Politica & Palazzo | di Mauro Meggiolaro
8 luglio 2010
Digitale terrestre: lo Stato non incasserà 4 miliardi di euro. Per tutelare Mediaset e Rai
L’innovazione tecnologica ha rapidamente cambiato il modo in cui si trasmettono i segnali televisivi. Dalla tecnologia analogica si sta passando a quella digitale, che permette di comprimere i dati, riducendo la banda di frequenze utilizzate per la trasmissione. In pratica si liberano spazi, che possono essere occupati da altri segnali. Tutti i paesi europei si stanno organizzando per gestire quello che si chiama switchover, il passaggio da analogico a digitale, cercando di sfruttare al meglio il “dividendo digitale“, e cioè la parte di frequenze che si liberano. Gli Stati Uniti si sono mossi prima di tutti. Già nel marzo del 2008 hanno messo all’asta frequenze per 19,6 miliardi di dollari. Se le sono spartite grandi nomi della telefonia come Verizon Wireless e AT&T, ma anche operatori di nicchia, come Triad 700, una start-up della Silicon Valley o Cavalier Wireless. Il mercato si è aperto e lo stato ha incassato risorse preziose.
In Italia, invece, le aste sulle frequenze televisive non si fanno. Si procede per delibere emesse dall’Autorità garante nelle Comunicazioni. L’8 aprile del 2009 una delibera Agcom ha stabilito la suddivisione delle 21 (oggi 25) reti nazionali accese dalla tecnologia digitale. Venti reti sono andate di diritto, e praticamente a titolo gratuito, a chi aveva già le frequenze analogiche. Di queste, cinque sono state assegnate rispettivamente a Rai e Mediaset, tre a Telecom Italia e le rimanenti agli altri “network nazionali”: da Rete A (Gruppo L’Espresso) a Telecapri a Europa 7. Le cinque reti rimanenti, il nostro “dividendo digitale interno” (frequenze da assegnare a operatori televisivi alternativi, come ha intimato Bruxelles con una procedura d’infrazione) non saranno soggette ad asta pubblica ma, come ama dire Corrado Calabrò, presidente Agcom, a un “beauty contest” (procedura comparativa): un concorso di bellezza nella cui giuria siederà il governo, che sceglierà in base a parametri autonomamente determinati. A decidere sarà alla fine il Ministero per lo Sviluppo Economico, guidato ad interim dallo stesso Berlusconi. Il concorso di bellezza non sarà però riservato solo a nuovi operatori, ma potranno parteciparvi anche Rai e Mediaset, che potrebbero portarsi a casa due delle cinque reti (ognuna delle quali, come le altre, permette di irradiare fino a sei canali).
In sostanza si conserva lo status quo, ribaltando sul digitale il duopolio Rai-Mediaset. Con lo stato che incasserà solo le briciole: l’1% del fatturato annuo degli operatori (contro il 4-5% medio europeo) a titolo di canone di affitto delle frequenze.
Se si prendono per buoni i dati di uno studio pubblicato in giugno da Carlo Cambini, Antonio Sassano e Tommaso Valletti su lavoce.info, lo spettro di frequenze italiano regalato alle emittenti nazionali e locali varrebbe circa 12 miliardi di euro di fatturato annuo totale per gli operatori. Da cui lo stato ricaverebbe 120 milioni all’anno di canoni (1%). Che potrebbero però diventare già 600 applicando canoni più “europei” (5%) e molti di più se si decidesse di attribuire il “dividendo digitale” con aste competitive.
Porte chiuse a internet. Precedenza alle TV
L’aspetto ancora più grave della lottizzazione televisiva del digitale è l’esclusione degli operatori di telefonia dalla spartizione delle frequenze. Telecom e gli altri operatori di telecomunicazioni, potrebbero usare la parte di banda liberata dal digitale per portare Internet mobile veloce in quelle zone del Paese non ancora raggiunte dalla rete fissa in fibra o in rame, aiutando a superare il “digital divide“. Ma, almeno per ora, non potranno farlo. Perché tutta la banda che si è liberata è stata destinata alle televisioni.
