spazio alla centrale nucleare accanto al vostro giardino.
Non temete sono di ultima generazione!
Cioè quelli che vedranno i risultati che le scorie faranno sono l’ultima generazione,dopodichè il nulla.
Massima del giorno:
Se Roma è ladrona,la Lega ne è il commercialista.
Fabrizio
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che massa di deficienti, ma perche’ non se la fanno nel giardino della loro casa e poi raccolgono le scorie radioattive e le mettono in frigorifero insieme alla minestra ?
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