Dal 12 aprile al 20 maggio 2010 la Germania ha messo all’asta frequenze precedentemente occupate dalle emittenti televisive offrendole agli operatori telefonici. Dopo 224 round le frequenze sono state assegnate in gran parte a Vodafone, Deutsche Telekom e O2 per un totale di 4,38 miliardi di euro incassati dallo stato, dei quali 3,68 miliardi, sono stati ottenuti dall’assegnazione di frequenze sugli 800 Mhz, le stesse che l’Agcom ha riservato agli operatori televisivi locali in Italia. Se nel nostro paese si decidesse di mettere all’asta per gli operatori telefonici anche solo un terzo di questo spettro, si potrebbero recuperare – sempre secondo i calcoli de lavoce.info – almeno 4 miliardi di euro.
Si può ancora intervenire? A quanto pare sì. Prima di tutto assegnando con una gara seria, e non tramite “beauty contest”, le cinque reti destinate ai “nuovi” entranti, ma non ancora attribuite. In secondo luogo chiedendo che una parte delle frequenze liberate dal digitale e regalate alle TV locali e nazionali (che risultano sottoutilizzate), venga messa all’asta a favore degli operatori di telefonia, per la diffusione della banda larga mobile. A tale proposito il Pd, guidato dall’ex ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, la settimana scorsa ha presentato una mozione per correggere la manovra economica. Mentre l’Idv ha presentato una proposta di legge, ribattezzata “Contromanovra”, che chiede di mettere all’asta le frequenze del dividendo digitale per “incassare fino a 3 miliardi di euro”. Martedì si è mosso perfino il presidente dell’Authority Corrado Calabrò, preoccupato per la diffusione degli smartphone, che potrebbero presto portare la rete mobile italiana al collasso. “L’Agcom sta portando avanti una politica finalizzata alla liberazione in tempi brevi delle frequenze radio”, ha dichiarato il garante. “Contiamo di rendere disponibili circa 300 Mhz da mettere all’asta per la banda larga”. Avete capito bene: ha detto “asta”. La stessa con cui lo stato tedesco, mettendo a gara un quinto dei Mhz proposti da Calabrò, ha guadagnato 3,68 miliardi. Se il presidente dell’autorità di garanzia manterrà le promesse, i medici e gli insegnanti italiani un giorno potrebbero essergliene grati. Forse anche i governatori delle regioni.
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Venghino elettori del PDL, venghino elettori della LEGA, leggete leggete.
Come, non ci credete? Certo, non era questo che vi avevano promesso, però, come allocchi ci avecate creduto.
E, come allocchi, li voterete ancora?
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Bisognerebbe saper leggere e soprattuttto aver la voglia di leggere. purtroppo c’è un blocco sociale che si rifiuta o che non ha proprio strumenti per fare una visione critica di quello che la destra sta combinando. purtroppo….
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Si infatti! gli elettori che hanno votato questi qui sono perlopiu solo estremamente e infinitamente IGNORANTI. IGNORANTI nel senso buono, due li conosco: sono i miei suoceri: non si documentano, non leggono, non pensano, guardano la TV e credono che Berlusconi non rubi perchè ha già tanti soldi suoi …
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è tutta e sempre una questione di soldi.
ps: domanda: di chi è mediaset (e la rai)?
risposta: berlusconi silvio
ps2: ma perchè questo (ladro) dovrebbe fare interessi degli altri?
ps3: la libertà gli si sente dire spesso
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E’ una violazione della privacy bella e buona quella di aver pubblicato queste notizie su un giornale….
…. si ma la privacy di chi ….. ?
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BERLUSCOPOLI atto quindicesimo:
il Padrone cala le braghe. Il suo fare autoritario che è utile solo per se stesso ed a danno della collettività non trova sbocco per le sue telefonate basate su collusioni (affaristico mafiose) e contatti per definire i vari malaffari da lui gestiti. Il Padrone ha perso quasi tutti gli appoggi dei suoi servi prediletti ed adesso paga dazio a tutte le scontntezze create(presidente della repubblica, presidente della camera).
Ci fosse un rigurgito di buon senso e legalità?
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SILENZIO IN TV (OVVIO) E NEI GIORNALI
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Quanti delitti vengono commessi in nome della libertà (di pochi) !!!
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Come ti giri, ti giri, è fogna. Ma noi non molleremo mai. Molleranno prima loro, cacciati dai cittadini onesti. Come dice Beppe, le pale stanno cominciando a girare…..
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rimedio dell’ultimo dei sudditi italici a questo regime:
spegnere la televisione. io l’ho fatto 4 anni fa e da allora sto benissimo. sono molto più informato, ho più tempo libero e si migliora anche fisicamente. italiani, non c’è scampo: SPEGNETE LA TELEVISIONE, non avranno più influenza su cosa pensate, su cosa comprate.
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io ho fatto la stessa cosa e non ne sento per niente la mancanza.
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La maggior parte della gente ignora questi problemi; e se anche leggesse articoli come questi, non li capirebbe o non gliene fregherebbe nulla perché non li riguarda. Riguarda la democrazia, l’uguaglianza,e quindi anche loro, i cittadini, ma non sono in grado di rendersene conto.
Tutti coloro che hanno votato lo psico-nano sono colpevoli di questo e di altri sfacceli; hanno consentito ad un uomo ricco, votandolo, di arricchirsi a dismisura mentre loro e, purtroppo anche noi, arranchiamo ogni giorno sempre di più.
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Questa storia delle frequenze è nota da molto tempo e purtroppo non è il solo scandalo ,la chiamarei schiffezza .che avviene nella nostra italia eppure c’è molta gente che inneggia a chi ci sta governando con allegria e tutto passa con “lo vogliono gl’italiani “.
Milioni di firme depositate in parlamento per indire dei referendum e vengono vergognosamente ignorate ignorate mi consola che molti seguaci della casta si stanno svegliando ma non basta sono granitici ormai.
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Certe volte l’operato del governo se non puzza di imbroglio – e quasi sempre, puzza- sembrerebbe rivolto alla realizzazione di clamorosi autogoal. Per venire incontro alle fameliche esigenze del B. e quindi assegnarsi 4 frequenze su 5 disponibili; ossia 2 a Mediaset e 2 a Rai che così sarà uguale a 4 per mediaset perchè è ormai notorio che salvo rare eccezioni, Rai = Mediaset o viceversa non c’è più distinzione. L’autogoal consiste nel fatto che B. sta litigando con tutti per interposta (Tremonti) persona sull’entità della manovra per evitare i default economico dell’Italia. Litiga con gli alleati, litiga con le Regioni, Province. Litiga con se stesso – basta vvedere gli ultimi sondaggi sulla sua popolarità – insomma litiga veramente con tutti.
Se prendesse esempio da chi ha fatto le aste per l’assegnazione delle frequenze poteva incamerare bei sesterzi e risparmiarsi qualche litigata. Ma già…Lui è troppo occupato a sponsorizzare sua figlia presso Don Verzè per accorgersi che qualche cosa non va.
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INCREDIBILE|||||||||||||||||||||||||
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a tutti quelli che dicono: “perche’ non si occupano dei problemi seri del paese invece di….”
semplice, loro non hanno il minimo interesse a far bene per il paese, loro sono li solo per i propri interessi!
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Slave a tutti benevenuti nella mitica Repubblica delle banane (corte ovviamente!!!!) siamo sempre il solito paese di m………a
siamo talmente ricchi di idiozia che si regalano i soldi ai ricchi mentre si continuano a spremere i soliti lavoratori dipendenti e precari
se continua così siamo destinati a farci dare un calcio dall’Europa e iscriverci alla lega dei paesi del terzo mondo
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[...] senza contare quelle su base locale che abbondano (e continueranno ad abbondare). E invece il governo (che controlla Mediaset e Rai) ha deciso di affidarsi al criterio “beauty contest&#…, descritto sopra: la corruzione è molto probabile (visto gli esponenti che ci goverano e il [...]
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